mercoledì 25 gennaio 2012

Tesi di laurea sui social media: social network, blog, creatività e lavoro


 

I social media sono l'argomento principale della tesi di laurea che discuterò da qui a qualche giorno. In particolare, dopo una breve carrellata storica sull'evoluzione dei social network e dei blog, nel mio piccolo studio mi soffermo sugli strumenti di marketing che questi mezzi offrono. Al giorno d'oggi non è difficile aprire un sito web (o un blog o un profilo social). Il difficile è farlo funzionare, innestare il passaparola, spiccare nel marasma di link, annunci, commenti e proposte delle milioni di aziende e persone presenti in rete e con la medesima intenzione di primato. 


La mia tesi di laurea si divide in due parti: la prima è dedicata interamente ai social network, la seconda al mondo dei blog. In comune, l'attenzione alle strategie di buzz marketing, a cui ho aggiunto degli accenni sulle condizioni dei lavori creativi (dalle mansioni ai contratti) e delle soluzioni pratiche per rendere un blog accessibile e per permettere ai principianti di impostare almeno le caratteristiche basilari per l'accessibilità e la leggibilità. I casi di studio che presento riguardano le novità 2.0 dell'A.S. Roma, il modo di fare impresa  (e trarne profitto) di due blogger famose (La Mucca Sbronza e L'Insalata Bionda), le tecniche di marketing utilizzate dalla Ford e da Mondadori sfruttando la viralità dei blog. Presento un progetto essenziale per il rilancio social di un network dedicato alla psicologia, rivolto agli studenti, ai professionisti, ai pazienti e a tutti gli appassionati dell'argomento. Questa tesi ha occupato gli ultimi sei mesi, tra la ricerca di materiale, le stesure, le correzioni mie, le revisioni altrui. Il limite era di 30 pagine in tutto: ho sforato di 20. 

I social media paiono moderni, ma non lo sono. La loro storia inizia nel lontano 1995, lo sapevate? Chi di voi si ricorda (o utilizza ancora) Classmate.com, Sixdegrees.com oppure la piattaforma blog OpenDiary.com? Al tempo ero troppo giovane per utilizzare questi strumenti, ma ricordo My Space (in cui avevo un account, ormai dismesso da anni). My Space nasce nel 2003, due anni dopo l'apertura di Wikipedia. Il 2001 è stato un anno da ricordare non solo per l'attacco alle Torri Gemelle di New York, ma anche perché questo evento catastrofico ha spinto, negli anni seguenti, la proliferazione dei blog militari e, in America, di quelli giornalistici. Ma sarà il biennio 2006/2007 a dichiarare ufficialmente aperta l'era social del web. Nel 2006 Facebook (aperto già da due anni) può contare su un aumento degli iscritti del 51%, You Tube ha un "parco video" pari a 3,2 miliardi di video pubblicati. Nel 2009 Facebook è leader in 119 paesi al mondo, secondo Alexa e Google. Nel 2011, la crescita di Twitter è stata del 105%, così la diffusione di smartphone ha potenziato il traffico e l'attività sui social network attraverso telefonia mobile e le apps. I blog, dal canto loro, esplodono nel 2006: 38 milioni di blog attivi e 175 mila aperti ogni giorno (Fonte: Vincos.com).Un tempo i blog erano effettivamente dei diari virtuali scritti da persone anonime. I social network erano usati dai giovani, per socializzare e condividere passioni adolescenziali. Le aziende odierne (soprattutto estere) si scannano sui social media, intuendo sempre di più il potenziale economico dello strumento. Oggi è possibile incontrare avatar e persone che si fanno riconoscere presentandosi proprio con il nome e con il proprio cognome.  
E voi come avete percepito questi cambiamenti? 

I social media per le imprese offrono strumenti potenzialmente molto utili per la diffusione del proprio marchio, l'e-commerce, l'ampliamento della clientela. E' possibile impostare e acquistare spazi pubblicitari, banner o parole chiave sia su Google che nei social media. E' possibile creare eventi, condividerli e permetterne la partecipazione attiva delle persone anche a distanza (attraverso lo streaming in HD, per esempio). Benché il social media marketing occupi gran parte dello spazio online, non va dimenticato l'aspetto offline, le storie, la parte emotiva, l'ascolto del cliente e lo studio della risposta vincente. Non basta aprire un profilo su Facebook per garantire successo a un'idea, un'organizzazione, un'azienda o un'attività di libero professionista. 

