giovedì 1 dicembre 2011

La seconda laurea

Immagine da: www.jobpress.it
Avete mai pensato a una seconda laurea come garanzia di futuro lavorativo, migliori introiti e pensione assicurata? Avete mai ipotizzato di portare avanti due filoni professionali diversi, ma non in antitesi, per potervi preservare da un futuro di affanno o miseria? Avete mai realizzato l'amore per lo studio, oltre il canonico percorso scolastico dell'obbligo (ormai la laurea è entrata in questo obbligo)? 
Io sì. Costantemente. 


I dati ISTAT per l'anno 2004 indicano la percentuale dei laureati vecchio ordinamento con un lavoro a un anno dalla discussione della tesi intorno al 56,7%, mentre il 52,5% per i corsi triennali. Come sono cambiate le cose, vero, da allora? Un'indagine statistica condotta da Almalaurea per l'anno 2010 indica nella percentuale di 48,7% il numero di laureati che trova lavoro a un anno dalla laurea. 

La forbice fra laureati triennali e specialistici si è modificata, così gli stipendi, le speranze di impiego, la durata dei contratti, le tipologie di lavoro a cui è possibile candidarsi. Non è vero che avere una laurea non serve e non è vero che fermarsi al diploma significa essere agevolati. Le possibili occasioni di impiego possono anche essere maggiori (all'apparenza) ma la possibilità di fare carriera è limitata per un diplomato. Un laureato ha la possibilità di salire i gradini di una professione e ha la possibilità, impegnandosi costantemente, di migliorare la propria posizione, retribuzione e forma contrattuale, anche in tempi di crisi e difficoltà globale. Un laureato, di questi tempi, sa che la sua formazione non ha limiti, così come l'aggiornamento e la scoperta di nuove frontiere. Se ti fermi, sei perduto.

Come sapete, ho tre passioni principali: la scrittura, il web e la psicologia. Sino ad ora ho portato avanti le prime due con la laurea in Lettere, il master in Comunicazione Digitale, i lavori nelle redazioni online e offline, nei content market place, sul blog e per altre piattaforme di vario genere. Mancano poche settimane alla chiusura definitiva delle lezioni del master e la laurea non è così lontana. Gennaio è dietro l'angolo. Non passa giorno in cui non pensi al mio futuro. Vivo la gioia dell'aver trovato due lavori precari più stabili di quello a cui sono abituata: il servizio civile durerà un anno e la collaborazione con la testata Donna in Affari è mensile, retribuita e in crescita. I lavori "in più" con BloggerItalia e, forse, Scribox, sono un arrotondamento a cui penso con piacere, anche se non ci faccio affidamento. 
Rimane il grande cruccio. E ora?

Ora che sono laureata, (quasi) masterizzata, con una professione avviata, con la possibilità concreta di raggiungere il quorum per il patentino da pubblicista (caso mai servisse ad aprirmi qualche porta in più), con un blog che mi continua a dare conferme e soddisfazioni, con delle ipotesi di lavoro nel campo della formazione universitaria, ora che inizio ad avere delle entrate mensili un pochino più soddisfacenti, ora che mi sto avviando verso una totale indipendenza economica, ora che anche il mio Progetto Oriana Fallaci ha ripreso a veleggiare su acque positive e che forse persino la tesi del master vedrà la pubblicazione, che cosa fare? Direte voi: "Scellerata! Come: che cosa fare?!? Nei hai così tante di cose da fare! A cosa vai pensando?". Penso alla seconda laurea
Ci penso con intensità e con quell'esaltante sensazione di libertà che nasce dalla consapevolezza di potermelo permettere, di potermi permettere una ulteriore formazione perché ho trovato fonti di guadagno per sostenermi in questo progetto. 

Quando penso alla seconda laurea penso a tutto il percorso lungo dieci anni in psicologia. [E voi direte: matta!] Penso alla professione di psicoterapeuta. Penso alla possibilità di lavorare finché campo, infischiandomi dei cambi di boa costanti della politica e delle politiche sulla previdenza sociale, e di vivere e mantenere me stessa, la mia famiglia e i miei eventuali, ipotetici, futuri figli con il frutto della mia passione: scrittura e psicologia. La scelta del campo specifico a cui mi sono rivolta per il servizio civile nasce proprio da questo binomio che intercorre fra tecnologia digitale, comunicazione, social networking e psicologia. Nasce dalla volontà di non arrivare con un curriculum vuoto e ininfluente, dal bisogno di assicurarmi un futuro. E, infine, ultimo ma non ultimo, questo pensiero sboccia da una passione e da un bisogno personale che vive in me da sei anni, almeno. 

Per anni mi sono chiesta se abbandonare tutto per psicologia sarebbe stata la scelta migliore. No, non lo sarebbe stata perché questa follia l'avrei fatta con motivazioni poco adatte. Ora sono libera. Da febbraio inizierò ad avere uno stipendio fisso per un anno, a cui si aggiungeranno le entrate nate dagli articoli scritti e pubblicati sulle testate online e su questo blog. Sono certa che questo 2012 mi porterà altro lavoro, altre porte si apriranno e nel 2013 potrò continuare la mia crescita professionale con serenità ancora maggiore. Perché io credo che tanto impegno sarà premiato e che, prima o poi, questa benedetta crisi e le follie relative al welfare e al mondo del lavoro dovranno terminare, cambiare e migliorare. Non chiederò nulla ai miei genitori, che fin troppo hanno dato e fatto. Potrò portare avanti questo sogno da sola e potrò vedere i risultati di tale scelta anche nella mia professione principale, quella che abbraccia il web e la scrittura di contenuti.  

