lunedì 9 gennaio 2012

Once upon the time, c'era una volta

Copertina gioco di narrazione "Once up on the time"
Once upon the time, "C'era una volta" in inglese. E' il titolo di un gioco da tavola dedicato alla narrativa, alle fiabe, all'immaginazione. Ogni giocatore ha sei carte: le prime cinque rappresentano gli elementi della storia (luoghi, oggetti, personaggi, caratteristiche, eventi) e l'ultima recita il finale. Ognuno deve creare una storia partendo dalle carte che ha in mano.
Le carte di interruzione e le regole del gioco movimentano la partecipazione di tutti e la creazione di un racconto eccentrico e divertente. Dopo delle vacanze lavorative ad alto contenuto di stress, trovarmi a tu per tu con la fantasia mi ha fatto capire quanta elasticità mentale immaginativa ho perso in questi anni.


Once upon the time in un Savage World c'erano i Dungeongs e i Dragons. Chiunque bazzichi nel mondo dei giochi di ruolo, dei romanzi fantasy o dei giochi da tavola conosce a menadito queste parole inglesi, simboli di avventure, campagne, racconti evocati fra amici durante lunghe serate ad alto contenuto calorico. Come ho detto, Once upon the time si realizza nell'invenzione comunitaria di una storia, partendo dalle immagini delle proprie carte, per giungere a una conclusione data. Savage World è un'altro gioco di gruppo, diverso dal fratello Dungeons & Dragons nelle ambientazioni, nelle regole e negli strumenti di gioco. Se il secondo ha come fulcro i dadi magici, i tipici personaggi fantasy (elfo, nano, orco, mezzorco, mezzuomo, bardo, ladro, cavaliere etc.) e delle storie molto vicine a quelle proposte da Tolkien e dai grandi della letteratura fantastica, il primo muove il suo mondo con le carte da poker e le fiches, le ambientazioni spaziano in tutte le epoche, in tutti i mondi possibili e immaginabili. 
I personaggi possono essere inventati ex novo e non si è obbligati a nessuna scelta. Chiunque può fare il master, ovvero l'inventore della storia della serata, l'avventura che porterà i giocatori a sconfiggere mostri, usare magie, partire per viaggi al centro della terra. Le regole spicciole facilitano il gioco. 

Questi giochi sono particolarmente adatti a chi ama ricamare con la fantasia, svagarsi nella creatività narrativa, coltivare un talento letterario, acquisire competenze con le dinamiche e prendere dimestichezza con il pathos. In questi giorni ho compreso molto di più la difficoltà insita nel processo scrittorio di un racconto. Per molti, scrivere un racconto equivale allo scrivere una pagina di auto terapia, un ricordo, un aneddoto. Anche laddove la storia appare in potenza, non sempre vi è la capacità di rendersi conto quanto duro lavoro sia necessario per rendere una punta di matita in diamante di valore. Spesso gli aspiranti scrittori dimenticano che un racconto ha bisogno di tappe precise, di incontri studiati al millimetro, di studio intenso, costante, sui manuali di scrittura, della letteratura del mondo e dei saggi di retorica greca. Plasmare la fantasia e le idee nate anche da un d20 (dado da 20) lanciato sul tavolo e rotolato in veranda costa umiltà, prima ancora della fatica.

Ho accantonato la scrittura narrativa, in questi anni. Ho dato spazio alla scrittura giornalistica, a quella web 2.0, a quella universitaria, a quella dei documenti ufficiali. Ho dato libertà totale alla logica, alla razionalità, alla progettazione, alla riflessione. Temo la fantasia, perché temo il mondo e le mani invisibili che ti risucchiano all'interno, come quel famigerato materasso ad acqua malefico che ho citato in una partita di Once upon the time. Eppure non dovrei, soprattutto visto e considerato le mie prospettive future junghiane. Vivo in un mondo affannato, alla ricerca ossessiva di sbocchi lavorativi, professionali, di sviluppo: il tempo per il gioco non lo trovo, nella maggior parte dei casi. Ho dimenticato come si fa, come si fa a creare una catena di sant'Antonio di fantasie fattucchiere. Ho scortato come si torna fanciulla, pur rimanendo adulta. Forse, semplicemente, questo tipo di attività mi riporta alla mente periodi poco sereni della mia vita. Mi sento molto più simile alla "strega con un progetto di vita", anche questa evocata in occasione di gioco, che a un'aspirante scrittrice intenta a scovare tutti i luoghi possibili in cui affinare la propria arte.

