lunedì 16 aprile 2012

Gmail, Google Plus e Twitter: novità e scoperte

Logo di Google Plus (G+)
Gmail, Google Plus e Twitter sono i miei "mai più senza". Certo, Enzo e Carla ne sarebbero inorriditi ma, ahimè, tra moda e social la mia scelta è sempre la seconda (fino ad ora). Gmail è la mia inseparabile compagna da anni; Google Plus è un "risolvi vita" impareggiabile e Twitter è l'assurdità di un "uaoooo" insperato. In quest'ultimo periodo, Google ha innovato le sue interfacce e i suoi servizi, andando incontro a molte esigenze dei lavoratori. In particolare, a mio modesto modo di vedere, a tutti quelli che in ufficio non possono utilizzare i social network (e l'Italia, in questo, è un'apripista). Non solo, la gestione separata e integrata di più indirizzi e-mail in Google permette una fluidità mai sperimentata prima del flusso comunicativo giornaliero su più fronti. La "decriptazione" di come si usa Twitter e di "a che cosa serve Twitter" (cosa su cui stavo ancora lavorando, nonostante la tesi sui social media) mi sta permettendo di apprezzare di più lo strumento, di ampliare i miei contatti, di implementare i miei impegni e, cosa non da poco, di aumentare l'accesso dei visitatori in questo blog. 


Logo di Gmail
Andiamo per ordine. Mi sono resa conto di avere un urgente bisogno di un indirizzo e-mail  professionale e, quindi, Gmail è venuto in mio soccorso. Ora mi trovo ad avere tre account in Google. Pensavo di dover rinunciare a qualcuno e invece, con mia grande sorpresa, ho capito che posso gestirli tutti e tre contemporaneamente, facendo confluire in uno le mail in arrivo degli altri account (il mio telefono è piuttosto "antico" quindi non ho accesso alle nuove funzioni delle più recenti app); allo stesso tempo posso entrare in ogni singolo account nello stesso momento, quando navigo in internet da computer, aprendo tre schede diverse in Chrome (ognuna delle quali con la schermata della posta specifica per account). 

Come fare per impostare questa novità? E' molto semplice. Per far confluire le e-mail di Gmail in un unico account è sufficiente entrare nella propria pagina, cliccare su "Impostazioni" (in alto a destra, icona di ingranaggio), "Account e Importazione" e inserire le nuove prerogative. Per quanto riguarda la gestione contemporanea ma individuale degli account, la questione si fa ancora più semplice. Basta semplicemente entrare nella vostra casella di posta, cliccare sul vostro nome e selezionare "Accedi con un altro account". Niente di più semplice. L'altro account rimane in memoria e per attivare la gestione interdipendente dovrete solo tornare sul vostro nome e cliccare sull'indirizzo mail che compare sotto la schermata di presentazione. Vi comparirà la vostra nuova casella di posta in una nuova scheda. Il gioco è fatto. Questa innovazione semplifica la vita. Non dovrete più entrare e uscire dai vari account, non dovrete più memorizzare mille password diverse e non dovrete più fare solo una cosa alla volta. Potrete diventare multitasking, agevolando e sveltendo il lavoro d'ufficio. Se tutto questo è disponibile anche su smartphone di ultima generazione, non lo so. Il tutto, comunque, è gratis. Con uno spazio di memoria davvero significativo, con un nuovo layout (snello, pulito e ordinato), con la possibilità di creare gruppi o impostare la rubrica anche importando contatti presenti in altri account con al massimo tre clic. Inoltre, Gmail è collegato con Google Plus, il cosiddetto "social network" di Google, il quel è collegato con Picasa e con Blogger, oltre a tutti gli altri canali Google.

Google Plus è la risoluzione del problema: come collegarsi a un social network in ufficio senza Iphone e simili, senza incorrere in drammi o negazioni di qualsiasi sorta. Premettendo che questi divieti mi paiono, in generale, inutili, Google Plus, essendo collegato al proprio indirizzo mail, notifica comunicazioni (i "+1" e le aggiunte) attraverso l'icona all'interno della casella di posta e permette di rispondere alle comunicazioni senza mai uscire dal proprio account. Essendo collegato alla mail, è con te sempre, ovunque. Per gli amanti del social, quindi, è una grande opportunità e la possibilità di scegliere chi legge i propri aggiornamenti permette una miglior tutela dei propri contenuti e della propria intimità, diciamo così. Per quanto riguarda il "come" comunicare o il "cosa" sto ancora facendo pratica diretta e, per ora, mi affido alla strategia sfruttata con Twitter: osservare, porsi domande, guardare come gli altri agiscono e, in ultimo, provare. 

Logo di Twitter
Twitter è stata una di quelle esperienze che si può catalogare così: cose che non ti aspetti. Dopo molti mesi in cui mi è servito solo come rassegna stampa dei grandi giornali internazionali, sono riuscita a capire qualche lembo del meccanismo alla base. Ho selezionato gli argomenti che più mi interessano e ho iniziato a seguire i magazine, le aziende, le persone che trattano proprio questi temi, entrando in contatto con loro, parlando, lasciando un commento, entrando nella marea di hashtag che popolano il social. In qualche modo, sono riuscita a creare dei flussi comunicativi attraverso retweet, risposte, preferiti. Modificando le impostazioni che proteggevano il mio account, ho scoperto che renderlo pubblico mi permette di aumentare il numero di follower, di essere raggiunta da un numero maggiore di discussioni e di aumentare anche il numero di accessi in questo blog partendo dai miei tweet o dai RT altrui. Nelle prossime settimane parteciperò a due eventi conosciuti su Twitter, LibrInnovando (Roma) e il seminario sulle strategie di marketing per le PMI (Udine), con lo scopo di incontrare le persone e tessere delle relazioni, nonché imparare, passando dall'online all'offline. Anche in questo caso: bisogna investire. Con queste iniziative ho triplicato il numero di persone che entrano nel blog attraverso Twitter, sia attraverso i miei link diretti, sia attraverso RT. Che dire? Continuerò su questa strada. 