Rimane il classico problema del superamento del test d'ingresso in psicologia, del riconoscimento dei crediti e del rapporto con la stantia università italiana (che da sola scoraggerebbe chiunque a continuare la formazione). Non mi iscriverò subito, anche se potrei. Roma e Chieti offrono delle alternative interessanti, anche considerato che le tasse universitarie dell'università Marconi (privata) non sono così distanti da quelle de La Sapienza (sempre di 2000,00€ e rotti annui si parla). Aspetterò settembre 2012. Perché, nonostante la mia verve battagliera, il mio amore per lo studio e la mia voglia di assumermi la responsabilità dei miei sogni, ho un bisogno disperato di relax, di tempo per me e di rallentare i ritmi, la pressione e lo stress nato dalla ricerca affannosa di lavoro, dal puntare molto sul blog, dallo studio (non ancora concluso) per il master e..da un periodo di vita lungo e turbolento.

E voi? Avete mai pensato a una seconda laurea? Quali sono le difficoltà principali che avete incontrato, intraprendendo questa strada? La vostra famiglia (e quella del vostro lui/lei) vi hanno osteggiato o sostenuto? Quanto è stato difficile far comprendere e accettare la vostra volontà? Come vi siete organizzati fra i vari impegni? Che ramo avete scelto? Sono curiosissima di conoscere le vostre esperienze in merito.

63 commenti:

  1. Io, dall'alto dei miei 40 anni, posso dire di averci pensato per molto tempo. Poi mi sono resa conto:
    a) di avere un tesserino professionale che, per quanto io ci sputi sopra, sul curriculum vale più di qualunque titolo di studio universitario
    b) che, nella mia situazione specifica, una formazione "tecnica", e molta esperienza, hanno un impatto molto maggiore in un curriculum: insomma, poter scrivere: "Ho intervistato in Iraq il leader militare del Pkk" vale più di qualunque pezzo di carta.
    Nonostante tutto questo, in Italia ci si scontra comunque con un clima di diffidenza, qualunque cosa si faccia, qualunque titolo si sia conseguito, ed è vero che una laurea può rappresentare uno svantaggio, perché per un datore di lavoro significa dover fornire una retribuzione più alta.
    Con questo non voglio affatto scoraggiarti: personalmente, ho sempre creduto che l'importante, per avere successo, è poter fare quello che si sente di voler fare. Non c'è nessuna considerazione razionale che possa battere questo ragionamento: ho visto gente portata per la letteratura studiare economia "perché così si trova lavoro" e mollare dopo tre anni di studio. Mentre ho un'amica più vecchia di me che a un certo punto, stufa di essere infelice, ha ripreso a studiare, e proprio psicologia. E adesso sta molto meglio.
    Dunque, lascia perdere curricula e considerazioni "da brava bambina" e fai quello che ti senti, sono sicura che non te ne pentirai :)

    RispondiElimina
  2. Carolina Venturini01 dicembre 2011 17:18

    Considerazioni "da brava bambina"?

    RispondiElimina
  3. Veronica Mondelli01 dicembre 2011 18:01

    La laurea serve, altroché.
    Per molti tipi di lavoro non puoi proprio farne a meno. Al momento sono tornata all'università, ma solo per i corsi singoli.
    Appena avrò più tempo mi piacerebbe davvero laurearmi di nuovo. Fra un anno o fra dieci lo voglio fare. E poi, io sento che lo studio mi arricchisce e lo studio sistematico dell'università è qualcosa che mi piace.

    RispondiElimina
  4. Sì, ci ho pensato, ma unicamente per ragioni culturali. Economicamente non potrei permettermelo, almeno al momento. E poi, le lingue (a questo avevo pensato) le studio per i fatti miei. Se però tu puoi, segui la tua strada! In bocca al lupo! :-)

    RispondiElimina
  5. Carolina Venturini01 dicembre 2011 18:21

    @Veronica: Per me è lo stesso. Fra un anno, due o tre .. non importa. Lo studio fa parte della mia vita. A volte sono stanca di studiare. Sono momenti. Poi torna l'energia e l'entusiasmo. Hai ragione quando dici ce studiare arricchisce dentro, molto oltre il voto sul libretto.

    RispondiElimina
  6. la laurea triennale non è una laurea, brutto dirlo, ma è così...tant'è che dopo questo scempio compiuto dai nostri politici che ovviamente ha danneggiato gli studenti, moltissimi corsi son stati riportati al ciclo unico.
    E', piuttosto, il segmento di un percorso che può essere parziale oppure proseguire fino al suo totale compimento.
    L'una o l'altra scelta e le rispettive utilità/valutazioni dipende dal campo in cui si opera, ovviamente.
    Idem per la decisione di acquisire un secondo titolo.
    Poi nessuno vieta di studiare per puro piacere e soddisfazione personale, ovvio.

    RispondiElimina
  7. Carolina Venturini01 dicembre 2011 18:26

    La laurea triennale è una laurea, ha dignità e valore ed è riconosciuta anche dalle aziende.
    Gli scempi compiuti sull'università hanno danneggiato tutti, studenti in primis.

    RispondiElimina
  8. Carolina Venturini01 dicembre 2011 18:26

    @Marco: In questi mesi che mi separano dall'iscrizione cercherò di risparmiare il più possibile. Le tasse universitarie non si pagano tutte "in un botto" e gli scaglioni in base al reddito permettono una riduzione. Sono fortunata perché molti dei libri fondamentali in psicologia sono reperibili gratuitamente online (i diritti d'autore su Freud, per esempio, sono caduti da tempo e quindi si può scaricare la sua bibliografia dal web). Sono fortunata ance perché il mio compagno è psicoterapeuta e molti dei libri "fondamentali" della psicologia lui li possiede già. Alcuni non possono essere modificati o aggiornati perché sono tesi "guru" e l'autore è deceduto da anni. Ci sono le borse di studio e la possibilità di trovare i testi nei mercati dell'usato, le dispense o le fotocopie. Volendo, l'università può essere fatta anche senza grosso dispendio di denaro. Senza dimenticare il web e Google Libri.

