giovedì 1 dicembre 2011

La seconda laurea

Immagine da: www.jobpress.it
Avete mai pensato a una seconda laurea come garanzia di futuro lavorativo, migliori introiti e pensione assicurata? Avete mai ipotizzato di portare avanti due filoni professionali diversi, ma non in antitesi, per potervi preservare da un futuro di affanno o miseria? Avete mai realizzato l'amore per lo studio, oltre il canonico percorso scolastico dell'obbligo (ormai la laurea è entrata in questo obbligo)? 
Io sì. Costantemente. 


I dati ISTAT per l'anno 2004 indicano la percentuale dei laureati vecchio ordinamento con un lavoro a un anno dalla discussione della tesi intorno al 56,7%, mentre il 52,5% per i corsi triennali. Come sono cambiate le cose, vero, da allora? Un'indagine statistica condotta da Almalaurea per l'anno 2010 indica nella percentuale di 48,7% il numero di laureati che trova lavoro a un anno dalla laurea. 

La forbice fra laureati triennali e specialistici si è modificata, così gli stipendi, le speranze di impiego, la durata dei contratti, le tipologie di lavoro a cui è possibile candidarsi. Non è vero che avere una laurea non serve e non è vero che fermarsi al diploma significa essere agevolati. Le possibili occasioni di impiego possono anche essere maggiori (all'apparenza) ma la possibilità di fare carriera è limitata per un diplomato. Un laureato ha la possibilità di salire i gradini di una professione e ha la possibilità, impegnandosi costantemente, di migliorare la propria posizione, retribuzione e forma contrattuale, anche in tempi di crisi e difficoltà globale. Un laureato, di questi tempi, sa che la sua formazione non ha limiti, così come l'aggiornamento e la scoperta di nuove frontiere. Se ti fermi, sei perduto.

Come sapete, ho tre passioni principali: la scrittura, il web e la psicologia. Sino ad ora ho portato avanti le prime due con la laurea in Lettere, il master in Comunicazione Digitale, i lavori nelle redazioni online e offline, nei content market place, sul blog e per altre piattaforme di vario genere. Mancano poche settimane alla chiusura definitiva delle lezioni del master e la laurea non è così lontana. Gennaio è dietro l'angolo. Non passa giorno in cui non pensi al mio futuro. Vivo la gioia dell'aver trovato due lavori precari più stabili di quello a cui sono abituata: il servizio civile durerà un anno e la collaborazione con la testata Donna in Affari è mensile, retribuita e in crescita. I lavori "in più" con BloggerItalia e, forse, Scribox, sono un arrotondamento a cui penso con piacere, anche se non ci faccio affidamento. 
Rimane il grande cruccio. E ora?

Ora che sono laureata, (quasi) masterizzata, con una professione avviata, con la possibilità concreta di raggiungere il quorum per il patentino da pubblicista (caso mai servisse ad aprirmi qualche porta in più), con un blog che mi continua a dare conferme e soddisfazioni, con delle ipotesi di lavoro nel campo della formazione universitaria, ora che inizio ad avere delle entrate mensili un pochino più soddisfacenti, ora che mi sto avviando verso una totale indipendenza economica, ora che anche il mio Progetto Oriana Fallaci ha ripreso a veleggiare su acque positive e che forse persino la tesi del master vedrà la pubblicazione, che cosa fare? Direte voi: "Scellerata! Come: che cosa fare?!? Nei hai così tante di cose da fare! A cosa vai pensando?". Penso alla seconda laurea
Ci penso con intensità e con quell'esaltante sensazione di libertà che nasce dalla consapevolezza di potermelo permettere, di potermi permettere una ulteriore formazione perché ho trovato fonti di guadagno per sostenermi in questo progetto. 