La fase più importante è la progettazione dello sbarco nel mondo social, l'individuazione dei contenuti, delle fonti, del materiale da condividere, del personale di riferimento, delle strumentazioni che si vorranno utilizzare (si prenderanno i video da You Tube oppure si vorrà investire nel lavoro di qualche esperto capace di crearne di nuovi ad hoc?). Nella progettazione dovrà essere preventivata una fase di attivazione, messa a regime e ampliamento. Ognuna di esse dovrà prevedere una strategia finalizzata al raggiungimento di obiettivi minimi che compongono il macro-obiettivo finale. Contrariamente a quanto si pensi, aprire una strada 2.0 alla propria azienda non è del tutto gratuito. Riduce i costi della pubblicità, ma vanno preventivate delle spese quali quelle del personale addetto, della strumentazione, della connessione ad internet, di un eventuale telefono cellulare adatto a un lavoro anche lontano dalla sede. 

Il lavoro social è un lavoro full time, 7 su 7 e come tale va pensato, inquadrato contrattualmente e retribuito adeguatamente (non meno di 1200,00€ lordi, per intendersi). Deve essere prevista la malattia, la maternità per le donne, la previdenza sociale e le ferie, i permessi. Deve essere messa in conto la formazione continua, il rimborso spese viaggio quando sarà necessario un live blogging oppure una trasferta per motivi di lavoro. Lavorare sui social media significa lavorare in un contesto di creatività e alta specializzazione. La modalità di telelavoro non significa che l'addetto dovrà essere sfruttato, sottopagato o non retribuito; non significa che non abbia diritto ad alcun tipo di tutela. Il community manager, il social media specialist, il web content design o comunque lo vogliate chiamare è una figura centrale nell'azienda perché sarà anche grazie a lui/lei che si potranno vedere miglioramenti nelle visite al sito, nella diffusione del brand, nelle vendite del vostro negozio online oppure offline. Per questo motivo cercarne uno con intenzioni furbesche significa solo fare del male all'azienda, alla persona e all'Italia stessa.

E' possibile effettuare controlli sulla qualità e sulla serietà dell'addetto. E' possibile monitorare giornalmente il suo lavoro e le statistiche di riferimento. E' possibile lavorare per modificare o anticipare i trend della domanda. Tutto questo può essere realizzato con maggiore efficacia se e solo se il rispetto diventa la parte più importante del rapporto di lavoro fra azienda e lavoratore. Se entrambi questi soggetti dimostrano senso di responsabilità e sono i primi a manifestarla.

Infine, un invito ai futuri social media manager: non accettate lavori non retribuiti, nei quali non siete tutelati come persone e come lavoratori. Il vostro/nostro lavoro vale molto. Gli anni di formazione e la formazione costante che affrontiamo ha un costo, così come ha un costo la competenza lavorativa e l'impegno quotidiano. Non svilite il vostro mestiere accettando situazioni di sfruttamento in nome di ipotetiche occasioni di gloria sancite solo a parole, nel futuro più lontano e vacuo. Questo potrebbe significare disoccupazione. Tra lo sfruttamento assassino e ignobile e la disoccupazione, preferisco la seconda. La mia dignità come lavoratore ha valore. La vostra dignità come lavoratori ha valore. 
Non dimenticatelo.

23 messages:

  1. The diary of SophieJan 25, 2012 04:43 AM

    Argomento molto interessante e di grande attualità, anche a me piacerebbe scrivere una tesi sui social network, la potrei scrivere qualora scegliessi diritto di famiglia, così l'argomento potrebbe essere il divorzio ai tempi di facebook!^^

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    1. Carolina VenturiniJan 25, 2012 04:44 AM

      Davvero interessante! Di grande attualità: credo che i social network garantiscano molti argomenti di cui parlare e da approfondire!

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  2. è un argomento molto interessante e soprattutto di grande attualità!

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    1. Carolina VenturiniJan 26, 2012 06:43 AM

      Eh sì, i nostri giorni sono molto 2.0 ;-)

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  3. Ciao anche se non ho mai postato adoro il tuo blog e ti ho premiato nel mio versatile blogger Qui
    Un caro saluto!

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    1. Carolina VenturiniJan 26, 2012 05:49 AM

      Ciao Silvietta, ti ringrazio tanto per le parole e per il premio.

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  4. gran bella tesi!
    io lavoro nella pubblicità - marketing - e mi sembra di poter anticipare che non hai tralasciato nulla
    curiosità (se puoi): hai un capitolo o parte di capitolo interamente dedicato alla pubblicità?
    i miei complimenti, veramente!
    fabio

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    1. Carolina VenturiniJan 26, 2012 05:49 AM

      Se per pubblicità intendi le azioni che si possono fare sui social network... sì. Se la intendi in altro modo, no. Perché mancava lo spazio per approfondire nel dettaglio l'aspetto pubblicità.

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    2. ok, intendevo proprio "azioni sui social network"
      ri-complimenti!!!

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    3. Carolina VenturiniJan 26, 2012 07:32 AM

      Allora sì, nei limiti degli spazi che mi sono stati dati (e che ho sforato per necessità)...