    RispondiElimina
  9. Carolina Venturini01 dicembre 2011 18:31

    @Anonimo: Tra l'altro, non mi risulta che "moltissimi" corsi sono stati riportati a ciclo unico. Non mi risulta proprio. E sì che di proposte didattiche ne ho consultate parecchie in questi anni. Molti corsi di studio sono stati chiusi. Molti accorpati. Alcuni lasciati morire, altri potenziati o implementati o ampliati attraverso corsi interfacoltà. Magari fosse disponibile il ciclo unico ancora ...nella maniera così ampia ce citi tu!

    RispondiElimina
  10. Se è come dici, verrebbe da chiedersi come mai chi pur avendo a disposizione lo scorporo del 3+2, decide –magari con tanti sacrifici- di proseguire con la specialistica, che è il solo titolo equiparabile in tutto e per tutto al vecchio ordinamento o al reintrodotto ciclo unico.
    Resto sempre perplesso dinanzi a reazioni così piccate di chi ha conseguito la triennale nel momento in cui gli si fa notare che non è una laurea “completa” (e mi scuso se non trovo un aggettivo più appropriato ed utilizzo questo, che può apparire sminuente), tanto da non consentire l’accesso a tirocini, praticantati ed esami di Stato.
    Non c’è nessuna intenzione di negativa, è solo un dato di fatto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, scusa non la racconti giusta. Gli ordini professionali hanno fatto la porcata di istituire albi di serie A e di serie B per i laureati, svalutando di fatto la laurea triennale e costringendo gli studenti a proseguire lo studio, ma gli ordini professionali probabilmente verranno aboliti dal PdC Mario Monti, così se ne capirà bene tutta l'inutilità. L'unica cosa che dovevano fare gli ordini era indicare la migliore formazione per i futuri professionisti, se pensano che per formare un ingegnere la laurea triennale non è sufficiente si comunica subito al Ministero che è necessario istituire il ciclo unico per quella laurea e punto. Alcune facoltà l'hanno fatto: Medicina, Veterinaria, Farmacia ad esempio. Potevano farlo anche le altre e chiarire subito quanta formazione ci vuole per una data professione. Psicologia è vergognosa da questo punto di vista: 3 anni+2 anni+tirocinio+4 anni di scuola di psicoterapia, andate a vedere in Inghilterra qual è la formazione di un psicologo. E' più breve (7 anni in tutto) e molto più specifica e pratica sul campo, altro che la scuola di psicoterapia!!!E Inghilterra gli ordini professionali non esistono! Ci sono solo Associazioni, ottime che tutelano le professioni. Detto questo ti posso parlare del mio campo: traduttori e interpreti. Una laurea triennale è più che sufficiente per fare sia il traduttore che l'interprete, invece di fare due anni di specialistica è molto meglio farsi 2 anni all'estero a fare esperienza dopo la triennale e quando torni il lavoro lo sai fare eccome. Dobbiamo abituarci a considerare la laurea non un pezzo di carta che dà status, ma una formazione che ci permette di fare un determinato lavoro, e la formazione si fa in minima parte nelle aule universitarie, in buona parte si fa fuori sul campo. 5 anni all'università per molte facoltà sono UN PURO SPRECO, è solo che gli italiani non lo capiscono ed è facile manipolarli. Chi è informato non viene fregato.

      Elimina
    2. Mi sono dimenticata di firmarmi,Ylenia, nel commento che ho appena inviato.

      Elimina
    3. Carolina Venturini31 gennaio 2012 12:25

      Eccoli!! Me li ero "persa per strada", pensavo che stessi rispondendo a me. Scusami, Ylenia. Condivido il tuo pensiero e sono contenta che questa discussione proceda, nonostante sia passato del tempo dall'iniziale pubblicazione.
      Ora, ti avviso che l'anonimo a cui hai risposto potrebbe anche non risponderti perché i suoi ultimi commenti sono stati tutti cassati a causa del negativo linguaggio e assenza di rispetto riscontrato in seguito in quanto ha scritto.
      Da parte mia ti posso dire che è vero: non tutte le lauree sono uguali, sia per necessità lavorative, sia per percorso, sia come riscontro nei pregiudizi. UN laureato in scienze della formazione non è sentito "uguale" di un laureato in medicina o giurisprudenza.
      Visto e considerato com'è il mondo dell'editoria, l'inaccessibilità dei concorsi per insegnare, le difficoltà nel diventare giornalista e le difficoltà nel vivere con l'arte (scrittura, cinema, arte di vario genere)... le lauree in lettere, filosofia, DAMS non hanno un riscontro positivo e "facile" nell'odierno mondo del lavoro.
      Ma questo è un problema, non è un demerito dello studente.
      Molto interessante il tuo intervento.
      Se l'anonimo vorrà rispondere, spero cambi il registro, rispetto l'ultima volta. E spero si firmi.

      Elimina
  11. Carolina Venturini01 dicembre 2011 18:50

    Dipende. Se parli delle professioni mediche oppure giudiziarie è un conto. Se parli di altri indirizzi, che nulla hanno a che fare con esami di Stato, è diverso. Dire che una laurea triennale non vale niente e non ha dignità equivale a non voler vedere molte cose. Ma non pretendo di convincerti e non sono piccata. Ho, semplicemente, un'esperienza diversa e un'idea diversa riguardo le nuove tipologie di lauree.

    RispondiElimina
  12. Carolina Venturini01 dicembre 2011 18:53

    Dimenticavo: nessuno mette in dubbio la dignità della specialistica e la sua utilità. Chi sceglie di continuare con questo percorso fa solo che bene, a mio avviso. Chi ha messo in dubbio e azzerato la dignità e il valore di un percorso di studi sei tu. Io ho solo chiesto che cosa pensate dell'ipotesi di una seconda laurea.

    RispondiElimina
  13. Io penso prima a terminare - si spera davvero a breve :) - la magistrale, e poi si vedrà; non l'escludo affatto. ;)

    RispondiElimina
  14. A mio avviso sei stata geneticamente modificata tu o io, ma a qualcuno dei due dev'essere successo qualcosa, come mai io sono così bradipo in confronto?