Quando penso alla seconda laurea penso a tutto il percorso lungo dieci anni in psicologia. [E voi direte: matta!] Penso alla professione di psicoterapeuta. Penso alla possibilità di lavorare finché campo, infischiandomi dei cambi di boa costanti della politica e delle politiche sulla previdenza sociale, e di vivere e mantenere me stessa, la mia famiglia e i miei eventuali, ipotetici, futuri figli con il frutto della mia passione: scrittura e psicologia. La scelta del campo specifico a cui mi sono rivolta per il servizio civile nasce proprio da questo binomio che intercorre fra tecnologia digitale, comunicazione, social networking e psicologia. Nasce dalla volontà di non arrivare con un curriculum vuoto e ininfluente, dal bisogno di assicurarmi un futuro. E, infine, ultimo ma non ultimo, questo pensiero sboccia da una passione e da un bisogno personale che vive in me da sei anni, almeno. 

Per anni mi sono chiesta se abbandonare tutto per psicologia sarebbe stata la scelta migliore. No, non lo sarebbe stata perché questa follia l'avrei fatta con motivazioni poco adatte. Ora sono libera. Da febbraio inizierò ad avere uno stipendio fisso per un anno, a cui si aggiungeranno le entrate nate dagli articoli scritti e pubblicati sulle testate online e su questo blog. Sono certa che questo 2012 mi porterà altro lavoro, altre porte si apriranno e nel 2013 potrò continuare la mia crescita professionale con serenità ancora maggiore. Perché io credo che tanto impegno sarà premiato e che, prima o poi, questa benedetta crisi e le follie relative al welfare e al mondo del lavoro dovranno terminare, cambiare e migliorare. Non chiederò nulla ai miei genitori, che fin troppo hanno dato e fatto. Potrò portare avanti questo sogno da sola e potrò vedere i risultati di tale scelta anche nella mia professione principale, quella che abbraccia il web e la scrittura di contenuti.  

Rimane il classico problema del superamento del test d'ingresso in psicologia, del riconoscimento dei crediti e del rapporto con la stantia università italiana (che da sola scoraggerebbe chiunque a continuare la formazione). Non mi iscriverò subito, anche se potrei. Roma e Chieti offrono delle alternative interessanti, anche considerato che le tasse universitarie dell'università Marconi (privata) non sono così distanti da quelle de La Sapienza (sempre di 2000,00€ e rotti annui si parla). Aspetterò settembre 2012. Perché, nonostante la mia verve battagliera, il mio amore per lo studio e la mia voglia di assumermi la responsabilità dei miei sogni, ho un bisogno disperato di relax, di tempo per me e di rallentare i ritmi, la pressione e lo stress nato dalla ricerca affannosa di lavoro, dal puntare molto sul blog, dallo studio (non ancora concluso) per il master e..da un periodo di vita lungo e turbolento.

E voi? Avete mai pensato a una seconda laurea? Quali sono le difficoltà principali che avete incontrato, intraprendendo questa strada? La vostra famiglia (e quella del vostro lui/lei) vi hanno osteggiato o sostenuto? Quanto è stato difficile far comprendere e accettare la vostra volontà? Come vi siete organizzati fra i vari impegni? Che ramo avete scelto? Sono curiosissima di conoscere le vostre esperienze in merito.

39 messages:

Selene Verri ha detto...

Io, dall'alto dei miei 40 anni, posso dire di averci pensato per molto tempo. Poi mi sono resa conto:
a) di avere un tesserino professionale che, per quanto io ci sputi sopra, sul curriculum vale più di qualunque titolo di studio universitario
b) che, nella mia situazione specifica, una formazione "tecnica", e molta esperienza, hanno un impatto molto maggiore in un curriculum: insomma, poter scrivere: "Ho intervistato in Iraq il leader militare del Pkk" vale più di qualunque pezzo di carta.
Nonostante tutto questo, in Italia ci si scontra comunque con un clima di diffidenza, qualunque cosa si faccia, qualunque titolo si sia conseguito, ed è vero che una laurea può rappresentare uno svantaggio, perché per un datore di lavoro significa dover fornire una retribuzione più alta.
Con questo non voglio affatto scoraggiarti: personalmente, ho sempre creduto che l'importante, per avere successo, è poter fare quello che si sente di voler fare. Non c'è nessuna considerazione razionale che possa battere questo ragionamento: ho visto gente portata per la letteratura studiare economia "perché così si trova lavoro" e mollare dopo tre anni di studio. Mentre ho un'amica più vecchia di me che a un certo punto, stufa di essere infelice, ha ripreso a studiare, e proprio psicologia. E adesso sta molto meglio.
Dunque, lascia perdere curricula e considerazioni "da brava bambina" e fai quello che ti senti, sono sicura che non te ne pentirai :)

