martedì 31 gennaio 2012

Viaggio a Firenze: tra il David, Dante e la Fallaci

Firenze. Statua di Dante Alighieri, con targa. A lato: Basilica di Santa Croce
Il viaggio a Firenze è stato il regalo di laurea più gradito. Un week end di meraviglia esplosa alla vista del David di Michelangelo; un week end intarsiato di emozione sincera nell'accedere alla  casa di Dante Alighieri, accesa ancor prima dalla commozione sgorgata alla vista della tomba di Beatrice Portinari, amata musa dantesca e intrecciata alla curiosità genuina nell'intravedere gli scorci cari alla Fallaci, utilissimi alleati del mio Progetto Oriana Fallaci. Il tutto condito da uno degli incontri più autentici degli ultimi anni: ho conosciuto la nostra cara Elisabetta, autrice di "Come l'acqua di fiume" e il suo compagno, poeta, critico d'arte e pittore (di cui vi parlerò più avanti). 
Insieme, ci siamo goduti Firenze!


Hotel Rosary Garden a Firenze
L'Hotel Rosary Garden di Firenze è un albergo a tre stelle poco lontano dal centro, vicino al Lungarno. La sua posizione defilata, raggiungibile con poco sforzo dall'autostrada, non inficia i movimenti sul suolo cittadino: tre linee di autobus collegano l'albergo a Ponte Vecchio e alla stazione ferroviaria. Un conoscente me ne ha parlato molto bene e, cercando sul sito dell'hotel, ho trovato una promozione invernale accattivante, con la possibilità di prenotare anche la visita agli Uffizi

Appena entrati, un profumo intenso di rose ci ha avvolto. Ovunque - sulle pareti, sulle tappezzerie, nei biscotti, nell'aria - l'odore intenso dei petali vellutati impera. La camera, spaziosa e pulita, riprende il tema del giardino fiorito e del roseto in tutti i suoi dettagli. La sala per le colazioni, la cui unica pecca è il buffet scarso e un personale non sempre cortese, ricorda lo stile inglese nelle porcellane e nei drappeggi ai tavoli. 

A fianco dell'hotel, un ristorante a dir poco divino - Ristorante La Piazzetta (Via di Ripoli, 43. Firenze) - ci ha accolti con le prelibatezze fiorentine più ghiotte. Carni chianine e senesi, mozzarelle DOP, pappardelle, pici piccanti, agnolotti al tartufo, ribollita DOC, il peposo cotto al Chianti al cui assaggio l'Alleluja si eleva in cielo: una tortura dei sensi, un variopinto mosaico di scene di lussuria dipinte nell'aroma dei porcini avvinghiati alla pasta fresca fatta in casa.

Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio, Firenze.
Particolare della torre e degli stemmi.
Piazza della Signoria è stata la nostra prima tappa nonché il luogo di ritrovo con Elisabetta e il suo poeta: la Galleria degli Uffizi ci aspetta! Com'è strano passare dai libri di storia dell'arte, dagli esami mensili alle superiori alla visione ravvicinata dei capolavori dei Maestri! Sbalorditivo Michelangelo,  famigliare il Tiziano, supremo il Giotto, il Botticelli,  il Leonardo Da Vinci e Piero Della Francesca, Paolo Uccello, i Fiamminghi, la scuola tedesca e le miriadi di ritratti che costeggiano le ali della galleria, a guardia di statue classiche raffiguranti scene mitologiche e condottieri dall'indubbio valore universale. Quattro (o cinque?) ore a bocca aperta, esclamando: "Ma guarda!", "Oh mio Dio!", parlando di tecniche pittoriche, studi sul corpo umano, scelte fotografiche e di luce. Da quanto tempo non accadeva? Quanto possono essere preziosi questi momenti di condivisione? Tra la meraviglia e il dolore alle gambe per il tanto camminare e soffermarsi in piedi ad ammirare le maestrie, l'ora di cena ha sussurrato la sua presenza. 