    Una seconda laurea? Neanche morto, la prima mi ha sfiancato, vabbè lavoravo pure, ma è stato un periodo terribile. Però mi piacerebbe studiare le cose che più mi interessano per me stesso, ad esempio l'informatica, però fuori da un percorso strutturato, vorrei provare solo le cose che mi piacciono insomma.

    La verità è che non credo affatto che università e sapere abbiano qualche coincidenza, se non molto labile. Titoli e possibilità di lavoro magari sì, ma...

    Per quanto riguarda la sicurezza: non esiste, sono morte delle persone nei passati giorni di nebbia in Lombardia, chissà quanti sogni coltivavano...

    Ciao, e in bocca al lupo come sempre!

    EXO

    RispondiElimina
  15. Antonio Pandolfi02 dicembre 2011 10:27

    Be' Carolina, non ti smentisci: chi si ferma...

    Per me, superati i 40, la formazione è di tipo specialistico - punti di vista almeno affini al mio lavoro, da aggiungere alla cassetta degli attrezzi professionale. Per questo, una laurea sarebbe decisamente troppo. Ed anche, inconciliabile con gli impegni familiari.

    Ad essere sincero, al tuo posto userei questi mesi per cercare qualche Maestro/a più che un percorso. Dopo una laurea e un master, hai certo consapevolezza delle dinamiche universitarie: quanto del tuo tempo potresti utilmente utilizzare tra corsi e ricorsi? Piuttosto, se ci fosse nelle facoltà di Psicologia a te più vicine qualche docente davvero in gamba - chi ti impedisce di seguirne lezioni pubblicazioni e ricerche ? Visto che hai dalla tua la passione, non hai bisogno di una gabbia istituzionale per acquisire conoscenze di psicologia.

    Ma immagino pure che già da te una base formativa in materia, forse non così esigua, te la sia già fatta. E che questo ti consentirebbe di non essere troppo usata da corsi e docenti. Ed alla fine di un percorso pluriennale, avere intanto il titolo (quello richiesto oggi: ma domani?) per esercitare la professione.

    Intanto nella mia esperienza, per una carriera trasparente e proficua contano decisamente i primi passi. Utilizzare fin dall'inizio le conoscenze acquisite e le competenze via via maturate, e rifiutare le occasioni (anche se retribuite) al di sotto delle proprie capacità. Questo, ti consente di prendere il passo giusto.
    Poi ci sono le "occasioni del cammino", e quelle senz'altro le incontrerai.

    Ciao!

    RispondiElimina
  16. Carolina Venturini02 dicembre 2011 12:08

    @Antonio: Innanzi tutto che piacere incontrarti anche da queste parti! Una sorpresa gradita :-). terminata la discussione della tesi mi prenderò sicuramente qualche settimana di stacco completo da ogni forma di studio/corso/formazione. Da quando ho iniziato le scuole non sono mai stata senza una qualsiasi forma di iscrizione per più d'una vacanza estiva. Ora voglio godermi questa possibilità.
    Poi, come giustamente dici tu, continuerò la formazione in ambito psicologico leggendo, studiando o seguendo incontri/seminari/workshop a tema. Per esercitare, per poter accedere all'esame di Stato la laurea (in questo caso sì!) è necessaria. Così come per accedere alla scuola di specializzazione per diventare psicoterapeuta, un giorno... e garantirmi una pensione con questa attività e con l'aggiunta della scrittura.

    RispondiElimina
  17. Carolina Venturini02 dicembre 2011 12:12

    @Exodus: :D In effetti, si potrebbe pensare che io sia matta.... :D La mia prima laurea mi ha massacrato sotto tanti aspetti. Il master mi ha permesso di riavvicinarmi al mondo della formazione con maggiore distacco e serenità. Il mondo universitario è quel che è ed è un peccato, secondo me, perché ha grosse responsabilità e potrebbe fare molto anche per il nostro PIL.
    Università fa rima con potere, non con sapere. Ci sono logiche sottili o manifeste che serpeggiano fra le aule. Ci sono regole precise. Genericamente provo abbastanza ribrezzo per questo mondo, anzi... per certe dinamiche di sudditanza, delirio tremebondo per una briciola di supremazia. Ma, è vera anche un'altra cosa. L'università è un'occasione ed è un'esperienza potenzialmente bellissima, che ti cambia la vita in meglio e ti migliora.

    RispondiElimina
  18. Concordo appieno con ciò che hai scritto Carolina.
    Anche io penso spesso di iscrivermi ad una seconda laurea, devo dire che, però, ho notato che studiare ora mi risulta mooolto più difficile di un tempo, quindi credo che dovrei decidermi a breve!
    in bocca al lupo a te e complimenti per la tua determinazione!

    RispondiElimina
  19. In effetti tu hai una terribile forma di pazzia ed incoscienza che si chiama gioventù.

    Quand'ero militare mi dicevano che solo i giovani possono essere ben addestrati e solo loro vanno a morire per la patria o per un ideale, quando ti avvicini ai trenta quelle cose non li fai nè per la patria né per nessun altro, non ci credi più.

    Tu ancora ci credi, credi in un mondo "come dovrebbe essere, come potrebbe essere". E' un chiaro caso di indigestione. Hai accumulato troppe esperienze in soli ventisei anni. Hai scritto troppo, partecipato troppo, pensato troppo, corso troppo, non te ne accorgi ma è normale che sia così. In fondo l'ho fatto anch'io. Se avessi corso meno, sognato meno, se fossi stato con i piedi non per terra ma nel sottosuolo, a quest'ora tutti gli aspetti della mia vita sarebbero diversi, migliori penso, ma la vita ci appartiene e ne facciamo ciò che vogliamo. Ma se torno indietro, col cavolo...

