mercoledì 7 marzo 2012

Dungeons & Dragons a servizio dell'arco di trasformazione del personaggio

Scheda del personaggio tipo del gioco di ruolo Dungeons and Dragons
Il gioco di ruolo Dungeons & Dragons mi ha reso più consapevole riguardo i diversi piani nei quali si materializza l'arco di trasformazione del personaggio all'interno del viaggio dell'eroe
Esiste un piano psicologico, di crescita interiore, insito nel cammino di individuazione e ricerca del proprio Sé. Vi è un piano narrativo, basato su una concatenazione di eventi causa-effetto e vi è un piano strettamente strumentale. Questi punti caratterizzano il personaggio nella sua fisicità, nel suo carattere, nella sua esperienza all'interno del mondo in cui vive. Uno degli strumenti più utili, fornito dal gioco con lo scopo di fissare le caratteristiche fisiche e strumentali dell'eroe, si chiama "Scheda del personaggio". 


Nelle campagne di Dungones and Dragons c'è sempre un personaggio (un mago) più forte, potente, carismatico rispetto agli altri ed è, di solito, colui che sblocca le situazioni di pericolo grazie ai suoi artifici magici. 
Un ranger, un bardo, un ladro, (tutto sommato anche) un druido non possono sconfiggere da soli (o con qualche freccia, una spada, una mazza e qualche corda di vario genere) ondate di non morti o mostri vari. Magari un barbaro, un paladino o un nano guerriero acceso d'ira anche sì. Certo, nulla da dire contro la vista nel buio e l'aiuto dei famigli: servono eccome in battaglia! Ma la magia è pur sempre la magia. Diciamolo! Pur tuttavia, anche il più forte degli stregoni in circolazione nella Terra di Mezzo infestata dal male non è nato "imparato". Ha iniziato dal livello uno e, con il tempo, l'esperienza, i dadi fortunati è riuscito a conquistare livelli più elevati e le conoscenze arcane più approfondite (per sterminare chiunque osi sfidare il suo potere). Non solo. Se da piccolo ha iniziato il suo percorso con qualche corda, poche pozioni curative e "'na manciata de dardi incantati" (come si direbbe a Roma), il tutto condito con un "e che Dio sia con lui", da grande il suo parco strumenti di battaglia ha acquistato le proporzioni di un magazzino Amazon. 

La scheda del personaggio evidenzia perfettamente questi cambiamenti e queste evoluzioni e da sola racconta la storia di una vita. Da un gioco da tavola possiamo quindi comprendere alcuni elementi importanti, validi anche per le storie drammatiche, per i romanzi storici, per la syfy (fantascienza). Uno fra questi è che anche la damigella più svenevole di un romanzo d'amore strappalacrime ambientato nella Parigi del 1700 avrà a disposizione strumenti per affrontare l'avventura che l'aspetta nelle future pagine del libro. Anche se si tratta di melodramma o di commedia o di satira. Questi strumenti possono essere armi chimiche oppure armi improprie, ma possono anche essere qualità personali, aggeggi di bellezza o qualsivoglia altro oggetto reale o immaginario che più vi aggrada.

I nostri personaggi evolvono, incrementano i loro poteri e i loro strumenti. Ma come sono questi nostri personaggi? Sono alti, sono bassi, hanno forza, sanno nuotare? Quali sono le loro caratteristiche base, individuabili in forza, destrezza, costituzione, intelligenza, saggezza, carisma? In D&D il mondo è diviso in razze. Questo significa che un eroe può essere un umano tanto quanto un elfo, un nano, uno gnomo, un orco o un hafling e tutte le vie di mezzo fra le razze. Questo significa che ci saranno delle caratteristiche specifiche tipiche ed esclusive per ogni razza. Anche per i personaggi dei romanzi accade la stessa cosa: un ispanico avrà abitudini, percezioni e cultura diverse da uno stesso eroe giapponese, così come gli dei venerati saranno diversi se si tratta di tribù primitive asiatiche o americane e via dicendo.