Carolina Venturini ha detto...

Considerazioni "da brava bambina"?

Veronica Mondelli ha detto...

La laurea serve, altroché.
Per molti tipi di lavoro non puoi proprio farne a meno. Al momento sono tornata all'università, ma solo per i corsi singoli.
Appena avrò più tempo mi piacerebbe davvero laurearmi di nuovo. Fra un anno o fra dieci lo voglio fare. E poi, io sento che lo studio mi arricchisce e lo studio sistematico dell'università è qualcosa che mi piace.

Marco ha detto...

Sì, ci ho pensato, ma unicamente per ragioni culturali. Economicamente non potrei permettermelo, almeno al momento. E poi, le lingue (a questo avevo pensato) le studio per i fatti miei. Se però tu puoi, segui la tua strada! In bocca al lupo! :-)

Carolina Venturini ha detto...

@Veronica: Per me è lo stesso. Fra un anno, due o tre .. non importa. Lo studio fa parte della mia vita. A volte sono stanca di studiare. Sono momenti. Poi torna l'energia e l'entusiasmo. Hai ragione quando dici ce studiare arricchisce dentro, molto oltre il voto sul libretto.

Anonimo ha detto...

la laurea triennale non è una laurea, brutto dirlo, ma è così...tant'è che dopo questo scempio compiuto dai nostri politici che ovviamente ha danneggiato gli studenti, moltissimi corsi son stati riportati al ciclo unico.
E', piuttosto, il segmento di un percorso che può essere parziale oppure proseguire fino al suo totale compimento.
L'una o l'altra scelta e le rispettive utilità/valutazioni dipende dal campo in cui si opera, ovviamente.
Idem per la decisione di acquisire un secondo titolo.
Poi nessuno vieta di studiare per puro piacere e soddisfazione personale, ovvio.

Carolina Venturini ha detto...

La laurea triennale è una laurea, ha dignità e valore ed è riconosciuta anche dalle aziende.
Gli scempi compiuti sull'università hanno danneggiato tutti, studenti in primis.

Carolina Venturini ha detto...

@Marco: In questi mesi che mi separano dall'iscrizione cercherò di risparmiare il più possibile. Le tasse universitarie non si pagano tutte "in un botto" e gli scaglioni in base al reddito permettono una riduzione. Sono fortunata perché molti dei libri fondamentali in psicologia sono reperibili gratuitamente online (i diritti d'autore su Freud, per esempio, sono caduti da tempo e quindi si può scaricare la sua bibliografia dal web). Sono fortunata ance perché il mio compagno è psicoterapeuta e molti dei libri "fondamentali" della psicologia lui li possiede già. Alcuni non possono essere modificati o aggiornati perché sono tesi "guru" e l'autore è deceduto da anni. Ci sono le borse di studio e la possibilità di trovare i testi nei mercati dell'usato, le dispense o le fotocopie. Volendo, l'università può essere fatta anche senza grosso dispendio di denaro. Senza dimenticare il web e Google Libri.

Carolina Venturini ha detto...

