giovedì 29 dicembre 2011

L'abolizione dei giornalisti pubblicisti

L'abolizione dei giornalisti pubblicisti è, dunque, cosa concreta. Da agosto 2012 non esisterà più. Tutti i pubblicisti regolarmente iscritti all'Albo attendono risposte certe sul loro futuro. Coloro i quali non saranno riusciti a sostenere l'esame entro l'estate, saranno "tagliati fuori". Per quanto mi riguarda, ora è certo: non diventerò mai giornalista pubblicista. A meno ché le cose non cambino. 
Mi chiedo come saranno considerati coloro che scrivono per professione sul web, se questo sarà considerato "abuso della professione", in quali termini e fino a che punto. Insomma, attendo di capire "di che sorte devo morire".


L'abolizione dei pubblicisti si concretizza in seguito alla manovra "salva Italia" proposta dal governo Monti e approvata in Parlamento. Le cifre che circolano sul web parlano di 80 mila pubblicisti allo sbando e di un elenco di professionisti al confino, fino ad esaurimento. In molti si chiedono che fine faranno i contributi pagati all'Ordine, come verranno regolarizzati i tanti free-lance sottopagati o del tutto non retribuiti, come si accederà alla professione, come sarà possibile coniugare le nuove esigenze del web con le norme imposte dal Governo Italiano.

Mi è, ormai, evidente che il tanto sangue amaro, le sacche di bile che mi sono fatta in questi anni saranno spazzate via senza pietà. E' stato tutto inutile, sotto questo aspetto. Non riuscirò a ottenere il patentino perché, in due anni di strenua ricerca all'ultimo sangue, sono riuscita ad ottenere meno dieci articoli pagati e validi, a fronte di oltre trecento articoli scritti in media all'anno per siti web, content market place, blog e varie. Ho inviato centinaia di curriculum e richieste ad ogni redazione possibile e immaginabile, sul web e non. La risposta più in voga è sempre stata: "Scrivi pure, se vuoi. Non ti possiamo pagare, però". 
Vista la penuria di redazioni disposte a pagare il lavoro richiesto e il materiale audio visivo preteso e considerato l'assalto alle testate che ci sarà ora sarà molto difficile, per non dire impossibile, entrare nel mondo del giornalismo riconosciuto dall'Ordine.Poco male, visto che mi stavo già rassegnando. Considerato le  difficoltà sempre maggiori nel trovare, anche solo un lavoro occasionale, valido in quest'ambito, mi sento di dire che è più l'energia spesa dell'effettivo ritorno. 

Che cosa dire di tutti gli altri miei colleghi? Tutti gli studenti iscritti ai corsi di laurea in giornalismo che fine faranno, che cosa li attende? Tutti i tanti che accettano di farsi sfruttare a 2,00€ ad articolo oppure di pagare i 6000,00€ minimi di contributi per far figurare che la redazione ha pagato gli articoli richiesti e, quindi, accedere all'esame di abilitazione alla professione? L'Ordine non è in grado di tutelare i suoi iscritti, di rinnovarsi, di gestire la grande richiesta degli aspiranti.

Rimane un quesito fondamentale, a mio avviso: gli scrittori di contenuti che non sono giornalisti professionisti saranno considerati abusivi? Per esempio, io che scrivo ogni giorno almeno un articolo per uno qualsiasi degli strumenti di comunicazione presente sul web, come mi devo considerare? 
Al servizio civile, per esempio, mi chiamano "giornalista" anche se non lo sono, anche se specifico sempre che non ho ancora raggiunto il quorum di articoli. Mi chiedono contributi per i loro siti, presenza nei loro convegni (con lo scopo di darne notizia nei loro canali web) e, di tanto in tanto, anche attività di Ghost Writer. Sono da considerare abusiva? Eppure, la mia professionalità in tale ambito è marcata e io mi sento se non "giornalista" comunque qualcuno che in tale campo ci lavora, cresce, si spende, investe e studia anche se non avrò mai un patentino che mi qualifica in una determinata categoria di giornalisti perché il governo e l'Ordine hanno stabilito regole restrittive e fuori dai confini della realtà e perché, di testate che pagano e assumono, ce ne sono poche. Soprattutto quando non hai un cognome forte, delle conoscenze influenti e almeno 20 mila euro da buttare in una scuola riconosciuta dall'Ordine. 
Tra l'altro: che fine faranno queste scuole che abilitano alla professione (previo pagamento di riscatto)? Che cosa ne sarà di tutti quei corsi di giornalismo fini a sé stessi? Che ne sarà dei tanti stagisti in nero o non retribuiti negli uffici stampa?