Ho deciso di cambiare questo stato di cose. Ho voglia di tornare ed educarmi alla fantasia, all'immaginazione, alla libertà. Quindi, inizierò a giocare e a scrivere avventure da proporre ai miei compagni di baldorie. Per ora, Savage World e Once upon the time sono i favoriti. Prima o poi tornerò a fare i conti anche con Dungeons & Dragons. per ora mi chiedo: che periodo mi piacerebbe evocare? In ballo ci sono ambientazioni vittoriane, fantasy, western e fantascientifiche. 
Non nego un'attrazione verso la pirateria orientale e verso il romanticismo tedesco. 

29 commenti:

  1. chiara moltoni09 gennaio 2012 14:30

    Questa cosa che hai scritto mi ha fatto rimbalzare come un grillo che ha scoperto di essere blu e quindi frizzante di felicità perchè invisibile quando salta tra una nuvola e l'altra, a spasso per il cielo.
    Mi sembrano giochi e possibilità fantastiche! Potresti dirmi qualcosina di più? Del tipo: dove li trovo?
    Non sono molto sveglia e anche se probabilmente dal tuo post si capisce benissimo, sto lavorando a nastro in un negozio, per i saldi, e nella testa ho solo un terribile ingarbuglio di fili elettrici...
    Sei sempre la numero uno.
    Grazie per la dritta.
    Baci e mollette con famigliole di fenicotteri rosa

    RispondiElimina
  2. E' una cosa veramente carinissima!

    RispondiElimina
  3. L'apprendista09 gennaio 2012 15:04

    Forse non è la stessa cosa però la mia inseganante d'italiano ci ha fatto "giocare" con delle carte con personaggi fantastici e situazioni immaginate per scrive un racconto fra tutte le alunne. Mi è piaciuto e l'ho trovato davvero interessante dal punto di vista dell'insegnante di lingua. Un saluto e auguri per l'anno nuovo (anche se un po' in ritardo).

    RispondiElimina
  4. Carolina Venturini09 gennaio 2012 15:07

    @Chiara: Ben volentieri! Dunque: Once upon the time lo trovi nei negozi di giocattoli, è ordinabile. la mia amica lo ha trovato in un negozio di giochi di ruolo a Firenze, vicino al Duomo. Appena la sento mi faccio dare indicazioni maggiori. Per quanto riguarda Savage World.... non hai che da sbizzarrirti... sul web si trovano i manuali, li comprare sia pdf nei siti di rifermento. Wikipedia, per esempio, è una fonte molto utile per scovare nuovi scenari. Mentre D&D.... li trovi nei neogoz di gioch di ruolo della tua città. I manuali sono fantastici. Ti aiutano a costruire e caratterizzare i personaggi nel dettaglio. Sono giochi a basso costo, tolto quello dei manuali cartonati (20,00€ circa per D&D) e dei dadi "speciali" (sempre per D&D)..un set di dadi costa intorno ai 6 euro circa. Ma giochi anni. Se sei appassionata di miniature puoi creare il tuo personaggio, dipingerlo e... insomma.. con volontà e tempo ti puoi divertire molto.

    RispondiElimina
  5. Carolina Venturini09 gennaio 2012 15:08

    @L'apprendista: Davvero una bella iniziativa. Si, il gioco è simile. Le regole sembrano molto vicine!

    RispondiElimina
  6. mi ricordo che circa 35 anni fa un gruppo di amici fu sorpreso da un temporale estivo in una gola di montagna; i ragazzi inzuppati si precipitarono verso casa per togliersi i vestiti e appenderli accanto alla stufa ad asciugarli
    il tempo lo passarono a raccontare una storia, ciascuno il proprio pezzetto purché legato al precedente e che potesse lasciar libertà (apertura) a quello successivo
    il tutto, condito da tè caldo e biscotti
    ... bei tempi!
    ora lo faccio con mia moglie, anche se meno sovente

    fabio

    RispondiElimina
  7. Stefano Petroni09 gennaio 2012 16:37

    Oh once upon a time... na volta ci giocavamo spesso con Maurizio, Cristina e gli altri...

    Ti dovrò raccontare del lago chiamato mare (o del mare chiamato lago non s'è mai capito bene) :-D

    Magari in Deepcon ci si può organizzare quest'anno.

    RispondiElimina
  8. Che belli i momenti i cui si può dare via libera alla fantasia. Questi giochi potrebbero essere anche un regalo per varie occasioni. Grazie per le info che hai dato. Ciao

    RispondiElimina
  9. Che bella la fantasia... anche se devo dire dall'alto della mia ignoranza non conoscevo questo gioco da tavola.

