venerdì 27 aprile 2012

Aspettando LibrInnovando. Ebook e e-reader, secondo me

Spot LibrInnovando
A un passo da LibrInnovando, mi pare logico raccontare la mia esperienza con l'editoria digitale, in particolare con gli ebook, l'e-reader e l'on demand. Ho un e-reader da un paio d'anni e solo ultimamente mi sono decisa a utilizzarlo. Regalo ricevuto per la prima laurea, l'ho tenuto a debita distanza per molti mesi. Il minimo sindacale per abituarmi al fiume della rivoluzione digitale. Sono follemente innamorata dei libri cartacei: il mio incontro con i pdf e gli epub non è stato dei migliori. Diffidenza, in primo luogo. A un anno di distanza, qualcosa è cambiato.


Gli ebook sono parte della mia vita, in particolare occupano le ore in cui sono in viaggio, quando, cioè, il peso fisico del libro cartaceo in borsa e in mano diventa facilmente superabile dall'e-reader. Leggere i romanzi in formato epub o pdf è rilassante. Potendo aumentare la grandezza del carattere, stanco di meno la vista. Irritante, invece, leggere saggi o documenti con note a piè di pagina perché, proprio a causa dell'aumento del carattere, la suddivisione del testo perde la sua forma originale, spostando le note e i contenuti in modo tale da impedire completamente un agevole lettura di ambo gli scritti. Certo, nessuno è obbligato ad aumentare la grandezza di quanto legge, ma in alcuni casi è proprio inevitabile. 

Per quanto sia possibile prendere appunti e includere segnalibri nel testo, per quanto sia possibile ordinare alfabeticamente i titoli e gli autori, un ebook non garantisce, a mio avviso, la stessa immediatezza del libro. Un numero di pagina non ha lo stesso effetto del tenere in mano un testo, richiamare alla memoria la parte importante che si vuole rileggere, sfogliare le pagine e trovare la citazione specifica seguendo l'istinto. Ci sono piaceri che il libro digitale non può generare. Come il profumo della carta nuova o antica, l'esperienza al tatto, la presenza fisica rassicurante sul comodino. Non puoi scorrere con un dito le copertine cartonate. Per il momento, almeno. Non "vedi" i libri, come accade entrando in una biblioteca oppure osservando la propria libreria, gli scaffali o le mensole. Al massimo, con uno schermo touch screen puoi scorrere i titoli. Girare le pagine e cliccare un bottone oppure premere un dito su uno schermo non sono la stessa cosa. Ma non è equiparabile nemmeno l'esperienza di avere con sé una biblioteca faraonica in uno spazio di  qualche GB per 7'' o 10''. Sono possessiva e territoriale. L'idea di avere tutto il mio patrimonio letterario in borsetta ogni giorno della mia vita mi esalta. Mi tranquillizza. Mi fa sentire in pace con il mondo. Non esiste che io stia senza i miei libri, cartacei e digitali non ha alcuna importanza. Loro stanno con me. Nessuno me li può togliere e nessuno se ne può appropriare indebitamente (ovvio il possesso di diversi hard disk). 

In LibrInnovando si parlerà di quello che vogliono i lettori e allora, nel mio piccolo, vi dico cosa vorrei io. Storie succose, fuori dai canoni, con delle idee innovative, con personaggi meno scontati. Vorrei romanzi capaci di includere scienze ed esperienze umane, capaci di farmi avvampare il cuore anche se si tratta di shopping o di un incontro con il vampiro. Vorrei ebook più curati. Vorrei delle storie vere. Vorrei esperti nelle creazione delle storie. Vorrei che non si lesinasse sulla qualità e sulla professionalità di chi lavora, abbattendo il mito della speculazione e dello sfruttamento, iniziando a dare valore alle persone che lavorano per creare un libro, dall'ultimo al primo, dallo scrittore all'editore. Vorrei che domani si parlasse anche dello stato attuale dell'offerta di lavoro nelle case editrici, non solo di come si stanno adeguando, più o meno, alla creazione di ebook e vorrei dei prezzi più alla portata di tutti e meno speculazione sui guadagni degli scrittori, meno inganni sulle percentuali, meno truffe reiterate su piccole cifre, troppo piccole per ipotizzare cause giudiziarie ma che nella loro miseria garantiscono un gruzzolo in costante aumento a chi perpetua queste illegalità. Vorrei che gli impuniti fossero puniti e vorrei che la scuola si dotasse di queste occasioni per rivoluzionare l'insegnamento e l'approccio alla lettura.

Infine, gli ebook hanno limitato il mio acquisto di libri cartacei? No. Quello che limita il mio spendere in libreria si può riassumere in: cataloghi noiosi, proposte scontate, copia-incolla di storie già viste, identiche negli sviluppi, superficiali negli approfondimenti. E' raro che io acquisti libri, benché sia ghiotta di carta. Preferisco affidarmi alle bancarelle dei libri usati, ai mercatini in strada, agli amici e alle biblioteche. Ebook e libri cartacei si completano a vicenda e ampliano gli orizzonti culturali di tutti noi. Sono occasioni, per quanto a volte si abbia la sensazione di avere a che fare con l'effimero, proprio perché i libri digitali non sono in 3D. 

E voi ci sarete domani a LibrInnovando? che rapporto avere con gli ebook e gli e-reader?

2 commenti:

  1. EserciziDiLettura28 aprile 2012 12:18

    A Libriinnovando non ci sarò. E mi dispiace.
    Per quanto riguarda gli e-book e gli e-reader in genere, condivido pienamente la tua opinione.
    Come al solito hai fatto un'analisi acuta e profonda del tema.

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    Risposte
    1. Carolina Venturini28 aprile 2012 17:40

      se vuoi seguire l'evento, basta che su Twitter digiti #librinnovando e trovi tutti i contenuti e gli interventi. Poi scriverò un articolo nei prossimi giorni.

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