Loggia dei Lanzi, Firenze - Particolare de Il ratto delle Sabine di Giambologna.
Scultura della collezione medicea.

Un pomeriggio vissuto decantando la bellezza dell'arte, l'importanza della creatività, la forte presa emotiva che la cultura potrebbe avere sui giovani annoiati dalla vita (oppure semplicemente tristi e sfiduciati), in cerca di guizzi d' entusiasmo autentico e vivifico non può non essere celebrato da delle sfiziose ricette fiorentine! I minuti trascorsi nell'indignazione più ferrea davanti alla consapevolezza che tutto il nostro patrimonio artistico italiano non è considerato come potenziale traino potente dell'economia, unitamente al turismo e alla letteratura, non possono trovare migliore ristoro che nel nettare corposo delle colline del Chianti! Quanto è bello incontrare persone desiderose di condividere progetti artistici, l'entusiasmo nato dal dare voce e seguito alla propria creatività! Tutto diventa possibile, vicino, semplice, entusiasmante. infondo, perché non dovrebbe essere così?
Museo Casa di Dante
Oltre alla Galleria degli Uffizi e all'ancora più bella Galleria dell'Accademia - custode del David di Michelangelo e di una delle più belle collezioni che io abbia mai visto dedicate a Giotto e alla sua scuola - ci siamo spostati nell'ampio panorama letterario fiorentino, nel quale spicca la figura secolare di Dante Alighieri. Per giungere alla sua dimora bisogna attraversare il centro, addentrarsi nei vicoli più stretti. Incontriamo per prima Beatrice, la donna angelo dantesca, sepolta in una piccola chiesetta a pochi passi dal museo dedicato al Sommo. Lascia delusi la cura del luogo di sepoltura e della casa di Dante. Pannelli e plastici, per lo più, raccontano la storia di Firenze Duecentesca, delle famiglie, delle Arti e, infine, della condanna del Poeta, quindi della Divina Commedia. Troppo scarsa, per non dire inesistente, la presentazione del lavoro letterario, stilistico e contenutistico del Libro. I personaggi reali si incontrano nelle trame storiche appese alle pareti, ma ben poco altro si può ammirare. 

Il vero volto di Dante Alighieri. Ritratto.
Molto interessante la sezione dedicata al Dante speziale, adepto dell'arte medica, farmaceutica, alchimista e scienziato, oltre che letterato, politico e guerriero, fine genio umano, pensatore dalla lingua tagliente, filosofo fiorentino e fervente cristiano, a modo suo. Pochi sono i libri italiani dedicati a questo aspetto alchemico dantesco e molte sono le pubblicazioni in lingua inglese, tedesca e spagnola presenti nei Bookshop dei musei, quasi come se al turista italiano non interessasse l'acquisto di una biografia oppure di un saggio critico incentrato sulla tal opera, del tal autore, nel tal periodo storico, artistico o letterario.

Il tavolo dello speziale

Oriana Fallaci è stata presente in tutti questi giorni. Presente nelle riflessioni, negli scorci di paesaggi: il suo liceo, le strade che percorreva, la contaminazione culturale a cui è stata sottoposta sin dalla nascita, visto e considerato il tipo di città in cui è cresciuta, ancor prima di diventare staffetta della Resistenza. Ho seminato i miei germogli e Firenze ha arato la terra della mia mente.

Il week end si è concluso con dei regali molto belli: una nuova amicizia, un libro di poesie (di cui parlerò più avanti), un dépliant con le opere pittoriche in stile contemporanee, un riassunto di un progetto artistico che coniugherà la pittura e la favola, il mondo dei colori con il mondo dei simboli fantastici. 
Si può chiedere di più a una vacanza? 

23 messages:

  1. Che bella esperienza! Sono contenta di sentirti così entusiasta. Firenze è bellissima, io l'ho amata nell'ormai lontanissimo 1996....