    RispondiElimina
  10. I tuoi articoli sone sempre molto utili per chi abbia la passione di scrivere. Io sono un appassionato di poesia (specie in vernacolo) ed anche di narrativa, ma come giustamente affermi, oltre che affinare la tecnica occorre allenare la fantasia e Once upon a time può essere un metodo gradevole e simpatico.
    Grazie, a presto

    RispondiElimina
  11. Carolina Venturini10 gennaio 2012 11:44

    @Wiska: Condivido quanto dici rispetto l'affinare la fantasia. Hai anche tu la sensazione che il vivere quotidiano ostacoli l'immaginazione?

    RispondiElimina
  12. Carolina Venturini10 gennaio 2012 11:45

    @Darjo: Nemmeno io lo conoscevo. Sabato è entrato nella mia vita per la prima volta! Ho pensato fosse carino farlo conoscere anche a voi.

    RispondiElimina
  13. Carolina Venturini10 gennaio 2012 11:46

    @Anthea: lo sono sicuramente e sono adatti sia agli adulti che hai bambini (diciamo... dagli 11 in poi, secondo me).

    RispondiElimina
  14. Carolina Venturini10 gennaio 2012 11:46

    @Stefano: Aspetto di conoscere la storia, allora... :-)

    RispondiElimina
  15. Carolina Venturini10 gennaio 2012 11:48

    @Fabio: Che balla immagine ci hai regalato. Mi ricorda molto un film con Tom Hanks, a dire il vero.... "Labirinti e mostri".

    RispondiElimina
  16. Donna con Fuso10 gennaio 2012 16:42

    evviva la fantasia!
    allora ti auguro un fantastico 2012 all'insegna della scrittura (anche) creativa!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini12 gennaio 2012 16:07

      Grazie mille e spero che anche tu possa contare su un gran bel 2012!

      Elimina
  17. Non è solo una sensazione purtroppo, si vive ormai in un quotidiano così pragmatico, che il minimo accenno alla fantasia o ad un semplice dialogo ideale, ti fa additare come un sognatore, se non peggio. L'attuale situazione economica poi fa il resto.
    Eppure sono sempre state le idee e quindi la fantasia, a far andare avanti il mondo, per cui continuiamo ad allenarci.
    Una serena notte Carolina, a presto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini12 gennaio 2012 16:08

      Dobbiamo allenarci per forza, altrimenti la perdita è troppo onerosa..per noi e per il mondo. Nel senso: se tutti perdessimo l'immaginazione, la capacità di creare o di immaginare sarebbe un danno enorme.

      Elimina
  18. Bello leggerti......

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini12 gennaio 2012 16:08

      Grazie, spero di incontrarti ancora!

      Elimina
  19. Sai che ho perso ogni fantasia? Una volta parlavo anche da sola, adesso neppure più quello, che poteva essere una fonte di ispirazione.
    Che peccato!

    Un bacione cara

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini12 gennaio 2012 16:08

      Ci credo e ti credo perché è esattamente quello che sta succedendo anche a me.

      Elimina
  20. Grazie Carolina! Le compro subito. E mi pare una bellissima idea usarle a scuola. Per fortuna la fantasia l'ho sempre esercitata (meno invece la razionalità...) e devo dire che nella vita è stata una grandissima risorsa. Così anche l'immaginazione, che è cosa diversa dalla fantasia (fancy e immagination)che è la capacità di creare immagini. Importantissima se si vuole scrivere. Un post molto utile e bello, come sempre.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini13 gennaio 2012 18:01

      Si, immaginazione, fantasia e creatività sono "elementi" diversi, ma fondamentali. Il rischio di disperderli nel caos quotidiano è alto. E' un bene che nella tua vita non siano mai venuti a mancare!

      Elimina
  21. dove si trova questo gioco?
    devo fare un regalo di compleanno e credo sarebbe apprezzatissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini26 gennaio 2012 18:24

      Nei negozi specializzi in giochi di ruolo e da tavola.

      Elimina
  22. Soprattutto Savage World mi interessa moltissimo! In che senso ha un´attinenza con il poker? Io sono appassionato sia di poker che di fantasy (Dungeons & Dragons mi ha fatto passare dei pomeriggi incredibili 10-15 anni fa, ora invece passo le serate nelle room online!), se davvero esiste un gioco che unisce entrambe le cose posso anche smettere di uscire di casa!!:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini26 gennaio 2012 18:25

      nel senso che i dadi sono sostituiti dalle carte da poker in alcuni casi... :-)

      Elimina