martedì 20 marzo 2012

"Risvegliare l'eroe dentro di noi" di Carol S. Pearson e il suo utilizzo nella scrittura creativa

Immagine di bambino sul prato con farfalla blu in mano.
L'innocente è il primo dei dodici archetipi proposti nel libro
 "Risvegliare l'eroe dentro di noi" di Carol S. Pearson
"Risvegliare l'eroe dentro di noi" di Carol S. Pearson è la mia attuale guida per la comprensione dell'evoluzione interiore del personaggio. Il viaggio dell'eroe proposto da Christopher Vogler e lo studio degli archetipi delle dee femminili suggeriti da "Le dee dentro la donna" di Jean S. Bolen sono ulteriori elementi utili alla scrittura creativa. Se il saggio dello story analyst disneyano affronta le tappe della storia, Pearson traccia una via evolutiva della persona, individuando dodici fasi di sviluppo che si possono intersecare facilmente con la drammaturgia di un romanzo, racconto, favola. Avremo quindi un movimento attivo che porta il protagonista da Innocente a Guerriero a Distruttore a Sovrano a Mago a Folle, per poi chiudere nuovamente il cerchio raggiungendo un nuovo stadio di innocenza, preludio di nuovi viaggi alla scoperta di sé stessi. Vediamo cosa significa.


"Risvegliare l'eroe dentro di noi" è, innanzi tutto, un libro dedicato alla riflessione personale con lo scopo di infondere consapevolezza nel lettore e suggerire cambiamenti negli approcci alla vita. Ognuno di noi può essere eroico tanto quanto lo sono  regine e condottieri che popolano i nostri racconti. Carol S. Pearson propone la ricerca eroica come modello per imparare a vivere. E' possibile utilizzare questo manuale per scopi inerenti la scrittura creativa. Una storia, infatti, non è solo una concatenazione di eventi esterni basati sulla causa-effetto. I romanzi migliori sono quelli che parlano dell'anima. Il viaggio dell'eroe, secondo l'autore, è caratterizzato da tre fasi: la preparazione, il viaggio vero e proprio e i ritorno. L'impostazione è molto simile a quanto proposto da Campbell nel suo "L'Eroe dai mille volti". I dodici archetipi riflettono un percorso che inizia dalle paure insite in ognuno di essi, dal modo in cui il problema viene affrontato (o il drago ucciso) e dal tipo di risposta che viene data al proprio compito individuale per raggiungere il traguardo evolutivo anche grazie ai propri doni interiori e alle proprie virtù. Questi passaggi hanno lo scopo di rendere più autentica la persona e la vita dell'individuo e possono essere utili tanto nella vita reale quanto nell'economia di un romanzo. 

Vediamo più da vicino quali sono queste fasi e gli archetipi correlati.

I° Fase - Preparazione al viaggio

Innocente - E' il bambino incastonato in ognuno di noi. E' l'anima piena di fiducia verso il mondo, l'atteggiamento di completa speranza, entusiasmo; è quell'input che ci spinge a continuare a credere che le cose andranno sempre nel migliore dei modi possibili. La sua paura più grande è l'abbandono e la presenza di un problema viene affrontata attraverso la negazione; restare al sicuro è il suo traguardo. Il lato Ombra sarà il tunnel per l'evoluzione. L'innocente non vuole accettare di aver mal riposto la sua fiducia in persone che non la meritavano; l'assolutismo di cui è preda non ammette imperfezioni in sé stesso e ciò lo porta a provare vergogna o colpa e a chiudersi nel diniego. Il cambiamento può avvenire attraverso il perdono. La fiducia muterà divenendo fiducia arricchita dall'esperienza.

Orfano - E' il bambino a cui è venuto a mancare il sostegno e il nutrimento dei genitori quando era troppo piccolo per poter badare a sé stesso. E' quella parte interiore che si sente tradita, delusa, abbandonata; è il comportamento cinico di chiusura e giudizio tagliente; è colui che nemmeno ci prova, ultra pessimista ed è quel ripetersi di situazioni identiche a sé stesse che confermano l'indifferenza umana. La sua paura più grande è di essere debole, il suo traguardo la vittoria. I problemi li affronta subendo e soffrendo, ma in seguito analizzerà il dolore provato imparando a riconoscere in anticipo le situazioni che potrebbero nuovamente ferirlo. La sua funzione è la protezione intima e il suo scopo evolutivo è l'unione con gli altri.