@Anonimo: Tra l'altro, non mi risulta che "moltissimi" corsi sono stati riportati a ciclo unico. Non mi risulta proprio. E sì che di proposte didattiche ne ho consultate parecchie in questi anni. Molti corsi di studio sono stati chiusi. Molti accorpati. Alcuni lasciati morire, altri potenziati o implementati o ampliati attraverso corsi interfacoltà. Magari fosse disponibile il ciclo unico ancora ...nella maniera così ampia ce citi tu!

Anonimo ha detto...

Se è come dici, verrebbe da chiedersi come mai chi pur avendo a disposizione lo scorporo del 3+2, decide –magari con tanti sacrifici- di proseguire con la specialistica, che è il solo titolo equiparabile in tutto e per tutto al vecchio ordinamento o al reintrodotto ciclo unico.
Resto sempre perplesso dinanzi a reazioni così piccate di chi ha conseguito la triennale nel momento in cui gli si fa notare che non è una laurea “completa” (e mi scuso se non trovo un aggettivo più appropriato ed utilizzo questo, che può apparire sminuente), tanto da non consentire l’accesso a tirocini, praticantati ed esami di Stato.
Non c’è nessuna intenzione di negativa, è solo un dato di fatto.

Carolina Venturini ha detto...

Dipende. Se parli delle professioni mediche oppure giudiziarie è un conto. Se parli di altri indirizzi, che nulla hanno a che fare con esami di Stato, è diverso. Dire che una laurea triennale non vale niente e non ha dignità equivale a non voler vedere molte cose. Ma non pretendo di convincerti e non sono piccata. Ho, semplicemente, un'esperienza diversa e un'idea diversa riguardo le nuove tipologie di lauree.

Carolina Venturini ha detto...

Dimenticavo: nessuno mette in dubbio la dignità della specialistica e la sua utilità. Chi sceglie di continuare con questo percorso fa solo che bene, a mio avviso. Chi ha messo in dubbio e azzerato la dignità e il valore di un percorso di studi sei tu. Io ho solo chiesto che cosa pensate dell'ipotesi di una seconda laurea.

Vince Symo ha detto...

Io penso prima a terminare - si spera davvero a breve :) - la magistrale, e poi si vedrà; non l'escludo affatto. ;)

Exodus ha detto...

A mio avviso sei stata geneticamente modificata tu o io, ma a qualcuno dei due dev'essere successo qualcosa, come mai io sono così bradipo in confronto?

Una seconda laurea? Neanche morto, la prima mi ha sfiancato, vabbè lavoravo pure, ma è stato un periodo terribile. Però mi piacerebbe studiare le cose che più mi interessano per me stesso, ad esempio l'informatica, però fuori da un percorso strutturato, vorrei provare solo le cose che mi piacciono insomma.

La verità è che non credo affatto che università e sapere abbiano qualche coincidenza, se non molto labile. Titoli e possibilità di lavoro magari sì, ma...

Per quanto riguarda la sicurezza: non esiste, sono morte delle persone nei passati giorni di nebbia in Lombardia, chissà quanti sogni coltivavano...

Ciao, e in bocca al lupo come sempre!

EXO

Antonio Pandolfi ha detto...

Be' Carolina, non ti smentisci: chi si ferma...

Per me, superati i 40, la formazione è di tipo specialistico - punti di vista almeno affini al mio lavoro, da aggiungere alla cassetta degli attrezzi professionale. Per questo, una laurea sarebbe decisamente troppo. Ed anche, inconciliabile con gli impegni familiari.

Ad essere sincero, al tuo posto userei questi mesi per cercare qualche Maestro/a più che un percorso. Dopo una laurea e un master, hai certo consapevolezza delle dinamiche universitarie: quanto del tuo tempo potresti utilmente utilizzare tra corsi e ricorsi? Piuttosto, se ci fosse nelle facoltà di Psicologia a te più vicine qualche docente davvero in gamba - chi ti impedisce di seguirne lezioni pubblicazioni e ricerche ? Visto che hai dalla tua la passione, non hai bisogno di una gabbia istituzionale per acquisire conoscenze di psicologia.