Come potete vedere dalla scheda del personaggio tipo in D&D, gli eroi hanno virtù e debolezze, ma hanno anche uno spazio di salvezza entro cui muoversi, sopravvivere o morire (a seconda del lato B del dado). In questo caso, nelle avventure di D&D l'eroe avrà dei tiri salvezza nella tempra, nella volontà, nei riflessi e, se farà un punteggio critico, subirà le conseguenze del caso e l'avventura procederà comunque, con il nuovo assetto e le nuove sfide. Molte volte gli scrittori temono di mettere in difficoltà il proprio beniamino sulla carta. 

Quando scrivevo recensioni per Critica Letteraria mi sono trovata a leggere molti libri di autori emergenti i cui personaggi erano tavole da surf, nel senso più letterale del termine. Se erano "cattivi", erano solo cattivi. Se erano buoni, erano al massimo solo vittime, ma pur sempre buoni. Se erano guerrieri, non avevano mai un dubbio o un timore. Quand'anche la trama aveva tratti avvincenti o si percepiva una qual forma di movimento e di storia alla base, questo modo di impostare il personaggio abbatteva istantaneamente ogni interesse e credibilità. Diventava scontato. Invece, secondo me, le storie più belle si realizzano anche quando nel personaggio del santo più santo e più prossimo alla beatificazione appare una macchiolina nera che ci rammenti che anche lui è umano, uno stroncio (cit. Luis Enrique) né più né meno come tutti noi. Che dire del cattivissimo capace di provare pietà? Vi ricordate Darth Vader e Luke Skywalker quando si combattono e si riconoscono come padre e figlio? In Dungeons and Dragons questo aspetto viene parzialmente superato grazie alla casualità dei tiri. Anche il paladino più figo del mondo può incappare in un critico e fallire una missione. Tutto questo genera in chi legge e in chi vive l'avventura un senso di .. pace. Non siamo gli unici a fallire nella vita. Non siamo gli unici a compiere una magia a metà. Non siamo gli unici a fare enormi meraviglie grazie alle nostre competenze e se moriamo, se ce ne andiamo, se qualcuno prende il nostro posto, la vita, l'avventura continua. Nulla è definitivo. 

Ecco, secondo me per imparare a scrivere un romanzo bisogna partire tenendo presente questi aspetti umani, letterari e strumentali. Dungeons & Dragons permette di porsi molte domande sull'arco di trasformazione del personaggio, grazie alle schede e grazie ai meccanismi insiti nel gioco. Imparare l'arte della narrativa giocando è, tra l'altro, davvero divertente. Senza contare che l'imprevedibilità del caso mette in esercizio creativo costante la mente del narratore dell'avventura. E' un mondo affascinante. I dadi da gioco di ruolo sono, in ultima battuta, strumenti capaci di evocare la magia al primo sguardo. Chissà come sarebbe un romanzo scritto mediante i tiri di un dado da 20 o di un d8!

I miei dadi per il gioco di ruolo. In sottofondo una scheda del personaggio.

39 commenti:

  1. non sono un'esperta, ma sembra un mondo affascinante

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    1. Carolina Venturini07 marzo 2012 16:43

      Lo è. Sono in contatto con questo mondo da 5 anni, anche se solo ultimamente riesco a "viverlo" di più, diciamo così, anche se solo a livello immaginativo, piuttosto che pratico. I libri di questo gioco mi fanno impazzire. Cartonati, pieni di figure: ritorno bambina.

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  2. ottima disquisizione, Carolina!
    non ho nulla da obiettare, anzi invito tutti a prender nota di questo tuo post per porsi le fatidiche (e da te richiamate) domande sui personaggi da inserire nei propri racconti... o per avvicinarsi al mondo di D&D
    un caro saluto dal bambino Fabio ;-)

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    1. Carolina Venturini08 marzo 2012 16:41

      Grazie, Fabio. Un abbraccio

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  3. Appena vista l'immagine ho pensato al 730!

    Baci

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    1. Carolina Venturini08 marzo 2012 16:40

      Anche quello è un aspetto che caratterizza i personaggi di qualsiasi romanzo... :D

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  4. Carissima, un bel trattato sulla scrittura, il tuo. E si sente quanto grande è l'entusiasmo che ti anima. Ti auguro di diventare famosa come grande scrittrice. Ma se anche tu non diventassi una scrittrice famosa, la carica che possiede dovrebbe già darti un grande appagamento.

