giovedì 29 marzo 2012

"Aurelia" di Laura Marchionni

Copertina del libro "Aurelia" di Laura Marchionni
"Aurelia" è il primo romanzo di Laura Marchionni, vincitrice del terzo posto al concorso letterario internazionale Città di Martinsicuro 2009. Edito da Davide Zedda Editore e disponibile nei circuiti letterari online, "Aurelia" è una storia di ricerca e ricordo. Bambine, donne, madri: tre sorelle, unite dalla comune esperienza di perdita, affrontano la vita in cerca di risposte. Ognuna a modo suo. 
La prematura perdita del padre, quando ancora erano poco più che bambine, porta ognuna di loro a contatto con il vuoto e la sofferenza, la mancanza e lo stordimento dell'assenza definitiva, senza speranza. I sentieri della psicoterapia, della spiritualità, dei viaggi e della creatività saranno le vie predilette dalle protagoniste, fra le quali Aurelia è la principale. Acuta osservatrice, ascolta le voci del mondo circostante e si interroga. I doni delle persone care, gli incontri, le nascite e le perdite, le aperture e le chiusure sono elementi vivi nella narrazione. Il lutto vissuto darà il via, nel tempo, a una ricerca profonda di significati e di perché.


Aurelia si interroga sulle sue reali aspirazioni e sulla possibilità di incamminarsi nei sentieri del destino e delle proprie passioni, anche se non più giovane. La protagonista, voce narrante, ci accompagna fra le trame degli sviluppi emotivi e psicologici cercando, in prima persona, di trovare qualche diamante nella pietra grezza del dolore. Romanzo d'esordio, affronta con delicatezza e riserbo l'irto sentiero della ricerca di un disegno più grande del proprio Io. Aurelia protagonista e Aurelia romanzo toccano con mano i limiti e le difficoltà insite nella volontà di comprendere profondamente perché si è dovuto vivere ciò che si è vissuto, perché è stato obbligatorio passare attraverso prove scottanti, perché ci si è dimenticate di sé stesse e che cosa ha significato tutto questo per noi, come ha plasmato le nostre vite, perché abbiamo scelto di non vedere o di danneggiarci. La morte, la crescita, la Ricerca, la maternità, i rapporti familiari e i rapporti amicali sono temi cardine di questa storia. Il mare, in particolare Ostia, è sfondo e propulsione di questo racconto intimo, quasi sussurrato, mai esagerato. La creatività (vissuta con i pennelli o con le scelte personali) è l'altro albero maestro su cui poggia l'intero veliero narrativo. 

Come tutti i romanzi d'esordio, anche Aurelia mostra il percorso di crescita scrittoria dell'autrice e le strade da intraprendere per migliorare una capacità che è già molto buona. Di tanto in tanto, per esempio, il ritmo narrativo potrebbe essere maggiormente mosso; si potrebbero esplorare i sentieri delle varietà lessicali, i colori del dialetto romano, le tinte più accese dei sentimenti, cercando di trasmettere mostrando, piuttosto che descrivendo. Ma tutti questi elementi diventano pratica consolidata con l'esperienza, le prove di scrittura e riscrittura, ci vuole tempo. Aurelia è una protagonista messa alla prova dalla vita. Sembra una persona normale, ordinaria, tipica, come tutte noi. Ha una vita normale e ordinaria, come tutti noi. I lutti dell'infanzia ci segnano, lasciando solchi che cerchiamo di riempire con menzogne o scelte sbagliate. Aurelia è fortunata perché si interroga e comprende che ci può essere anche altro, che lei stessa può diventare "altro", da una semplice commerciante di biancheria intima che ha abdicato a tutte le sue passioni per necessità. 

C'è una cosa che mi sento di dire, in tutta sincerità. 

Rispetto al livello medio dei libri di autori emergenti che ho avuto modo di leggere negli ultimi tre anni, questo è senza dubbio uno dei meglio riusciti. Non è un caso, infatti, che sia stato assegnato il terzo posto a un concorso internazionale proprio all'opera di Laura MarchionniAurelia, benché primo esperimento letterario, sgorga da una penna consapevole e profonda. Molto più interessante di tanti tentativi letterari egocentrici e poco significativi a livello di narrativa, questo romanzo emoziona a tal punto da creare un effetto "protezione" nel cuore. La sua scrittura è così forte che immedesimarsi è semplice, così semplice che la sola idea di perdere mio padre mi scatena il pianto, così forte che il ricordo del mio lutto d'infanzia torna vivo e potente, come non avrei voluto. Forse per questo ho impiegato più di sei mesi per concluderne la lettura. Così forte, da volermi tutelare dalle emozioni stesse.

Credo che un libro debba fare questo: parlare al cuore di chi legge, raccontare una storia di speranza, coraggio e crescita, coinvolgere emotivamente e nelle riflessioni, suggerire strade, avvicinare il lettore e trasmettere il messaggio che non è necessario essere un supereroe per combattere battaglie campali. Trasmettere il messaggio che tutti siamo eroi, nella nostra vita ordinaria e che tutti noi siamo in grado di scegliere di cambiare vita, perché non è mai troppo tardi. Aurelia, di Laura Marchionni, ci riesce.

Consiglio questo libro a tutte le donne in cerca di risposte e in cerca di una voce che parli loro del loro stesso dolore, prendendole per mano con gentilezza. Lo consiglio a tutte le anime che credono sia possibile cambiare il corso della propria vita. A tutte le bambine ferite, a tutte le donne ferite nel senso esatto espresso dalla psicoterapeuta Linda Schierse Leonard nel suo saggio omonimo.

1 messages:

  1. Nuovi scrittori ("trice" in questo caso) nascono :)

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