Ma immagino pure che già da te una base formativa in materia, forse non così esigua, te la sia già fatta. E che questo ti consentirebbe di non essere troppo usata da corsi e docenti. Ed alla fine di un percorso pluriennale, avere intanto il titolo (quello richiesto oggi: ma domani?) per esercitare la professione.

Intanto nella mia esperienza, per una carriera trasparente e proficua contano decisamente i primi passi. Utilizzare fin dall'inizio le conoscenze acquisite e le competenze via via maturate, e rifiutare le occasioni (anche se retribuite) al di sotto delle proprie capacità. Questo, ti consente di prendere il passo giusto.
Poi ci sono le "occasioni del cammino", e quelle senz'altro le incontrerai.

Ciao!

Carolina Venturini ha detto...

@Antonio: Innanzi tutto che piacere incontrarti anche da queste parti! Una sorpresa gradita :-). terminata la discussione della tesi mi prenderò sicuramente qualche settimana di stacco completo da ogni forma di studio/corso/formazione. Da quando ho iniziato le scuole non sono mai stata senza una qualsiasi forma di iscrizione per più d'una vacanza estiva. Ora voglio godermi questa possibilità.
Poi, come giustamente dici tu, continuerò la formazione in ambito psicologico leggendo, studiando o seguendo incontri/seminari/workshop a tema. Per esercitare, per poter accedere all'esame di Stato la laurea (in questo caso sì!) è necessaria. Così come per accedere alla scuola di specializzazione per diventare psicoterapeuta, un giorno... e garantirmi una pensione con questa attività e con l'aggiunta della scrittura.

Carolina Venturini ha detto...

@Exodus: :D In effetti, si potrebbe pensare che io sia matta.... :D La mia prima laurea mi ha massacrato sotto tanti aspetti. Il master mi ha permesso di riavvicinarmi al mondo della formazione con maggiore distacco e serenità. Il mondo universitario è quel che è ed è un peccato, secondo me, perché ha grosse responsabilità e potrebbe fare molto anche per il nostro PIL.
Università fa rima con potere, non con sapere. Ci sono logiche sottili o manifeste che serpeggiano fra le aule. Ci sono regole precise. Genericamente provo abbastanza ribrezzo per questo mondo, anzi... per certe dinamiche di sudditanza, delirio tremebondo per una briciola di supremazia. Ma, è vera anche un'altra cosa. L'università è un'occasione ed è un'esperienza potenzialmente bellissima, che ti cambia la vita in meglio e ti migliora.

Donna con Fuso ha detto...

Concordo appieno con ciò che hai scritto Carolina.
Anche io penso spesso di iscrivermi ad una seconda laurea, devo dire che, però, ho notato che studiare ora mi risulta mooolto più difficile di un tempo, quindi credo che dovrei decidermi a breve!
in bocca al lupo a te e complimenti per la tua determinazione!

Exodus ha detto...

In effetti tu hai una terribile forma di pazzia ed incoscienza che si chiama gioventù.

Quand'ero militare mi dicevano che solo i giovani possono essere ben addestrati e solo loro vanno a morire per la patria o per un ideale, quando ti avvicini ai trenta quelle cose non li fai nè per la patria né per nessun altro, non ci credi più.

Tu ancora ci credi, credi in un mondo "come dovrebbe essere, come potrebbe essere". E' un chiaro caso di indigestione. Hai accumulato troppe esperienze in soli ventisei anni. Hai scritto troppo, partecipato troppo, pensato troppo, corso troppo, non te ne accorgi ma è normale che sia così. In fondo l'ho fatto anch'io. Se avessi corso meno, sognato meno, se fossi stato con i piedi non per terra ma nel sottosuolo, a quest'ora tutti gli aspetti della mia vita sarebbero diversi, migliori penso, ma la vita ci appartiene e ne facciamo ciò che vogliamo. Ma se torno indietro, col cavolo...