    Naturalmente io posso guarirti, come dico e scrivo spesso, non c'è nessun pensiero sbagliato che io non possa curare con la mia motosega guaritrice. Tutto poi diventa chiaro, semplice, ci si rende conto che tutti quei pensieri che si affollavano non erano poi tanto utili, ma solo un ricettacolo di cose che appesantivano. E' ovvio che uno lo nota: dopo il passaggio della mia amata motosega si continua a vivere lo stesso, allo stesso modo, eppure senza tutto quel peso, quelle domande e afflizioni. Ci si rende conto che non è cambiato niente. A parte rinunciare ai cappelli e risparmiare sul parrucchiere.

    Ecco, è un po' così, se avessi avuto l'accortezza di usare su di me la motosega miracolosa, mi sarei reso conto che di tutte quelle storie, speranze, giudizi, sogni, potevo fare a meno, non cambiava niente, se si ha da soffrire, lottare, perdere o vincere, lo si dovrà fare in ogni caso, il pensiero alla fine non è poi quel centro del mondo che credevo, c'è molto di più.

    Ciao e in bocca al lupo :-)


    (P.S: Il gatto nella foto è tuo? Che razza è?)

    RispondiElimina
  20. A me piacerebbe :-) Pero' prima dovrei prendere la prima... ? :-D
    Battute a parte, sono d'accordo con te: che la laurea sia inutile o addirittura controproducente non è vero. Esistono, è vero, casi che parrebbero andare in questo senso (ci ricordiamo tutti di un certo Steve Jobs, no?) ma qui non si parla di assoluti, bensì di statistiche: non si dice che chi ha una laurea troverà lavoro e chi non ce l'ha no, e nemmeno che necessariamente il primo farà certamente più carriera del secondo, ma... avrà statisticamente più possibilità. Poi certo, starà a lui metterci di suo :-)
    Quanto ad una seconda laurea, bé, è evidente che dipende da quanto il gioco vale la candela. Ammesso che io sia laureato (che non è vero, mi fermai al terzo anno di ingegneria, ma diciamo per ipotesi...), al momento di tempo fuori dal lavoro, che occupa ben più di otto ore al giorno, considerando gli spostamenti casa-ufficio, la pausa pranzo, gli straordinari, ne ho davvero poco. Per dedicarlo allo studio per una seconda laurea dovrei sacrificare la palestra (di cui ho necessità, non è uno sfizio), le mie poche ore domestiche in casa e, probabilmente, mia moglie :-D
    ... insomma, nel mio caso - e guarda che anche a me piacerebbe un sacco fare psicologia - il gioco NON vale la candela. Ma il caso di ciascuno è diverso e ognuno deve trovare la sua risposta.
    Un caro saluto :-)

    RispondiElimina
  21. Carolina Venturini03 dicembre 2011 14:32

    @Wolfghost: Tu, per esempio, sei una persona da ammirare. Studi, ti informi, ne parli, leggi e dai valore allo studio. Ne riconosci l'importanza, anche se non hai una laurea. Conosco il tuo amore per la psicologia da anni e mi chiedo quando sceglierai di intraprendere questo percorso (secondo me, prima o poi, lo farai). Lo studio è sacrificio e ogni persona conosce la propria situazione, ciò che può o non può permettersi di fare o vivere.

    RispondiElimina
  22. Carolina Venturini03 dicembre 2011 14:33

    @Exodus: Leggo le tue parole e penso ce non è detto che il tuo vissuto debba rispecchiare il mio futuro. Mi spiace per quanto hai perso nel corso degli anni.

    RispondiElimina
  23. Carolina Venturini03 dicembre 2011 14:34

    @Donna: In effetti, lo studio richiede costante allenamento. Mantenere i ritmi elastici e ferrei allo stesso tempo comporta abitudine. Tanti auguri per qualsiasi scelta intenderai compiere in futuro.

    RispondiElimina
  24. il tuo blog è quanto di più antidemocratico esista.
    Non perchè moderi i commenti, ci mancherebbe, la ritengo una misura sensata non fosse altro per evitare post contenenti spam o con intenti sterilmente polemici o diffamatori.
    E' antidemocratico perchè ciò che va contro il tuo pensiero non viene pubblicato, poco importa se si sono usati toni e modi cortesi ed educati.
    Ho scritto ben due repliche in risposta alla tua, per chiarire meglio il mio pensiero e soprattutto non vedermi attribuite affermazioni non veritiere.
    Nessuna di queste è stata riportata.
    Complimenti vivissimi, non male per una persona che si professa continuamente amante dello scambio e del confronto.
    E' evidente che forse ami più parlarti addosso, incensarti o godere dell'altrui approvazione senza se né ma, senza metterti realmente in discussione.
    Ti lascio alle tue chiacchiere da salotto, ma non mancherò di far presente questo tuo atteggiamento ai tuoi tanti estimatori, non fosse altro per prepararli a che trattamento li aspetta qualora i loro interventi dovessero "sconfinare" e risultarti non graditi.

    RispondiElimina
  25. Carolina Venturini04 dicembre 2011 16:21

    Gentile Anonimo,
    i tuoi commenti non sono e non verranno ulteriormente pubblicati per il seguente motivo: sono off topic, diffamatori, insultanti nei miei riguardi. La cosa è confermata dalla minaccia che includi nel tuo messaggio conclusivo.
    Minacci di cui non temo, perché i blogger che commentano qui sono persone intelligenti e sono persone che sanno distinguere l'intenzione malevola. Per quanto mi riguarda, infine, una persona che si permette tanti insulti e giudizi, pretende, minaccia e urla e non ha nemmeno il coraggio di firmarsi e farlo a volto scoperto, non merita la benché minima attenzione.
    Questo è l'ultimo e unico tuo messaggio che vedrai pubblicato.
    Per il resto, non ho altro da aggiungere.

