giovedì 12 aprile 2012

Fra musica e avventura. Una storia di calcio narrata dai bardi allo stadio



Questo è un post diverso dal solito. Prima di leggerlo, evocate l'inno della Champions League. Alzate il volume e fatevi trasportare dal lirismo. Chiudete gli occhi. Sentite vibrare l'emozione. La poesia. Sentitela scorrere come i brividi che, partendo dalle gambe fino alle orecchie, esplodono nel cervello e nel cuore, scoppiando all'unisono con il coro che canta "The champions!". Fra musica e avventura. L'anno 2011-2012 è stato, per me, una storia di calcio narrata dai bardi allo stadio. 


Prima, era solo calcio. Undici che correvano dietro a una palla, pagati l'inverosimile, grassi di privilegi. Poi, è diventato una storia narrata settimana dopo settimana, mercoledì dopo sabato dopo domenica, posticipo dopo anticipo, nazionale dopo internazionale, rigore dato dopo rigore negato, goal azzeccato dopo goal mancato. Una storia di avventura e magia iniziata nel più tradizionale dei modi. Un "C'era una volta" speciale. Dice più o meno così: "Roma, Roma, Roma...."



e continua con "E' un gran clamore..."



per poi sfidare le stelle, chiedendo "Chi è che ha vinto tutto quello che c'era da vincere?"



Non ho mai seguito tanto calcio come in questo anno. Effetto A.S. Roma, suppongo. Ma non solo. Anche effetto HD e digitale terrestre. Ma non solo. Anche percezione narrativa degli eventi. La storia dell'A.S. Roma di quest'anno è un'avventura che vale la pena narrare, perché racchiude archetipi e mitologia tipica delle grandi storie di coraggio e di cadute.

La situazione è grave. Il mondo che rischia di cadere a pezzi per sempre. Non ci sono nemici esterni che minacciano i confini. E' la guerra civile interna che strangola ogni futuro. L'ipotesi di perdersi nell'oblio del fallimento economico e della mala gestione è sempre più concreta. La speranza ha contorni flebili quando, all'improvviso, degli Stranieri, un gruppetto di manigoldi del West e cavalieri in sella ai loro possenti cavalli chiamati Progetto, Web e Denaro, sbarcano sul suolo capitolino gettando sul tavolo un poker di assi. Nella taverna segreta, al cospetto di pochi ma buoni, la stretta di mano suggella il patto.

C'è un nuovo sceriffo in città.



Volo di linea dopo volo di linea, ecco arrivare i rinforzi. Dall'Argentina alla Spagna, dalla giovanile capitolina alle Compagnie dell'Anello in Europa, appaiono i Guerrieri. Giovani tenaci, capaci di seminare il panico sul campo... quando sono in vena. La battaglia che li attende è colma di mine anti uomo. Si lotta per la salvezza, per la gloria, per l'onore, per il Sacro Graal. Sì, proprio per quello. Gli Stargate sul loro cammino si contano sulle dita di una mano e, fino ad oggi, non sono ancora riusciti a passarci in mezzo, a raggiungere il suolo che sono destinati a calpestare.



Ma non demordono. Le delusioni sono il piatto quotidiano che i cavalieri erranti assumono, insieme a una "olla de agua", come direbbe il caro loro antenato della Mancha. Questi Don Chisciotte moderni, catapultati in una realtà più grande di loro, inciampano, si piegano, piangono, imprecano, supplicano, pregano e combattono. Con le vesti sporche di terra e di sangue. Toccano il suolo sacro e lo ringraziano, lo invocano. Continuano, sì. Continuano a lottare, protetti da un padre buono, un mentore, un visionario, uno che ha percorso la strada e ne porta le cicatrici dentro le iridi degli occhi. Sudati, feriti nell'orgoglio, mutilati nella presunzione, con i capelli sfatti che avrebbero fatto inorridire anche la forbice d'oro di Beppino Nobile, continuano.

Mitologia agonistica, ricerca della perfezione, scuola di vita che insegna il valore del gruppo, dell'inseme, della lotta. Tenacia e caparbietà risuonano nei miagolii dei muscoli tesi per lo sforzo. Parole nuove circolano nelle bocche della gente. Il popolo romano ascolta qualcuno proclamare il valore della responsabilità, dell'impegno, dello studio, dell'applicazione costante e ne è tramortito, perché impreparato, ancora sotto l'effetto della droga seminata nei tempi passati, per intontire le volontà. Non è erba quella consumata fino ad oggi. E' immaturità. Il popolo si ribella, urla, alza il pugno e strepita, intimorito dal cambiamento, troppo frettoloso, desideroso solo di confermare una teorie pessimistica, incapace di stare nel flusso degli eventi con la calma necessaria per non affondare nella propria rabbia.
I nostri Guerrieri vanno a scuola di umiltà e di volontà. Forgiano il carattere fra l'incudine delle sconfitte e il martello dei propri errori come singoli e come gruppo e, d'un tratto, si scoprono amati e umani nonostante tutte le mancanze o le carenze. Quanti di noi si possono permettere questo privilegio? Quanti di noi sanno come ci si sente quando si è amati nonostante tutte le nostre imperfezioni?

Come odierni Dante, però, prima di raggiungere il Paradiso, devono passare in mezzo al muro di fuoco, le cui fascine, irrorate di benzina e pece, sono composte da tutte le volte in cui dovevano dare il massimo e hanno dato il minimo, da tutte le volte in cui erano obbligati a fare di più e hanno fatto il meno del meno, da tutte le volte in cui volevano dare gioia e hanno dato dolore. Quale percorso di vita migliore si poteva prospettare per questi baldi giovani? Quale miglior iniziazione, quale metodo migliore, quale battaglia necessaria poteva essere più idonea di un siffatto slalom tra le fragilità e le giustificazioni pretestuose, fra le motivazioni e la propria rappresentazione mentale di sé stessi?

Poi la vittoria giunse. Non era la guerra, ma solo una schermaglia. Ma la vittoria li raggiunse di nuovo.



Nel mentre, dalla Terra Madre le prime pergamene siglate con il sigillo imperiale giungono al cospetto del boss silenzioso ma attento. Walt Disney è il primo alleato. Si è già oltre. Molto oltre. Senza dimenticare l'ultima tappa da raggiungere, costi quel che costi.


Lodo della Champions League

2 commenti:

  1. Com'è che sei riuscita a farmi leggere di qualcosa riferito al calcio??!! Quale incantesimo narrativo hai usato?
    Vada anche per l'inno, i filmati no, quelli non li ho guardati, sarebbe veramente troppo!!!
    ...è che soffro di una terribile allergia al calcio...

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    1. Carolina Venturini13 aprile 2012 17:19

      :-) Mi fa piacere :-)Grazie per "lo sforzo" che hai fatto...spero non sia stato troppo "pesante" da sostenere. :-)

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