Naturalmente io posso guarirti, come dico e scrivo spesso, non c'è nessun pensiero sbagliato che io non possa curare con la mia motosega guaritrice. Tutto poi diventa chiaro, semplice, ci si rende conto che tutti quei pensieri che si affollavano non erano poi tanto utili, ma solo un ricettacolo di cose che appesantivano. E' ovvio che uno lo nota: dopo il passaggio della mia amata motosega si continua a vivere lo stesso, allo stesso modo, eppure senza tutto quel peso, quelle domande e afflizioni. Ci si rende conto che non è cambiato niente. A parte rinunciare ai cappelli e risparmiare sul parrucchiere.

Ecco, è un po' così, se avessi avuto l'accortezza di usare su di me la motosega miracolosa, mi sarei reso conto che di tutte quelle storie, speranze, giudizi, sogni, potevo fare a meno, non cambiava niente, se si ha da soffrire, lottare, perdere o vincere, lo si dovrà fare in ogni caso, il pensiero alla fine non è poi quel centro del mondo che credevo, c'è molto di più.

Ciao e in bocca al lupo :-)


(P.S: Il gatto nella foto è tuo? Che razza è?)

Wolfghost ha detto...

A me piacerebbe :-) Pero' prima dovrei prendere la prima... ? :-D
Battute a parte, sono d'accordo con te: che la laurea sia inutile o addirittura controproducente non è vero. Esistono, è vero, casi che parrebbero andare in questo senso (ci ricordiamo tutti di un certo Steve Jobs, no?) ma qui non si parla di assoluti, bensì di statistiche: non si dice che chi ha una laurea troverà lavoro e chi non ce l'ha no, e nemmeno che necessariamente il primo farà certamente più carriera del secondo, ma... avrà statisticamente più possibilità. Poi certo, starà a lui metterci di suo :-)
Quanto ad una seconda laurea, bé, è evidente che dipende da quanto il gioco vale la candela. Ammesso che io sia laureato (che non è vero, mi fermai al terzo anno di ingegneria, ma diciamo per ipotesi...), al momento di tempo fuori dal lavoro, che occupa ben più di otto ore al giorno, considerando gli spostamenti casa-ufficio, la pausa pranzo, gli straordinari, ne ho davvero poco. Per dedicarlo allo studio per una seconda laurea dovrei sacrificare la palestra (di cui ho necessità, non è uno sfizio), le mie poche ore domestiche in casa e, probabilmente, mia moglie :-D
... insomma, nel mio caso - e guarda che anche a me piacerebbe un sacco fare psicologia - il gioco NON vale la candela. Ma il caso di ciascuno è diverso e ognuno deve trovare la sua risposta.
Un caro saluto :-)

Carolina Venturini ha detto...

@Wolfghost: Tu, per esempio, sei una persona da ammirare. Studi, ti informi, ne parli, leggi e dai valore allo studio. Ne riconosci l'importanza, anche se non hai una laurea. Conosco il tuo amore per la psicologia da anni e mi chiedo quando sceglierai di intraprendere questo percorso (secondo me, prima o poi, lo farai). Lo studio è sacrificio e ogni persona conosce la propria situazione, ciò che può o non può permettersi di fare o vivere.

Carolina Venturini ha detto...

@Exodus: Leggo le tue parole e penso ce non è detto che il tuo vissuto debba rispecchiare il mio futuro. Mi spiace per quanto hai perso nel corso degli anni.

Carolina Venturini ha detto...

@Donna: In effetti, lo studio richiede costante allenamento. Mantenere i ritmi elastici e ferrei allo stesso tempo comporta abitudine. Tanti auguri per qualsiasi scelta intenderai compiere in futuro.