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    1. Carolina Venturini31 gennaio 2012 16:16

      Dopo così tanti mesi di stress, amarezze, delusioni, difficoltà, disoccupazione altalenante, proposte di lavoro da prendere a calci chi le ha fatte... ci voleva proprio una due giorni di momenti belli.

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  2. Io adoro Firenze...beata te!

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    1. Carolina Venturini01 febbraio 2012 18:59

      Siamo in due!

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  3. TuristadiMestiere31 gennaio 2012 18:59

    no, decisamente no! Io sono stata a Firenze a settembre ed è stato un week end intenso sotto tutti i punti di vista: davvero è una città dove cibarsi, nel corpo e nella mente!!! BRAVISSSIMA!!!

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    1. Carolina Venturini01 febbraio 2012 18:58

      Brava: hai detto proprio bene. E' una città in cui è possibile cibare il corpo, la mente e l'anima!

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  4. città che spero di visitare presto.

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    1. Carolina Venturini01 febbraio 2012 18:58

      Te lo auguro!

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  5. Firenze è una città splendida, mi ci sono trovata sempre molto bene.

    Un abbraccio

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    1. Carolina Venturini01 febbraio 2012 18:58

      E' proprio vero, sai? Il centro e le vie dello shopping mi hanno proprio deliziata. Oltre alla cultura, l'aspetto puramente ludico femminile mi ha stuzzicata molto. Peccato essere ancora in regime di iper attenzione al portafoglio... altrimenti mi sarei concessa molti sfizi fashion!

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  6. E' sempre un piacere leggere i tuoi articoli... no, non si può chiedere di più ad una vacanza(meritata sicuramente!)

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    1. Carolina Venturini01 febbraio 2012 18:56

      Ti ringrazio e condivido: non si può chiedere di più. O forse sì, infondo.

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  7. Che meraviglia il tuo viaggio di laurea. Io amo molto Firenze anche se è alcuni anni che non mi ci reco. La prima volta della mia vita fu una occasione speciale: l'alluvione del 1966 e io ero uno dei tantissimi angeli del fango. Avevo 14 anni ed è stato amore a prima vista. Auguri Carolina.

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    1. Veronica Mondelli01 febbraio 2012 22:13

      Che bella questa cosa, Anthea. Sarei corsa anche io a Firenze, se ci fossi stata. Deve esser stata un'esperienza straordinaria.

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    2. Carolina Venturini02 febbraio 2012 16:25

      Se vorrai raccontarci la tua esperienza nel 1966, mi faresti proprio felice. Hai vissuto qualcosa di storico, che è stato importante.

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    3. Avevo solo 14 anni ed ero praticamente scappata da casa per poter andare anche io. E' stato un momento di grande solidarietà che mi ha insegnato molte cose, però c'è poco da raccontare. Eravamo tanti e hanno fatto tutti più di me che ero, credo, tra i giovanissimi di quella circostanza. Niente di particolare ma la ricordo come una bella cosa.

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  8. Veronica Mondelli01 febbraio 2012 22:10

    Amo Firenze e amo la Toscana e cerco sempre di esplorarne un pezzettino ogni volta che posso :).

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    1. Carolina Venturini02 febbraio 2012 16:24

      Mi piacerebbe tanto avere maggiori occasioni per conoscere la Toscana e Firenze. Due giorni non bastano per scoprire angoli e segreti di questa regione e città.

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  9. Già, Firenze! Culla di cultura, di arte, di poesia. E' una città inimitabile, una bella donna che non ha bisogno d'altro che il suo viso per essere ammirata.

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    1. Carolina Venturini02 febbraio 2012 16:24

      Che bella metafora! Pare quasi di vederla, nella realtà, quest donna plasmata dall'arte!

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  10. Ci andrò un giorno... forse!

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  11. Ciao, ho un regalino x te...passa da me!!!!
    Ste

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  12. non sono mai stata a firenze, ma mi piacerebbe tanto visitarla!

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