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    1. Carolina Venturini08 marzo 2012 16:40

      A me basterebbe, per ora, non tornare a perdere l'entusiasmo nella scrittura, le idee. Camminare nel deserto della creatività è doloroso, ti senti arida, impoverita, senz'acqua nel cuore. Grazie per le tue parole di incoraggiamento e di speranza! Buona festa delle donne!

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  5. L'apprendista08 marzo 2012 07:45

    Oggi è un giorno speciale per me. Se ti va passa per il mio blog. Un abbraccio.

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    1. Carolina Venturini08 marzo 2012 09:39

      Passo subito!

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  6. Oh che dadi strani ! non li avevo mai visti :D
    Buon 8 Marzo (ora e per ogni giorno della vostra vita) :D

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    1. Carolina Venturini08 marzo 2012 16:39

      Anche io ne sono rimasta colpita quando li ho visti per la prima volta! Grazie per gli auguri, che ricambio e rivolgo a tutte le donne!

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  7. Ciao sono Catia.
    Gioco di ruolo da 12 anni, cioè dal momento in cui ho sposato Luca giocatore di ruolo da forse 20 anni. D&D è senz'altro il nostro gioco di ruolo preferito.
    Per dodici anni io ho giocato un druido, Morgana, ho parlato con gli animali, mi sono trasformata in aquila, orso e serpente. Quello dei giochi di ruolo è un mondo meraviglioso e stiamo introducendo anche la nostra bambina, Matilde, di nove anni.
    I libri game non hanno lo stesso fascino.
    TI faccio i complimenti per il tuo articolo.
    Un caro saluto

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    1. Carolina Venturini08 marzo 2012 16:38

      Ciao Catia,
      piacere di conoscerti! Io, invece, giocavo un monaco guerriero. Poi la campagna è terminata e per vari motivi non abbiamo più ripreso e, pensa!, anche io sono stata "iniziata" nel gioco dal mio compagno, che sia chiama proprio come il tuo e che è giocatore di ruolo da quand'era feto. Due nostri amici hanno avuto un bimbo: ora ha 14 mesi, circa. E già lo stanno indirizzando verso questo mondo. Credo che sia un ottimo antidoto contro l'intorpidimento della mente. E un hobby a basso costo. Tutto sommato, con un pò di carta, di fantasia e qualche dado...tiri l'alba senza nemmeno un euro speso.

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  8. wow!!!! Il gioco non so se mi potrebbe piacere perchè non amo particolarmente il fantasy, ma il ricostruire un personaggio in questo modo non è male......non so se ne sarei capace, però è interessante e stuzzicante!!!!
    Buon 8!

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    1. Carolina Venturini08 marzo 2012 16:35

      Guarda, quando mi metto a creare un personaggio con il manuale sotto mano mi spazientisco dopo poco, perché ci sono molte regole, togli punteggio, metti punteggio, se uno è un elfo parte avvantaggiato lì, se l'altro è orco parte svantaggiato là... insomma: caotico. Ma l'idea alla base mi piace molto! Perché permette una consapevolezza del personaggio più articolata rispetto un semplice "era figlio di Tizio, è diventato scudiero di Caio per poi trasformarsi nel re di Vattelapesca".

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  9. Sono completamente fuori pista, i dadi hanno il loro perchè... :) Un saluto

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    1. Carolina Venturini08 marzo 2012 16:33

      I dadi mi affascinano forse...più del gioco stesso. Li devi sentire quando ruotano all'interno della mano, il suono che fanno. Sembra che tiri la magia per davvero!

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  10. Giulio GMDB©08 marzo 2012 15:37

    Non ho mai giocato a Dungeons & Dragons anche se l'idea dei giochi di ruolo mi affascina. Però concordo pienamente con te sulla caratterizzazione dei personaggi dei libri che non devono essere troppo perfetti (nel bene e nel male) se vogliamo che siano credibili

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    1. Carolina Venturini08 marzo 2012 16:32

      A dir la verità, io non sono un'esperta in materia e ci ho giocato davvero poco, se confrontato agli anni di esperienza di alcuni miei amici e conoscenti! Però mi affascina e trovo sempre molti spunti narrativi interessanti...!

