martedì 28 febbraio 2012

Scrivere la tesi. Come scegliere l'argomento, organizzare il lavoro e produrre il testo

Immagine di agenda settimanale.
Qualche giorno fa una persona mi ha contattato via Facebook chiedendomi: "Dovrei scrivere la tesina. Come devo fare? Da dove inizio? Chiedo a te perché hai scritto due tesi di laurea. Mi puoi aiutare?". Ho pensato che questo argomento potesse interessare tante persone e, quindi, eccomi a raccontare come impostare il lavoro antecedente la scrittura della tesi (sia essa di laurea o di fine corso) e come sopravvivere alla mole di argomenti che cercheranno di prendere il sopravvento durante la stesura del testo.


Tesi di laurea? Ci vuole un'idea.

La durata di un corso di laurea, di specializzazione, di formazione va di pari passo con il numero di argomenti proposti e con il grado di approfondimento specifico per ognuno di essi. Dai cinque anni alle dodici settimane, ogni studente viene immerso in un flusso di conoscenza ramificato, pieno di ulteriori strade che conducono a nuovi mondi. Lo studente ha solo l'imbarazzo della scelta, anche quando le materie a disposizione sono limitate. Come scegliere? A mio avviso ci sono due opzioni più una. 

La prima è quella della passione personale, la seconda riflette le speranze di lavoro future e l'ultima inizia e finisce nella compiacenza dei bisogni del docente di riferimento. La terza opzione mi è sempre parsa la più utopica delle tre, perché vivere di speranze riposte nel buon cuore di un insegnante è, secondo me, un biglietto di sola andata per la delusione certa. Stabilito questo, è importante non dimenticare di essere realistici, selettivi e prioritari.

La mia esperienza - Per la prima tesi di laurea ho scelto Oriana Fallaci, perché è una mia passione personale. Per la seconda i social network, perché speravo/spero di aprirmi delle strade lavorative grazie a me stessa e al mio impegno. Individuati questi due macro argomenti, sono scesa a un livello più "profondo", individuando le macro aree tematiche e le sottocategorie dei temi da trattare. Nella tesi sui social media, per esempio, ho creato due capitoli: uno specifico per i social network e uno per i blog. Entrambi hanno avuto delle parti generali comuni (come la storia, un breve excursus sulle diverse tipologie e funzionalità, dei "casi" esemplari) e dei paragrafi indipendenti (come l'accessibilità per il blog e il social media marketing per le aziende).

Organizzare i tempi, stabilire gli strumenti, i sopralluoghi e le spese.

Stabilito l'argomento, bisogna pensare alle tempistiche: quando scade il termine ultimo per consegnare la tesi di laurea/tesina/elaborato? Di quanto tempo avrò bisogno per reperire tutti i materiali, per leggere tutti i libri, per scrivere l'intera tesina? In base al tempo a disposizione, si può progettare un lavoro generale oppure ad ampio respiro. Prima riuscirete a conoscere i particolari relativi alla vostra laurea, meglio sarà per voi. Fatto questo, bisogna riflettere su ciò di cui avrete bisogno. 

La bibliografia è quel passo importante che ti dà la sensazione d'aver iniziato davvero a fare la tesi. Bisogna trovare i testi giusti. Dove? In biblioteca, nelle librerie, sul web, dagli amici/parenti e conoscenti, dal relatore (non avviene sempre, a volte vi forniscono un elenco di libri e vi dicono di comprarli). 

Altro snodo importante: avrete bisogno di fotografie o di altri allegati (come documenti antichi, fotocopie di atti etc.)? Pensateci subito, perché dovete mettere in conto il tempo speso per ricercare i contenuti in appendice, dovrete ipotizzare le difficoltà nel reperirle e i costi impliciti (per esempio quelli dei viaggi, della cartoleria/stamperia, dei pasti fuori etc.). Stabilite anche il vostro budget massimo di spesa per l'acquisto di libri di approfondimento o ampliamento della bibliografia (se li volete acquistare). Non dimenticatevi di chiedere se è richiesta anche la presentazione in PP oppure se dovrete presentare qualche plastico oppure qualche altro genere di creazione.

Scrivere la tesi: come inizio?

Di norma, la tesi si compone in parti, suddivise in capitoli. L'indice e la prefazione aprono i lavori. Conclusione, appendice, bibliografia e ringraziamenti li chiudono. Il vero "spauracchio" è il primo capitolo. Alcuni preferiscono lasciare la parola a una citazione colta, altri contestualizzano subito l'argomento, seguendo le classiche regole giornalistiche delle 5 W. Ci sono molti consigli, prassi che gli studenti possono seguire (dal cibo, all'ambiente, ai metodi per mantenere alto il livello di concentrazione). La realizzazione di una buona scaletta o diagramma può essere un valido aiuto contro il caos insito nella proliferazione di argomenti. 