    RispondiElimina
  26. ma se già con una laurea non ho garanzie di futuro lavorativo...
    no, cara Carolina, non ho mai pensato ad una seconda, semmai voglio finire il corso di studi al conservatorio sospeso proprio per laurearmi. A quello ci tengo davvero... che poi se vogliamo è come una laurea!!!
    ciaooooooooooooo

    RispondiElimina
  27. Mi sono imbattuta nel tuo blog per caso, essendo del campo - sono una psicologa - non mi sento di appoggiare la tua scelta. Psicologia non è una facoltà facile, e se con la tua laurea triennale ti senti sfiancata, seguendo il lughissimo percorso per diventare terapeuta - ammesso che tu ci riesca dato i budget assurdi delle scuole di specializzazione - studiando scientificamente questa materia potresti trovarti di fronte ad una cocente delusione. Non si campa facendo questo lavoro. Tutt'altro. Ci vogliono almeno 7 anni per diventare psicologa - 5 anni per la laurea, uno di tirocinio, uno per l'esame di stato. E nemmeno lì poi è finita. Altri 4 per la specializzazione. Insomma non voglio distruggere i tuoi sogni di gloria, dico solo che non siamo in America, e da noi lo psicologo è ancora considerato a metà strada tra lo sciamano e il prete.
    Studiare senza puntare all'eventuale lavoro nel campo, ok. Direi che è fattibile. Dico solo di vagliare questa possibilità con saggezza e il necessario realismo che i tempi richiedono.
    Saluti.

    RispondiElimina
  28. Ci tengo a precisare che non sono "l'anonimo" con cui hai avuto delle difficoltà... scusami, non conosco questa piattaforma. Baci

    RispondiElimina
  29. Mai pensato neanche alla prima: fuggito a gambe levate dall'università dopo pochi mesi... (Ma sono la classica testa matta, il classico artista genio & sregolatezza con probabile futuro da clochard, quindi che nessun giovanissimo mi prenda come esempio, mi raccomando...) :)

    RispondiElimina
  30. Carolina Venturini05 dicembre 2011 08:20

    @Ciao ANonima 2: Conosco benissimo l'iter per diventare psicoterapeuta, conosco le tappe e conosco i costi e gli oneri economici, nonché i pregiudizi italiani nei confronti di questa professione. La mia laurea mi ha sfiancato non in quanto laurea ma per altri motivi molto diversi.
    Grazie epr aver portato la tua esperienza.

    RispondiElimina
  31. Carolina Venturini05 dicembre 2011 08:22

    @Rita e Zio Scriba: Che non ci siano garanzia di futuro con una laurea sarebbe tutto da vedere (e da cambiare). Però capisco le vostre scelte e le rispetto.

    RispondiElimina
  32. # Carolina:

    "Leggo le tue parole e penso che non è detto che il tuo vissuto debba rispecchiare il mio futuro. Mi spiace per quanto hai perso nel corso degli anni".

    A volte mi chiedo se tu abbia davvero 26 anni, sembrano davvero le parole di una donna molto più matura. Oppure sono io che sono indietro rispetto ai miei di anni, è probabile :-)

    Beh, spero tu abbia ragione, a mio avviso negli ultimi anni la situazione è andata peggiorando sempre più e andrà ancora peggio. Naturalmente spero di sbagliarmi. Alla tua età non capivo niente, studiavo e lavoravo e, davvero, non avevo tempo di interessarmi ad altro, è stato un periodo infernale. Beh, sai cos'ho perso alla fine? L'illusione. Si, i pensieri, sogni, aspettative, speranze ho scoperto erano solo illusioni. La vita vera era un altra, molto più dura, ma era vera. Infatti non rimpiango niente perchè erano cose che non esistevano nella realtà. Semmai, col senno di poi, mi dispiace di non aver preso alcune strade più "facili", ecco, mi sarei risparmiato un sacco di tempo e avrei vissuto di più.

    Ciao e buona fortuna :-)

    RispondiElimina
  33. Carolina Venturini05 dicembre 2011 13:32

    Caro Exoduz,
    ti dirò una cosa e te la dico con il sorriso e con serenità: non conosci la mia vita, non sai che cosa mi ha reso "vecchia" prima del tempo. NOn limitarti alla mia età anagrafica. Non dice altro di me ce una semplice indicazione temporale. Oltre a quella c'è tutto un mondo.

    RispondiElimina
  34. Ti chiamerò Dorian Grey!!!!!!!!

    RispondiElimina
  35. Carolina Venturini05 dicembre 2011 15:31

    :D

    RispondiElimina
  36. E' bello pensare ad una seconda laurea, è bello ritornare sui banchi della facoltà e nelle biblioteche.
    Anche perchè chi di noi non ha più di una passione, da perfezionare con un corso di studi?

    In merito all'argomento forse posso darti una dritta.... l'Università dell'Aquila, visto quello che è successo, per incentivare le iscrizioni al proprio ateneo, ha previsto l’esonero dal pagamento delle tasse per gli a.a. 2011-2014, in pratica paghi solo 90€ all'anno. Qui trovi il link http://www.univaq.it/section.php?id=55

    Certo è un posto un po scomodo da raggiungere (anche se è a solo 1,5 ore da Roma), ma se non hai necessita di seguire tutte le lezioni potrebbe essere una valida alternativa.

    Ciao
    Maurizio

    RispondiElimina
  37. Carolina Venturini12 dicembre 2011 17:49

    Ciao Maurizio,
    ora mi informo. Se hanno psicologia (accessibile) ci faccio un pensiero per settembre. Non sono particolarmente amante di quei luoghi per motivi personali ma... 90euro di tasse sono allettanti! :-)
    Ti ringrazio!

    RispondiElimina
  38. Presa e sudata la prima ho pensato di segnarmi per una seconda laurea, quella che davvero avrei voluto prendere. Ma non si può fare i sostenuti a vita e senza un lavoro con cui pagarmi i secondi studi non ho voluto gravare,nuovamente, sulla schiena di mia madre. Grazie per il passaggio, bel posticino qui... :)

    RispondiElimina
  39. Carolina Venturini03 gennaio 2012 18:06

    Infatti... per questo ci sto pensando solo ora che posso permettermelo. :-) Ti auguro di riuscire, un giorno, a realizzare questo tuo sogno importante. Sei la benvenuta!