Guerriero - E' la voce che ci chiama all'avventura, che ci spinge ad essere coraggiosi e che ci aiuta a fissare delle mete e a raggiungerle, forti nella propria integrità. Essere guerrieri significa rivendicare il proprio posto nel mondo e fare il possibile per renderlo un luogo migliore grazie ad un'assunzione di responsabilità attiva e reale. Il guerriero interno ci aiuta a proteggere i nostri confini, a dire "NO!" davanti alle invasioni di campo e alle manipolazioni più subdole, a combattere quando ne vale la pena consapevole che anche la guerra serve. Questo archetipo ha una funzione importante, tanto a livello personale, quanto a livello narrativo, quanto in chiave sociale. Il drago che gli si staglia davanti viene  ucciso. La disciplina è uno dei suoi doni, mentre la sua Ombra è rappresentata dalla corruzione dei principi per competere e vincere con scopi egoistici. Rimanere costantemente all'erta è un altro dei limiti che è chiamato a superare.

Angelo Custode - E' l'adulto che si prende cura degli altri, il genitore attento e pieno d'amore. Se ha un Guerriero interiore sviluppato è in grado di porre limiti e difendere i confini. La sua paura più grande è quella di essere egoista e uno dei rischi più forti è rappresentato dalla manipolazione degli altri sfruttando il tanto che si è scelto di fare come leva per imporre comportamenti o adesioni. L'angelo custode si prende cura del drago oppure di coloro che sono feriti da lui. La sua sfida è rappresentata da un'autentico aiutare gli altri senza comportamenti ricattatori o fagocitanti.

II° Fase - Il viaggio

Cercatore - E' l'adulto scontento, prigioniero in una vita che non gli appartiene, che ha perso il senso e il significato, che è composta da dettagli scelti per inerzia o per dovere, ma lontani mille miglia dalle proprie vere aspirazioni. E' quel sentimento di vuoto dentro, che ci fa dire che ci manca qualcosa di importante ma privo di forma. Il cercatore vuole un futuro migliore e la risposta alla chiamata è l'inizio del viaggio. Teme il conformismo e sa che la sua più grande battaglia sarà con sé stesso e con la ricerca di una vita più autentica, che gli appartiene veramente. I suoi doni interiori sono l'indipendenza e l'ambizione; i suoi limiti il perfezionismo estremo che gli impedisce di iniziare alcun ché per timore di non essere abbastanza.

Distruttore - L'iniziazione inizia qui e avviene attraverso la morte, sia essa fisica (di persone care), morale (di principi) oppure esistenziale. Qualcosa di importante è morto, la vita è completamente priva di senso e non vi è nulla capace di infondere speranza perché c'è tabula rasa intorno, manca il senso, manca tutto. La negazione della realtà porta porte al drago, che annienta il distruttore. Ogni negazione porta con sé ancora più morte. Il distruttore include tutti i comportamenti autodistruttivi e anestetizzanti per non vedere, non sentire, non agire, non soffrire. E' un momento tragico sorretto dalla sfida più importante: agire senza distruggersi, costruire, comprendere profondamente la sofferenza. Il distruttore ha dalla sua l'umiltà per imparare e rispondere alle domande importanti.

Amante - Carl Pearson scrive "Senza amore, lo Spirito non si impegna alla vita". E' proprio così. Le difficoltà relazionali, di attaccamento alle persone, le difficoltà sessuali, l'impossibilità di stringere legami affettivi per malattia fisica (autismo) o per malattia mentale (narcisismo) sono aspetti che deve affrontare l'adulto amante. Dire "amante" può far venire in mente immagini pregne di passione, e così dovrebbe essere, ma l'universo non ha un solo volto e così anche l'amante non è solo l'amazzone o la Venere. "Senza Eros possiamo essere nati, ma non essere vivi", dice ancora Pearson e, ritengo, in queste poche frasi è racchiuso tutto il significato di questa importante fase di sviluppo umano.

Creatore - E' quel momento in cui ci sentiamo collegati intensamente e spiritualmente con l'energia nell'universo, quell'energia che ci spinge a scoprire, vivere e creare la nostra vera strada. Il traguardo del cercatore è insito nella creazione e la paura più grande è la mancanza di autenticità, l'incapacità immaginativa, il fallimento. Davanti a un problema, la risposta è l'accettazione e la volontà di procedere nella realizzazione di un'altra realtà più soddisfacente e vicina. 

III° Fase - Il ritorno

Sovrano - E' l'adulto che si assume la completa responsabilità della sua vita. Ha intrapreso un viaggio perché le sue terre interiori erano lande desolate, malate e denutrite. Ha combattuto, è stato ferito, ha perso la strada, ha trovato nuove vie e nuovi alleati ed è riuscito a trovare il tesoro e a tornare a casa, portando questa scoperta come nuova linfa nelle campagne e nuovo ardore nel cuore. E' simbolo di maturità e di completezza alchemica, di armonia che, però, non è esente da doveri e da una realistica concezione della vita che non può più permettersi illusioni o sottovalutazioni delle minacce. Avere a che fare con il potere e la saggezza non è cosa da poco, il rischio in agguato è sempre lo stesso: l'eccesso di controllo, la malvagità nell'azione.