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  11. Scusami per la prolungata assenza, ma ho avuto problemi col mio gestore Adsl.
    Buon 8 marzo Carolina
    a presto

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    1. Carolina Venturini09 marzo 2012 14:24

      Non ti preoccupare! Grazie a presto!

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  12. Nel mio Vasetto c'è un pensierino per te...

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    1. Carolina Venturini09 marzo 2012 14:24

      Grazie!!!

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  13. Ma io non ho mai capito come si gioca: è tipo monopoly o Risiko, ovvero c'è un tavolo con delle persone intorno?

    Io amo igiochi di società ma non ho mai trovato nessuno che giocasse con me, non frequento purtroppo amanti del gioco, figurarsi a D&D. Però mi piacerebbe.

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    1. Carolina Venturini09 marzo 2012 14:23

      No, non assomiglia a nessuno dei due. NOn c'è un gioco in scatola da aprire sul tavolo. Sul tavolo, a parte i dadi, potrebbe anche non esserci altro che fogli strappati da un quaderno e tanta fantasia! Al massimo i libri, le guide per i giocatori e per il master che racconta la storia!
      Si crea un gruppo (anche di 4 persone), ognuno immagina un personaggio e ne definisce le caratteristiche nella scheda che vedi sopra (o affini) scaricata dal web gratuitamente oppure fotocopiata dai libri. Poi il narratore inizia a raccontare l'avventura e a turno i giocatori contribuiscono a creare la storia raccontando le loro azioni nel progredire nella ricerca o nel combattere il pericolo.

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    2. Bene, devo trovare tre tipi che abbiano volgia di giocare, di cui almeno uno abbia già giocato, fantastico :-(

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    3. Carolina Venturini09 marzo 2012 14:44

      Di dove sei?

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    4. Vivo in Brianza, ma se non trovo nelle vicinanze sarà difficile spostarmi :-(

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    5. Carolina Venturini10 marzo 2012 12:40

      Prova a fare una ricerca dei negozi di gioco di ruolo nella tua zona. Prova ad andare a dare un'occhiata in quello più vicino: di solito ci sono annunci di persone che cercano giocatori per nuovi gruppi e, in teoria, potresti trovare anche gruppi per giocare e per costruire i plastici delle ambientazioni fantasy di riferimento oppure dipingere le miniature dei tuoi personaggi. Fammi sapere!

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    6. Forse prendo due compagni di gioco a quattro zampe che adesso sono in una gabbietta e appartengono alla razza felina. SE li prendo davvero (e se me li danno) mi fanno loro il gioco di ruolo, nel senso che se mi distruggono casa assumo il ruolo del boia!

      Cma è una buona idea, magari andare in biblioteca, però la mia è poco attrezzata. A mezz'ora da dove abito ce n'è una più grossa con i giochi, c'è il circolo di dama, magari posso provare lì....

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    7. Carolina Venturini12 marzo 2012 11:42

      Due mici!!!! Che bello e come ti invidio!

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  14. Gioco che non conosco. Ma non sono particolarmente attratta da giochi di questo tipo.

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    1. Carolina Venturini10 marzo 2012 12:40

      NOn sono per tutti. All'inizio anche io non ne ero molto attratta, mi ci è voluto del tempo per capire come funziona

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  15. Conosco poco i giochi di ruolo ma il tuo post mi ha affascinata e ho letto con interesse tutti i commenti.Anche io farei personaggi con qualche macchietta: i solo buoni o i solo cattivi non sono reali.Ciao

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    1. Carolina Venturini10 marzo 2012 12:41

      Tra l'altro, non lo siamo nemmeno noi come esseri umani...

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  16. L'apprendista11 marzo 2012 19:55

    Cara Carolina, cos'è successo con il tuo post sul giorno dopo alla festa delle donne? Non si può aprire, invece nel mio blog appare come pubblicato...

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    1. Carolina Venturini12 marzo 2012 11:09

      Volevo aggiungere anche altri pensieri, per questo l'ho rimesso nelle bozze... Appena posso, lo completo e lo posto!

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  17. quanti ricordi mi legano a questo gioco, bellissime giornate e nottate trascorse con amici che ormai a distanza di anni hanno dimenticato quale magia ci possa regalare la nostra mente abbandonata alla fantasia

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