    RispondiElimina
  40. Che bello leggere questo post, grazie per averlo scritto! Mi presento, io ho 35 anni e mi sono laureata alla scuola per interpreti e traduttori di Forlì. Ho lavorato come traduttrice e interprete, e poi attualmente come impiegata in un'azienda che lavoro con l'estero, quindi adesso ho un lavoro fisso. Da sempre sogno di prendere una seconda laurea in Psicologia, fare esattamente il percorso che hai indicato tu, da sempre mi interesso di Psicologia e di scrittura (altra grande passione, ho pensato più volte di scrivere un blog). Nel 2005 ho superato il test di ammissione a Cesena arrivando 29esima, ma non mi sono iscritta perché pensavo di non farcela a lavorare a tempo pieno (8 ore almeno) e studiare, quindi ho rinunciato. Mi sono pentita di quella scelta, col senno di poi credo che ce l'avrei fatta sicuramente e adesso mi ritroverei con la seconda laurea in mano. Comunque ormai ho sbagliato e non posso tornare indietro. Sto pensando comunque di iscrivermi l'anno prossimo. Certo a 35 anni è peggio che 6 anni fa, adesso ho una pseudo-stabilità lavorativa però so anche che vorrei dei figli nel futuro e quindi impegni molto più gravosi da conciliare, però il desiderio è rimasto intatto. Ylenia

    RispondiElimina
  41. Carolina Venturini31 gennaio 2012 12:18

    Eccomi! Ciao Ylenia, grazie per aver lascio il tuo pensiero e per esserti firmata. Che dire? Condivido il tuo pensiero (e non so dove sono finiti gli altri tuoi commenti, avendoli io pubblicati).
    Se lo studio della psicologia è la tua passione, l'unica cosa che ti posso dire (e che mi dico) è che le soluzioni organizzative si trovano. Fare psicologia è fare un percorso di vita. E' una chiamata, non è una professione "normale": avrai a che fare con ombre e fulgori dell'animo umano e di te stessa. Se lo desideri con tutta te stessa, se questo desiderio non muore con il tempo che passa, mi chiedo cosa possa realmente bloccarlo e sopirlo e se (e fino a che punto) ha senso rinunciare a un così gran bel desiderio.

    RispondiElimina
  42. Perchè non la terza? Ho cominciato come quasi tutti dopo il diploma, lasciando incompiuto un percorso di Scienze Naturali dopo 4 anni per sposarmi, fare una splendida bambina, e poi separarmi. Dopo la separazione ho cercato un corso di studi che mi aprisse maggiori possibilità di lavoro, ho svolto la triennale di Psicologia e domani ho la discussione della magistrale in Criminologia. A mesi dal momento dell'immatricolazione sto prendendo informazioni per riprendere (e stavolta finire) Scienze naturali. Nulla è impossibile se lo si vuole, non è un luogo comune! Soprattutto se si ama quello che si fa. In bocca al lupo.
    counsellor(at)email.it

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini21 febbraio 2012 11:57

      :-) Giusto! Perché non la terza! Alla fine, io credo che anche lo studio è una passione e, una volta sistemato l'aspetto lavorativo, nulla vieta di seguire le proprie passioni tornando all'università e approfondendo ambiti di interesse come, ad esempio, la storia naturale di cui parli!

      Elimina
  43. Carolina Venturini21 febbraio 2012 11:57

    Scusa: scienze naturali! Un lapsus!

    RispondiElimina
  44. Ciao Carolina, leggo ora questo bel post...e ...sì , sono anch io nella tua situazione, vorrei prendere una seconda laurea. ho una laurea in lingue (la 3+2) ma nn me ne faccio d niente nè m interessa..vorrei tentare il test x una triennale sanitaria!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini24 febbraio 2012 15:57

      Laurea triennale sanitaria in che ambito, se posso?

      Elimina
  45. Ci penso spesso ad una seconda Laurea, ma mi dico sempre che devo prima equilibrare e consolidare il mio lavoro.
    Comunque nel caso dovessi optare per Chieti, non dimenticarci che ci sono io ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini06 marzo 2012 15:37

      Sei di Chieti? Che bello! No, non me lo dimenticherò. Credo che farò i test d'ingresso in varie città, anche in base all'eventuale ipotetica situazione lavorativa del momento... Com'è l'università di Chieti?

      Elimina
  46. Mi chiamo Alessandro. Sono campano. Ho trentadue anni, sebbene faccia fatica a scrivelo. Il titolo di dottore in lingua inglese l'ho preso nel 2004 alla Sapienza. Dal 2008 sono iscritto al cdl in Scienze della Formazione Primaria (con abilitazione al sostegno dei soggetti disabili). Condivido con voi queste informazioni personali perché credo di poter dare un contributo al vostro dibattito.
    La prima laurea la presi pagando 5 euro all'anno di tasse, godendo di una borsa di studio e di alloggio in via De Lollis, dietro il Verano che mi assicuravo con la media alta.
    Questo secondo titolo è più sacrificante sotto diversi punti di vista. Crescendo, studiare può diventare un freno. Ti senti costretto alla sedia, ai libri, alla carta stampata, mentre il tuo spirito ha ali per planare e guardare dall'alto il mondo. Ma serve. A me serve a prendere l'abilitazione all'insegnamento, che mai con i concorsi falliti alla SSIS sono riuscito ad ottenere. Oggi pesa tanto. Le tasse sono un flagello. Nel settembre del 2008, però, mi ha dato aria, mi ha ridato speranze che avevo perso e sperperato dietro le burocrazie fittizie della SSIS.
    Adesso sto sfuggendo al peso e alla stanchezza degli esami con un progetto di scrittura che da subito ha contribuito a riportare il mio animo alle altezze che ama. Iscrivermi a blog dedicati e prender parte a discussioni come questa è poi per me motivo di gioia e autodeterminazione.
    Ale :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini15 aprile 2012 14:25