A mio avviso, questa novità è molto lontana dalla liberalizzazione della professione, distante anni luce dall'Europa e dal mondo, cieca davanti alla realtà 2.0 che caratterizza il nostro presente. 
Che ne sarà di noi, dunque? Quali saranno i criteri per l'accesso e il mantenimento della professione? Come mi dovrò chiamare, ora che nemmeno "free-lance" andrà bene? Che nome ha la mia professionalità che include l'ambito giornalistico, la comunicazione digitale e il social media marketing? 
Domande, domande e nient'altro che domande. Non sono sconfortata o disillusa oppure imbestialita. Quando penso a coloro che operano in materia di giornalismo italiano mi pare di vedere un grosso monolite vivente, che si aggira per le strade con una spada affilata e le orbite senza occhi. 

Che idea vi siete fatti di queste novità? Quali sono le vostre paure? Come pensate di correre ai ripari? Avete in mente qualche strategia di sopravvivenza?

13 messages:

  1. Ti stavo per scrivere, segnalandoti un articolo letto al riguardo (ma sai ormai tutto :P), perché so che, come me, la questione ti sta molto a cuore.

    Beh, che dire?! La cosa è un bel guaio per chi ha buttato il sangue, venendo spessissimo sfruttato e sottopagato (o non pagato per nulla) , per ottenere il famigerato tesserino.
    Le domande che ti poni, me le sono fatte anch'io, così come credo se le siano poste per forza di cose tante altre persone.

    Ho collaborato in passato con una testata molto importante in Campania, per circa due anni, non vedendomi ricnosciuto un ciufolo; collaborazioni con testate online sono continuate nel tempo (ora sono un po' fermo, soprattutto, sono sincero, per la nausea salitami al riguardo...). Ho maturato quasi 5 anni di esperienza, occupandomi dei più svariati campi - solo la nera mi manca! -, ma a conti fatti, non sono riuscito ancora a portarmi a casa questo benedetto riconoscimento.

    Che quest'abolizione sblocchi un po' l'abuso di potere da parte dell'ambiente, incoraggiato e non frenato dalla mancanza totale di una legislazione seria al riguardo, di tutela per la categoria dei pubblicisti o aspiranti tali?
    Ho letto che si vocifera addirittura dell'introduzione di un esame da superare per ottenere l'abilitazione alla professione di pubblicista.
    Se sarà una scelta oculata, ben fatta, che ben venga: magari, finalmente si riuscirà ad avere un po' di meritocrazia.

    Scusami per lo sfogo... e auguri di Buon Anno Nuovo! ;)

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  2. Marco Goi (Cannibal Kid)Dec 29, 2011 12:54 PM

    pure io sono sulla stessa barca (che sta per affondare).
    aspettiamo che si evolva la situazione, anche se le cose sembrano andare sempre peggio e mai meglio. però vediamo che succederà...

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  3. Stefano PetroniDec 30, 2011 03:37 AM

    Che tristezza sta cosa... conosco tanti che rimarranno (passami il francesismo) a chiappe scoperte...

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  4. Che dire...si sta formando sempre più una generazione di insoddisfatti. Avendo vissuto per qualche tempo in Inghilterra, faccio i dovuti confronti. In Italia le idee innovative, le ventate di aria fresca, sono considerate un peso, qualcosa da tenere sotto controllo. Io non sono più una "giovincella" e posso dirti che,se avessi vent'anni, mi farei qualche esperienza lontano da qui.Poi, ovviamente, le generalizzazioni non portano da nessuna parte...
    Buon Anno
    Cabi

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  5. Buon anno nuovo! Baci

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  6. Carolina VenturiniJan 1, 2012 08:22 AM

    @Kylie: Buon anno anche a te!

    @Cabi: Non hai tutti i torti.... Auguri di buon anno!

    @Stefano: Fortunati i colleghi in Svizzera! ;-)

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  7. Carolina VenturiniJan 1, 2012 08:22 AM

    @Marco e Vince: speriamo arrivino presto notizie più precise al riguardo.

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  8. Adriana RiccomagnoJan 2, 2012 06:45 AM

    'azz, di questa notizia non mi ero proprio accorta. Dunque vado a documentarmi. Non capisco cosa succederà a noi poveri giornalisti pubblicisti (ci abbattono come i cavalli dell'ippica?)

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  9. Carolina VenturiniJan 2, 2012 06:46 AM

    Se trovi notizie più certe, le puoi condividere anche qui?

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  10. ti auguro un 2012 sereno e ricco di possibilità =)

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  11. Carolina VenturiniJan 2, 2012 07:18 AM

    Ti ringrazio. Buon 2012 anche a te!

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  12. E per i fotogiornalisti? come si evolverà?

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  13. Carolina VenturiniJan 5, 2012 09:35 AM

    Non lo so. Ti segnalo un articolo: http://www.agoravox.it/Abolizione-albo-dei-pubblicisti-10.html

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