17 messages:

  1. Articolo molto interesante!

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    1. Carolina Venturini16 aprile 2012 19:05

      Grazie, piacere di ritrovarti fra le mie pagine.

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  2. Veronica Mondelli16 aprile 2012 16:17

    Anche io dentro il mio Gmail ho vari indirizzi... e nella loro giungla mi aiuto con il colorato sistema delle etichette, che mi hanno risolto la vita ;). Tra l'altro è possibile fare l'accesso contemporaneo a più account Gmail. Tutto questo poi ti facilita enormemente la vita sui supporti mobili *_*.
    Speriamo che ora, bypassando le restrizioni grazie a Gmail-Google+, tutti migrino da Facebook a Google...
    Twitter è molto "tecnico" e complesso, ma una volta compreso il sistema degli hashtag... ti si apre un mondo!!

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    1. Carolina Venturini16 aprile 2012 19:08

      Condivido la tua riflessione. :-)

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  3. Ecco, molto istruttivo. La gestione di Gmail la conoscevo , ma onestamente su Twitter ho ancora molto molto da imparare!!!

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    1. Carolina Venturini17 aprile 2012 08:54

      Siamo in tanti, credo :-)

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  4. un vecchietto come me ha bisogno di dritte e, come sempre, qui trovo tutte le indicazione che necessitano
    grazie per questo post

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    1. Carolina Venturini17 aprile 2012 08:54

      Faccio quello che posso. Grazie per le foto e per il commento.

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  5. Su Gmail sono d'accordissimo, su Twitter ci sto dal 2007 (QUI ho scritto anche qualche suggerimento sull'utilizzo) mentre Google+ non mi piace. E' una brutta copia di FB (che già non brilla per figaggine) come Buzz lo era di Twitter. Google dovrebbe rassegnarsi che sa fare bene tante cose ma non i social network ;-)

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    1. Carolina Venturini17 aprile 2012 08:55

      Non condivido il tuo pensiero su G+. Sono due strumenti diversi.

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  6. Ottimo articolo, hai ben centrato le qualità dei vari "prodotti". Di certo Google+ si sta evolvendo in fretta e mi auguro che in futuro venga anche usato maggiormente. Invece nel mondo di Twitter non mi sono ancora lanciata... spero che scriverai ancora su questo argomento :)

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    1. Carolina Venturini17 aprile 2012 18:35

      Sono molto contenta di questa evoluzione e spero che possa ancora migliorare. Soprattutto, nutro molte speranze per Blogger perché, secondo me, avrebbe proprio bisogno di una revisione con "mano pesante".

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  7. Finalmente qualcuno che si informa e capisce, invece di rimanere fossilizzato sul tanto ho Facebook, cosa me ne faccio di Twitter e G+?!!
    Non ho ancora sperimentato l'opzione per accedere con più account Gmail, ma credo che lo farò presto, perchè ho un secondo account che è quello serio e ufficiale, dove ho reindirizzato la posta di tutte quelle caselle di posta sparse per i vari provider che sono molto più lenti da aprire (hotmail, alice, l'università ecc.).
    Twitter, lo utilizzo in modo assolutamente informale, scrivendo le mie cavolate, ma trovo sia un ottimo strumento di business!

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    1. Carolina Venturini17 aprile 2012 18:31

      Per quanto mi riguarda (e come ho già scritto in un altro post) Facebook non mi esalta. Anzi. Lo sto abbandonando progressivamente. Twitter è interessante, complicate da capire in profondità, ma appassionante. Non credevo me ne sarei innamorata. Invece sta accadendo. Sai perché? perché trovo persone che parlano di qualcosa. Su Facebook è ben raro trovare qualcuno che dica qualcosa veramente... a parte "sono stato lì", "ho mangiato là"...

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    2. Concordo. I miei amici quando hanno saputo che ho un profilo su Twitter, mi hanno detto cose del tipo non mi sembra una cosa utile e poi non mi va di far sapere alla gente cosa sto facendo in quel momento, dove vado ecc.. Come al solito si sono basati sul sentito dire e non si sono informati. Twitter non è uno squallido modo per far sapere al mondo quello che stai facendo, è molto di più.

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    3. Carolina Venturini17 aprile 2012 21:55

      Esattamente come Google Plus non è la brutta copia di Facebook. Sono diversi, hanno scopi, funzionalità diverse. Molti pregiudizi limitano l'esperienza e la conoscenza del nuovo. Infondo, è anche comprensibile. Il mondo del web è talmente vasto che intimorisce. Io stessa ho il mio circuito "da maneggio" che seguo regolarmente e che "supero", talvolta, con fatica.. proprio perché certe abitudini rassicurano. Twitter è molto particolare. Giornalistico, ma non solo. Informativo, direi. Ad ampio spettro. E permette di conoscere persone e mondi, creatività e innovazioni altrimenti non raggiungibili.

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    4. Concordo pienamente.

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