      Caro Alessandro,
      benvenuto nel blog e sentiti libero di tornare e lasciare i tuoi pensieri ogni volta che lo desideri. Quanto ti capisco quando dici che il tuo spirito vorrebbe volare ad altezze più significative, eppure anche l'esperienza dello studio e dei ritmi (talvolta castranti) dell'università, servono molto.
      Ti auguro di riuscire nel tuo intento e concordo che le tasse sono un flagello.
      Ti auguro ogni bene,
      Carolina

      Elimina
  47. Ciao :) sono una studentessa iscritta a La Sapienza e mi sono imbattuta nel tuo post :) volwvo dirti che le tasse a La Sapienza vanno in base al reddito e le fasce di reddito sono davvero tante quindi non si pagherà mai quanto ad una privata. Oltretutto, avendo conseguito la triennale a Tor Vergata, posso dirti che con lo stesso reddito a Tor Vergata pagavo il doppio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini29 aprile 2012 15:41

      Grazie per queste preziose informazioni!

      Elimina
  48. Ciao Carolina, anch'io sto pensando a una seconda laurea, ma perchè la prima è stata un vero buco nell'acqua, ne sono pentitissima e vorrei non averla mai cominciata (per i soldi spesi e un mare di dispiaceri, che sono tutto quello che mi ha portato in cambio di anni di studi). non potendo buttarmi su una quinquennale per via dell'età e del fatto che quasi tutte le figure professionali ricercate hanno come requisito la giovane età, pensavo alle triennali sanitarie (ho quasi 40 anni, avrei voluto scegliere economia per via dei molti esami che mi avrebbero abbuonato, ma chi ha più di 24 anni non trova lavoro purtroppo), che sono molto utili e belle, se solo ci avessi pensato molto prima! sto già studiando per il test d'ingresso. secondo te è un campo (uno dei pochi suppongo) dove dopo la laurea l'età non sia un fattore discriminante? grazie, Milla

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini29 aprile 2012 16:43

      Ciao Milla,
      non ho ben capito quale indirizzo vuoi prendere. Vuoi una seconda laurea per avere maggiori opportunità lavorative? Credo che la seconda laurea sia diversa dalla prima. Qual è la tua passione? Se te ne devi prendere un'altra, perché non quella che ami?
      Se mi spieghi meglio, potrei aiutarti di più.

      Elimina
  49. si Carolina, del tutto diversa. dacchè nel test d'ammissione ci sono 3 scelte avrei pensato a igiene dentale, tecniche di neurofisiopatologia e tecniche di audiometria. ho visto il piano di studi e le materie mi piacciono, anche se non nego che una seconda laurea mi serve per poter lavorare. di questi tempi purtroppo trovo pressochè impossibile concentrarsi solo sulle proprie passioni senza considerare se il mercato è saturo in un certo campo. purtroppo guardare alla mie passioni l'ho fatto con la prima laurea e ora sono perfino arrivata a odiare tutto quello che ho fatto finora e non credevo sarei arrivata a tanto. impegnarmi in una passione e ricevere in cambio un monte di dispiaceri (che continuano giorno per giorno fino a oggi), andare avanti con gli anni e nessuno che vuole assumere perchè non più giovane credimi non è bello e ora voglio fare qualcosa che non c'entri nulla con la mia prima laurea, ma che sia anche utile, poichè i malati (purtroppo) non finiscono mai e almeno so che con una laurea sanitaria posso fare qualcosa di socialmente utile. che cosa dici, pensi che le aziende sanitarie guarderanno l'età dei laureati? dalle mie parti poi la situazione lavorativa è una delle peggiori del paese, anche tra i miei parenti ed amici, ex colleghi di facoltà è un vero campo di battaglia. non posso fare economia, purtroppo ho bisogno di una laurea (breve) da poter spendere, non voglio ritrovarmi con una delusione peggiore di quella che ho. non voglio farmi mantenere dai miei a vita per poi finire in mezzo a una strada per mancanza di lavoro. ti posso assicurare che in ogni caso le triennali sanitarie mi piacciono e se a suo tempo avessi raccolto molte più informazioni mi ci sarei iscritta. ora speriamo solo di passare il test di ammissione. grazie per avermi letto! Milla

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini29 aprile 2012 21:30

      Purtroppo non so rispondere alle tue domande.. però questo post è vivo e magari qualcun altro vorrà intervenire, dando consigli. Aspettiamo insieme.

      Elimina
  50. ps: arrivata la risposta? c'è stato un piccolo problema di rete, Milla

    RispondiElimina
  51. ok, bene, grazie, Milla

    RispondiElimina
  52. Giuseppe Perelli10 maggio 2012 08:24

    Sono laureato in Matematica da circa 6 mesi, ma già quando iniziai il mio percorso universitario, 6 anni fa, immaginavo che un giorno, magari dopo l'eventuale pensionamento, mi sarei iscritto a Filosofia.
    Sì, ho pensato anch'io alla seconda laurea, ma con una finalità diversa dalla tua. Non per migliorare le possibilità di carriera, ma solo ed esclusivamente per "amore della conoscenza" (Filosofia).
    Di recente, però, ho valutato seriamente la possibilità di seguire i corsi di piano jazz del conservatorio. Poi ho scoperto che gli studenti di dottorato non possono seguire in parallelo un percorso universitario ed ho deciso di rimandare questo progetto a tempi più congeniali.
    Tra qualche anno, scommetto, sarò nella più totale indecisione tra piano jazz e filosofia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini10 maggio 2012 15:05

      L'uno non esclude l'altro. Mi spiego. Esistono corsi di pianoforte ed esistono libri di filosofia o corsi extra universitari. :-)

      Elimina