Anonimo ha detto...

il tuo blog è quanto di più antidemocratico esista.
Non perchè moderi i commenti, ci mancherebbe, la ritengo una misura sensata non fosse altro per evitare post contenenti spam o con intenti sterilmente polemici o diffamatori.
E' antidemocratico perchè ciò che va contro il tuo pensiero non viene pubblicato, poco importa se si sono usati toni e modi cortesi ed educati.
Ho scritto ben due repliche in risposta alla tua, per chiarire meglio il mio pensiero e soprattutto non vedermi attribuite affermazioni non veritiere.
Nessuna di queste è stata riportata.
Complimenti vivissimi, non male per una persona che si professa continuamente amante dello scambio e del confronto.
E' evidente che forse ami più parlarti addosso, incensarti o godere dell'altrui approvazione senza se né ma, senza metterti realmente in discussione.
Ti lascio alle tue chiacchiere da salotto, ma non mancherò di far presente questo tuo atteggiamento ai tuoi tanti estimatori, non fosse altro per prepararli a che trattamento li aspetta qualora i loro interventi dovessero "sconfinare" e risultarti non graditi.

Carolina Venturini ha detto...

Gentile Anonimo,
i tuoi commenti non sono e non verranno ulteriormente pubblicati per il seguente motivo: sono off topic, diffamatori, insultanti nei miei riguardi. La cosa è confermata dalla minaccia che includi nel tuo messaggio conclusivo.
Minacci di cui non temo, perché i blogger che commentano qui sono persone intelligenti e sono persone che sanno distinguere l'intenzione malevola. Per quanto mi riguarda, infine, una persona che si permette tanti insulti e giudizi, pretende, minaccia e urla e non ha nemmeno il coraggio di firmarsi e farlo a volto scoperto, non merita la benché minima attenzione.
Questo è l'ultimo e unico tuo messaggio che vedrai pubblicato.
Per il resto, non ho altro da aggiungere.

Rita Baccaro ha detto...

ma se già con una laurea non ho garanzie di futuro lavorativo...
no, cara Carolina, non ho mai pensato ad una seconda, semmai voglio finire il corso di studi al conservatorio sospeso proprio per laurearmi. A quello ci tengo davvero... che poi se vogliamo è come una laurea!!!
ciaooooooooooooo

Anonimo ha detto...

Mi sono imbattuta nel tuo blog per caso, essendo del campo - sono una psicologa - non mi sento di appoggiare la tua scelta. Psicologia non è una facoltà facile, e se con la tua laurea triennale ti senti sfiancata, seguendo il lughissimo percorso per diventare terapeuta - ammesso che tu ci riesca dato i budget assurdi delle scuole di specializzazione - studiando scientificamente questa materia potresti trovarti di fronte ad una cocente delusione. Non si campa facendo questo lavoro. Tutt'altro. Ci vogliono almeno 7 anni per diventare psicologa - 5 anni per la laurea, uno di tirocinio, uno per l'esame di stato. E nemmeno lì poi è finita. Altri 4 per la specializzazione. Insomma non voglio distruggere i tuoi sogni di gloria, dico solo che non siamo in America, e da noi lo psicologo è ancora considerato a metà strada tra lo sciamano e il prete.
Studiare senza puntare all'eventuale lavoro nel campo, ok. Direi che è fattibile. Dico solo di vagliare questa possibilità con saggezza e il necessario realismo che i tempi richiedono.
Saluti.

Anonimo ha detto...

Ci tengo a precisare che non sono "l'anonimo" con cui hai avuto delle difficoltà... scusami, non conosco questa piattaforma. Baci

Zio Scriba ha detto...

Mai pensato neanche alla prima: fuggito a gambe levate dall'università dopo pochi mesi... (Ma sono la classica testa matta, il classico artista genio & sregolatezza con probabile futuro da clochard, quindi che nessun giovanissimo mi prenda come esempio, mi raccomando...) :)

Carolina Venturini ha detto...