La mia esperienza - Ho sempre aspettato il momento giusto, nel quale ho sentito di aver raggruppato  abbastanza idee da trasportare sulla carta. Non ho mai scritto nulla su Google Doc, neanche un appunto preso in velocità. Ho creato le cartelle dedicate alla tesi e il foglio Word su cui scrivere e ho iniziato a farlo, consapevole del fatto che ci avrei rimesso mano varie volte (e che non lo avrei mai trovato perfetto). A tesi ultimata, dopo le prime correzioni a video, ho stampato le oltre 70 pagine e ho corretto a mano, riportando sul documento tutte le modifiche e le correzioni dei refusi oppure le aggiunte. In ambo le tesi mi sarebbe piaciuto ricevere più aiuto da parte dei docenti. In una delle due, in particolare, mi sono dovuta arrangiare completamente da sola. Questa è una prassi dell'università, purtroppo.

Stampare la tesi e scegliere il prezzo più conveniente.

La tesi di laurea, in alcuni casi, è un salasso. Negli istituti o atenei non ancora digitalizzati vengono richieste cinque copie. In alcuni casi tre. Di sicuro, andranno stampate una copia per voi, una per il/i vostro/i relatore/i, una per la commissione. Opzionale quella per la segreteria e per i familiari. Il prezzo finale sarà composto dal numero di fogli stampati, dal tipo di copertina scelta, dal tipo di incisione voluta, dal numero di righe in copertina. Le copisterie universitarie vicino all'università sono quelle che, in genere, hanno i prezzi più convenienti, sia per le rilegature per la laurea, sia per le rilegature semplici, con gli anelli di plastica. Alcune università chiedono una copia su dispositivo, quindi su cd, quindi va aggiunto anche questo costo alle spese totali. Infine, non dimenticate che se volete la pergamena dovrete pagare un minimo di 100,00€ all'università. Ogni ateneo ha le sue regole. 

La mia esperienza - Per la prima tesi ho speso circa 70,00€ per 5 copie (ho trovato un'offerta) e per la seconda 180,00€ per 4 copie (a causa di un qui pro quo). Considerando alcuni aspetti, posso serenamente dire che sono stati soldi buttati e che, nel primo caso, la tesi è stata letta solo da me e (forse) dal primo editore a cui ho proposto il Progetto Oriana Fallaci. Nel secondo non è andata meglio. I libri sui social network li ho acquistati per la maggior parte. Per la tesi sulla Fallaci ho potuto usufruire di più delle biblioteche romane.

In sintesi: la tesi universitaria è l'ultimo grande costo  sostenuto dalle famiglie. L''unico suo fine è riscontrabile nel rito di passaggio che rappresenta. Per il resto, fa parte di quegli aspetti dell'istruzione che andrebbero ridisegnati e meglio focalizzati. 

18 messages:

  1. Bellissimo post, molto utile anche perchè a mesi dovrò iniziare a scrivere la tesi!
    L'unica cosa sono ancora indecisa sull'argomento, studio legge mi piacerebbe affrontare il tema storico e l'importanza dei codici e di come si è evoluto il diritto dal primo codice civil di Napoleone ai giorni nostri! che ne pensi dell'argomento??
    Anche perchè mi hanno sempre detto che nel mio percorso di studio non conta l'argomento scelto per la tesi, non so... accetto consigli!!!!!!

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    1. Carolina Venturini28 febbraio 2012 13:45

      Ciao Sophies,
      benvenuta nel mio blgo! Sorrido e ti chiedo: e che cosa conta per il tuo percorso di studi? Non conosco nulla dell'argomento che vuoi trattare, in particolare in ottica giuridica. Perché vorresti parlare proprio di Napoleone? Secondo me, potrebbe aiutarti stillare una classifica di dieci argomenti. Prima in ordine sparso e poi in ordine di importanza e fare una selezione con le prime tre posizioni.

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  2. No non parlerei di Napoleone ma dell'evolversi del nostro diritto, partendo dalle basi che è il code civile francese....
    Sono molti gli argomenti che mi piacciono, tutti diversi, nel mio percorso di studio ho studiato dal diritto italiano a quello straniero, la scelta dell'argomento è vasta....vedo a giorni deciderò e andrò a parlare col prof^^
    grazie del commento sul mio blog^^ a presto!

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    1. Carolina Venturini28 febbraio 2012 14:03

      SE mi trovassi nella tua situazione sceglierei qualcosa di spendibile a livello internazionale. Si sa mai che riesci ad entrare in qualche studio associato estero o in collaborazione... ;-)

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  3. Un unico, grande, enome, gigante GRAZIE.

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    1. Carolina Venturini28 febbraio 2012 17:59

      :-) Figurati!