Mago - E' la funzione guaritrice del Sovrano ferito attraverso la calma, la trasformazione naturale generata dalle doti personale. Il mago è quella parte che ha contatto con altri mondi, come l'immaginazione, lo studio di realtà "altre" e diverse dalle proprie. La fede religiosa è un'altro strumento di collegamento fra la propria realtà terrena e gli altri universi e stati alterati. Il mago si manifesta attraverso sogni e premonizioni; la capacità di discernimento unita al contatto profondo con questo altro genere di realtà permette una conoscenza e un vissuto intenso del mondo.  Ma come esiste la magia bianca, esiste anche quella nera. Anche in questo caso rappresentata da tutti quei comportamenti che danneggiano la nostra vita, come l'eccessiva pretesa di dominare.

Saggio - Questa fase del viaggio ha come punto centrale la verità, la scoperta di ciò che è vero, la comprensione profonda di ciò che ci circonda. Il rischio più grande è l'isolamento, lo scetticismo, il confronto con la soggettività della verità. Il suo viaggio interiore ha a che fare con l'esperienza delle verità umane, piuttosto che con l'unica verità (la sua). Il dubbio e la confusione saranno i suoi stimoli per continuare la ricerca.

Folle - E' la gioia di vivere. E' quella parte di noi che conosce la spensieratezza, il gioco, la fisicità. E' irriverente, come i giullari di corte. E' la curiosità che ci spinge ad esplorare il mondo, è un tempo di felicità e di permesso. Il folle è quella parte di noi che ci permette di vivere anche il lavoro e gli obblighi matrimoniali con vivacità e spinta propulsiva ricca di vita; quel moto interiore che quando ci attraversa ci permette di godere veramente di ciò che abbiamo. E' quel momento in cui ci sentiamo vitali, energici e forti; è l'antibiotico contro l'assurdità e la crudeltà del mondo. La consapevolezza dei giochi che giochiamo, inoltre, può portarci a livelli di consapevolezza molto più alti. Ciò significa che sappiamo esattamente cosa facciamo, perché, a chi e con che finalità. Quando non permettiamo a quest'energia di manifestarsi, si rintana nel profondo e inizia a marcire nell'irresponsabilità, nei peccati capitali, nelle dipendenze come l'alcolismo, la droga oppure il gioco d'azzardo. La meta del folle è di diventare un folle saggio.

Come potete vedere questi dodici archetipi presentati nel saggio "Risvegliare l'eroe dentro di noi" di Carol S. Pearson possono essere utili tanto per un percorso di auto-aiuto quanto nella scrittura creativa. Questa consapevolezza può aiutarci tanto a vivere vite migliori, quanto a creare personaggi più succosi e più reali nei loro viaggi. Il viaggio dell'eroe è, infine, un'ottima guida per imparare ad impostare l'evoluzione della vicenda sorretti e guidati dalle meccaniche della psiche.



4 commenti:

  1. Veronica Mondelli20 marzo 2012 12:53

    Sembra molto articolato! Certo, partendo da una base psicologica, si può dare una vita verosimile al proprio personaggio. La cosa che non ho capito è: un personaggio affronta le tre fasi evolvendo? Se un personaggio è di base Innocente, poi affronta la seconda parte del viaggio, ad esempio, da Cercatore e la terza da Sovrano? E poi, secondo questo schema, un personaggio può essere più cose assieme (esempio: sia Sovrano che Folle)? Potresti spiegarmi? Grazie :)).

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    1. Carolina Venturini20 marzo 2012 13:03

      No :-) Un personaggio, per evolvere, le deve affrontare tutte. Sono tutte tappe importanti per la crescita e sono tutte sfide personali che hanno un corrispettivo anche nella vita relazionale e nelle scelte che compie. Il movimento è a spirale, ma l'evoluzione abbraccia tutti e 12 i passi.

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    2. Veronica Mondelli20 marzo 2012 13:14

      Ah! Ho capito! Così è bellissimo, allora. Il personaggio non rischia di essere piatto e, credo, potrebbe anche dare vita a colpi di scena (interiori) piuttosto interessanti. Ma l'autore può decidere se far emergere una parte e lasciarne un'altra a livello più inconscio?

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    3. Carolina Venturini20 marzo 2012 13:45

      In linea teorica, si potrebbe anche. Questo è un libro, non è un diktat. Credo sia potenzialmente negativo lasciar da parte un archetipo, perché tutti compongono - insieme - il personaggio rinato e cambiato. Se ne manca uno o se non viene affrontato, il viaggio non si può dire concluso. Come potrebbe, per esempio, un innocente diventare un guerriero se non passa attraverso il riconoscimento dell'orfano? Come potrebbe una donna diventare la sovrana della sua vita se lascia latitante la sua parte amante? Com'è possibile diventare saggio se non si ha vissuto un momento distruttore?

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