@Ciao ANonima 2: Conosco benissimo l'iter per diventare psicoterapeuta, conosco le tappe e conosco i costi e gli oneri economici, nonché i pregiudizi italiani nei confronti di questa professione. La mia laurea mi ha sfiancato non in quanto laurea ma per altri motivi molto diversi.
Grazie epr aver portato la tua esperienza.

Carolina Venturini ha detto...

@Rita e Zio Scriba: Che non ci siano garanzia di futuro con una laurea sarebbe tutto da vedere (e da cambiare). Però capisco le vostre scelte e le rispetto.

Exodus ha detto...

# Carolina:

"Leggo le tue parole e penso che non è detto che il tuo vissuto debba rispecchiare il mio futuro. Mi spiace per quanto hai perso nel corso degli anni".

A volte mi chiedo se tu abbia davvero 26 anni, sembrano davvero le parole di una donna molto più matura. Oppure sono io che sono indietro rispetto ai miei di anni, è probabile :-)

Beh, spero tu abbia ragione, a mio avviso negli ultimi anni la situazione è andata peggiorando sempre più e andrà ancora peggio. Naturalmente spero di sbagliarmi. Alla tua età non capivo niente, studiavo e lavoravo e, davvero, non avevo tempo di interessarmi ad altro, è stato un periodo infernale. Beh, sai cos'ho perso alla fine? L'illusione. Si, i pensieri, sogni, aspettative, speranze ho scoperto erano solo illusioni. La vita vera era un altra, molto più dura, ma era vera. Infatti non rimpiango niente perchè erano cose che non esistevano nella realtà. Semmai, col senno di poi, mi dispiace di non aver preso alcune strade più "facili", ecco, mi sarei risparmiato un sacco di tempo e avrei vissuto di più.

Ciao e buona fortuna :-)

Carolina Venturini ha detto...

Caro Exoduz,
ti dirò una cosa e te la dico con il sorriso e con serenità: non conosci la mia vita, non sai che cosa mi ha reso "vecchia" prima del tempo. NOn limitarti alla mia età anagrafica. Non dice altro di me ce una semplice indicazione temporale. Oltre a quella c'è tutto un mondo.

Exodus ha detto...

Ti chiamerò Dorian Grey!!!!!!!!

Carolina Venturini ha detto...

:D

Maury ha detto...

E' bello pensare ad una seconda laurea, è bello ritornare sui banchi della facoltà e nelle biblioteche.
Anche perchè chi di noi non ha più di una passione, da perfezionare con un corso di studi?

In merito all'argomento forse posso darti una dritta.... l'Università dell'Aquila, visto quello che è successo, per incentivare le iscrizioni al proprio ateneo, ha previsto l’esonero dal pagamento delle tasse per gli a.a. 2011-2014, in pratica paghi solo 90€ all'anno. Qui trovi il link http://www.univaq.it/section.php?id=55

Certo è un posto un po scomodo da raggiungere (anche se è a solo 1,5 ore da Roma), ma se non hai necessita di seguire tutte le lezioni potrebbe essere una valida alternativa.

Ciao
Maurizio

Carolina Venturini ha detto...

Ciao Maurizio,
ora mi informo. Se hanno psicologia (accessibile) ci faccio un pensiero per settembre. Non sono particolarmente amante di quei luoghi per motivi personali ma... 90euro di tasse sono allettanti! :-)
Ti ringrazio!

Maraptica ha detto...

Presa e sudata la prima ho pensato di segnarmi per una seconda laurea, quella che davvero avrei voluto prendere. Ma non si può fare i sostenuti a vita e senza un lavoro con cui pagarmi i secondi studi non ho voluto gravare,nuovamente, sulla schiena di mia madre. Grazie per il passaggio, bel posticino qui... :)

Carolina Venturini ha detto...

Infatti... per questo ci sto pensando solo ora che posso permettermelo. :-) Ti auguro di riuscire, un giorno, a realizzare questo tuo sogno importante. Sei la benvenuta!

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