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  4. Carolina... il Tuo post è di una chiarezza esemplare, e soprattutto molto molto utile.
    Che dire? Solo GRAZIE!
    Mary

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    1. Carolina Venturini28 febbraio 2012 18:41

      Grazie Mary!

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  5. TuristadiMestiere28 febbraio 2012 18:50

    oddio che salto nel tempo con questo post sulla tesi! Magari ci fossi stata
    quando mi sono ritrovata alle prese con l'ultima fatica di ercole (e spesa per la mia famiglia), avrei risparmiato tempo e denaro!!! :P

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    1. Carolina Venturini29 febbraio 2012 11:58

      Per fortuna che è stata l'ultima!

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  6. Per me la tesi è un ricordo lontano nel tempo .... ma devo congratularmi con te, hai dato tutte le dritte indispensabili per chi si cimenta in questa impresa. Sei stata chiara e lineare, di sicuro appoggio per chi ne ha bisogno.

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    1. Carolina Venturini29 febbraio 2012 11:58

      In che cosa ti sei laureata?

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  7. Molto interessante questo tuo post. Ne farò tesoro per il futuro ;) Anche se nulla mi toglierà la lettura del volume che Eco ha dedicato all'argomento.

    E.

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    1. Carolina Venturini28 febbraio 2012 20:36

      Fai bene. Ti dirò di più: non mi sognerei mai di sovrappormi ad Eco. Ti consiglio di tenere il suo libro sempre vicino!

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  8. Ehmmm... confesso, sto scrivendo una tesi di laurea per una mia amica, lavoratrice-studentessa. Magari non la userà neppure, orgogliosa com'è, ma non credo che riuscirà a presentarla a luglio, anche se lei dice di sì. Così ho deciso di farlo un "dono". Da quello che ho capito, è un miracolo se le leggono le tesi. La mia, quattordici anni fa, di 500 e rotte pagine, non credo sia stata mai letta, eppure richiese due anni di lavoro. Quindi non mi farò scrupoli a prepararla per una persona a cui tengo, ho visto poi che nel suo corso di laurea le tesi sono di 55-70 pagine in media, una sciocchezza.

    Sto reperendo materiale, pensando all'impostazione, domani ritiro alcuni libri che mi serviranno ad approfondire alcuni aspetti.

    Cmq il livello medio di creatività degli studenti mi sembra davvero basso, non parlo della conoscenza "diffusa" quella che tutti ti chiedono, ma la capacità di "immergersi" in un argomento e di esplorarlo in verticale, scendere giù e riportare su qualcosa, chiedersi "perchè". I "perchè" sono già stati tutti preparati dall'establishment, se vai fuori dal seminato ti guardano con gli occhi sgranati. E questi ragazzi sono le nuove leve dell'istruzione universitaria.

    Lasciamo perdere, loro non lo sanno, ma stanno svolgendo un lavoro di burocrazia travestito da "creazione, ricerca, sperimentazione". Gli danno piombo e gli dicono che è oro. E i giovani non ne dubitano.

    MAh, gli fornisco la tesi, tanto in queste condizioni farla o non farla è lo stesso, non rappresenta un'esperienza davvero formativa, un "uscire dai libri degli altri" per scrivere il proprio libro, nient'affatto, non riescono neppure ad uscire dai "pensieri degli altri". Vien da piangere...

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    1. Carolina Venturini09 marzo 2012 14:27

      Te lo confermo: le tesi non sono lette nemmeno dai docenti, che le usano semplicemente per reputazione e carriera, diciamo così. E' un rito di passaggio che perde tutto il suo valore iniziatico nel momento stesso in cui lo studente comprende che non serve a nulla, che a nessuno gliene importa, che non aprirà nessuna porta (nella maggior parte dei casi) e che si può ridurre il tutto in un semplice e banale conto finale dei soldi spesi per realizzarla.

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  9. E per essere coerente con il mio post precedente:

    http://exodusclic.blogspot.com/2012/03/il-prezzo.html

    farò in modo che sia lei a chiedermi di aiutarla (le ho offerto il mio aiuto, oggi le ho portato del materiale), non perchè io ne abbia bisogno ma in quanto...

    "Ciò che è è gratuito non vale niente".

    Ma soprattutto perchè se gli do la tesi senza che sia lei ad averla chiesta è facile che non la usi, non l'apprezzi, non la "desideri".

    Il "modo" è molto importante.

    Ciao!!!

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  10. Grazie mille per le dritte! Ho letto ora tutte le indicazioni perchè (forse) oggi ho compreso l'argomento che vorrei trattare per il mio elaborato. Non ho ancora ben chiaro come svolgerlo ma da questo poi posso comunque ampliare con argomenti di collegamento.

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