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  5. cavolo che lavoro interessante!

    in bocca al lupo

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    1. Carolina VenturiniJan 26, 2012 05:48 AM

      Grazie. Speriamo anche per i prof sia così!

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  6. Tesi non semplice da elaborare. Non essendo "specialista" i cambiamenti nei social media e la loro evoluzione, così come tu li descrivi, li ho percepiti, sì, ma abbastanza confusamente. E' vero che ognuno ha accesso liberamente a FB, blog, ecc., ma l'incompetenza, l'inadeguatezza e via dicendo imperano, proprio perché sono mezzi aperti a tutti, ma in realtà richiedono una preparazione che non è di tutti.
    Fortunatamente non sono pressata dalla necessità di successo del mio blog che comunque è entrato in una piccola comunità.
    Il mondo del web è comunque un mondo affascinante.

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    1. Carolina VenturiniJan 26, 2012 05:48 AM

      Dici bene, cara Ambra, sia quando parli di incompetenza, sia quando citi la pressione che si vive per generare visite e ottenere "successi" di vario genere con i vari strumenti social. Ci sono aspetti che non si citano negli studi sui social network, ma esistono: l'invidia, la gelosia, la cattiveria gratuita (per quanto riguarda la solidarietà, invece, c'è ampia risonanza). Non è un mondo facile, ma nessuno lo è.

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  7. Bello! Prendi in esame anche LinkedIn? Da noi sembra essere, ad uno sguardo superficiale, poco diffuso, mentre all´estero è uno strumento indispensabile nell´ambito dell´industria e degli affari...

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    1. Carolina VenturiniJan 26, 2012 09:27 AM

      Si, prendo in esame anche LinedIn, ma solo come panoramica. Non ho avuto spazio a sufficienza per scandagliare tutte le funzionalità dello strumento. Lo affronto quando parlo del reclutamento di personale e degli strumenti che possono essere utili per questo. LinkedIn, appunto, permette di diffondere il proprio curriculum e mostrare le proprie capacità. Parlo di LinkedIn partendo da Sixdegrees.com, antecedente social network basato sui famosi "sei passi" che dividono una persona da un'ipotetica altra.

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  8. 1200 euro lordi????
    eeehh si, magari!!!
    Non sono queste le somme che offrono per gestire i contenuti di siti web, ahimé.

    Concordo con te sul fatto che ora le imprese si stanno sempre più dirigendo verso un tipo di comunicazione social e se prima aprivano dei siti, ora preferiscono i blog, creare le community per far conoscere i brand, farne parlare, creare movimento quando invece sul sito ci arrivava solo il diretto interessato e solo se il sito era ben posizionato.
    complimenti! Il tuo post è interessantissimo e la tua tesi lo sarà senz'altro. in bocca al lupo, andrai alla grande!!

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    1. Carolina VenturiniJan 26, 2012 09:39 AM

      Lo so, ma qui non si tratta di gestire solo un sito. Si tratta di gestire anche l'aspetto della pubblicità e non solo. So che pagano moooooooolto di meno, quando pagano. Ma non sono sbagliata io a ritenere che un lavoro specialistico debba essere pagato adeguatamente. E' errato pretendere un lavoro di un certo tipo e pagarlo quanto un immigrato che raccoglie pomodori in Sicilia.

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    2. Carolina VenturiniJan 26, 2012 09:45 AM

      Ti dirò di più. Recentemente mi è stato offerto un lavoro di questo tipo per 800 euro lorde L'ANNO. Il che significa circa 67,00€ al mese lorde e circa 2,22€ al giorno lorde e circa 0,27€ all'ora. Ovviamente lorde, non dimentichiamocelo. L'aspetto economico è stato uno dei motivi principali che mi hanno spinto a rifiutare l'offerta (e mi sono trattenuta dal manifestare dissenso in maniera più... intensa?).

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  9. Tesi simile alla mia per la laurea magistrale, solo che io mi sto concentrando più sugli aspetti socio-antropologici della comunicazione in Rete.

    Non posso che approvare :) e farti ancora i miei più sinceri auguri.

    P.S. Allora il link relativo ai dati sui social network che ti passai t'è servito alla fine. Ne sono davvero contento! :D

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    1. Carolina VenturiniJan 27, 2012 10:51 AM

      Il tuo link è stato molto, molto, molto, molto utile: mi ha aperto strade di ricerca e informazione. Grazie ancora. Non vedo l'ora di sapere qualcosa in più sulla tua tesi oppure su eventuali libri di approfondimento che consigli!

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    2. Figurati, se non ci aiutiamo tra di noi... ?! Siamo o non siamo fan dell'intelligenza collettiva?!? :D
      Non mancherò. ;)

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    3. Carolina VenturiniJan 27, 2012 11:01 AM

      Bravo!

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