lunedì 2 aprile 2012

L'amicizia su Facebook e i contatti sugli altri social network

Logo di Facebook
Amicizia. La fortuna di Facebook si chiama così. Quelli che possono essere normali contatti, collegamenti, followers sugli altri social network, nella creazione di Zuckerberg, il cui valore oggi si aggira intorno ai 103 milioni di dollari, sono "amici". Quale migliore occasione di business se non quella nata dall'affetto e dal bisogno? Quale miglior occasione di libero accesso a tutti i dati visibili e invisibili che produciamo? Quale miglior libertà, grazie ai permessi accettati dagli utenti per poter utilizzare un giochino? Quale miglior occasione per fare soldi, se non il senso di colpa per un compleanno dimenticato? Avere tanti amici su Facebook è stato per molto tempo un vanto, qualcosa di cui andare fieri, qualcosa che definiva il proprio essere nel mondo, un peso consistente nella bilancia del potere. Sfidata "la regola dei 150", ci si è trovati tutti sommersi da una melma di contatti importanti, obbligatori e ininfluenti. Nella maggior parte dei casi, questa ciurma di nomi non è altro che cacofonia capace di confondere i piani di realtà.


I social network altro non sono che reti sociali, ovvero, come cita Wikipedia, «qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari». La "regola dei 150" si può anche chiamare "numero di Dunbar" ed è il limite massimo di persone con cui un individuo può intrattenere rapporti sociali. Questo numero è fissato a centocinquanta e si basa su approfonditi studi sociologici e antropologici. Il mio personale Numero di Dunbar è molto inferiore, se lo si rapporta ai contatti e alle amicizie che realmente contano (a livello affettivo). Il motivo di questa riduzione è caratteriale. Sono una persona da "pochi, ma buoni".

In questi anni ho sperimentato molto i social network e Facebook in particolare. Ho avuto un profilo privato molto popolato (ora ridotto) , un profilo per questo blog altrettanto popolato (quasi novecento "amici), una fan page per il blog i cui "fan" sono in crescita (cinquantacinque, per ora). A questo, aggiungo un profilo Twitter tenuto " a basso voltaggio" per molto tempo (solo di recente l'ho aperto "al pubblico"), uno Google Plus sotto sperimentazione. Ho un profilo su Research Gate (per il momento inutilizzato), uno su Foursquare (mai usato), uno su Picasa, uno su Flickr (non utilizzato), uno su You Tube (in via di sperimentazione). Sebbene io sia effettivamente reperibile su ben otto social network, su tre caselle mail, su due numeri di telefono, su un blog e in un indirizzo reale, niente di tutto questo riesce a superare il limite dell'amicizia su Facebook. Sì, limite. In senso stresso. 

"Mi hai cancellato da Facebook!": quante volte avrete sentito questa frase o quante volte l'avrete detta! Personalmente, me la sono sentita dire diverse volte (e, in effetti, è plausibile visto che da duecento "amici" ne ho lasciati solo dieci con accesso diretto ai miei contenuti privati). La domanda seguente è: "Perché, che cosa ti ho fatto? Come hai osato?". Quante volte date la "vera" risposta a questa domanda? Quante volte spiegate, prima di cancellare? Quante volte pensate che importi a qualcuno se rimanete o meno nei loro contatti? Vi sentite importanti? Sarei curiosa di saperlo. 

Ho sfoltito moltissimo gli accessi al mio Facebook privato (lasciando libero accesso a tutti gli altri canali!!!) perché i contenuti che vi inserivo erano troppo personali e privati. Indi, non li voglio condividere con tutti. Soprattutto quando questo "tutti" include persone con le quali non ho nemmeno un rapporto di "facciata", ma solo un collegamento fra utenti in un sito, utenti che nella migliore delle ipotesi si ignorano e, nella peggiore, si spiano. Senza mai lasciare un: "Come stai?". Oppure quando questo "tutti" include i rapporti sfilacciati o gli interessi "marpioni" oppure ancora la banale volontà di "aumentare il numero", e io non sono un numero. In altri casi, ho tolto "l'amicizia" perché ho capito che mi stavo sbagliando. Ovvero, per creare le premesse per un rapporto vero di amicizia dovevo lasciare il canale FB. Dovevo fare lo switch-off

Questa intuizione mi ha permesso (e mi permette tutt'ora) di riscoprire persone che altrimenti avrei "perso", proprio a causa dei meccanismi malati su cui si basa Facebook e l'attivazione dei bisogni. Stessa cosa per i legami di parentela. Sono pochi i parenti che hanno accesso al mio FB personale. 
In effetti, sono solo due: mia madre e mio cugino. Il quale non si è mai fatto particolari "pare mentali" all'idea di venire a prendere un caffè con me: c'è una corrispondenza concreta fra sentimenti, aspettative e realtà. In alcuni casi, ho tolto "l'amicizia" perché volevo tutelarmi: ci sono persone che hanno chiesto l'amicizia solo per controllare cosa facevo, dicevo o pensavo, per poi andarlo a riferire "a chi di dovere". Non c'è posto per loro nel mio FB. Non ho nulla da nascondere. Se qualcuno vuole sapere qualcosa da me, se qualcuno vuole qualcosa da me, non ha che da chiedere. A me. "Il triangolo no!". Le persone con cui ho scelto di condividere i miei pensieri sono persone che mi hanno dimostrato e mi dimostrano amicizia e affetto nel virtuale e nel reale. 

Ci tengo alla vita reale, ci tengo ai rapporti di amicizia reali, quelli che si vivono nel quotidiano. In questi tre anni dal mio trasferimento a Roma mi sono trovata spesso piena di "amici" nel virtuale e sola come un cane nel reale. A me importano i legami veri e ci tengo al mantenere saldo e vivo e sano il mio rapporto con il mondo fuori dal computer; per questo, ho iniziato a cambiare rotta. Meno virtuale e più reale. Meno dialoghi in rete e più uscite in compagnia. Meno cuoricini fasulli come commento a un mio scritto e più amicizia dimostrata, da parte mia e delle altre persone. Lo preferisco.

L'amicizia su Facebook è un canale di business: quando è reale, quest'amicizia può vivere e fiorire in molti ambiti, anche fuori dal profilo personale. Se un'amicizia è vera, non sarà l'accesso a una home page a stabilirne la vita, la crescita o la rinascita. I contatti sui social network sono potenzialità. E' bene non dimenticarlo.

19 commenti:

  1. Ciao Carolina. Non posso che condividere tutto quello che hai detto su FB nel bene e nel male.
    Trovo la tua considerazione "qualcosa che definiva il proprio essere nel mondo" più che vera, metta in luce la "miseria" della società in cui viviamo e la sua caratteristica, quella di "mostrarsi" più belli, più ricchi, più potenti degli altri.

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    1. Carolina Venturini02 aprile 2012 11:44

      Non parlerei di "miseria" quanto di bisogni. Anche l'ostentazione esprime un bisogno. Di essere visti, riconosciuti, accettati. Nasconde una ferita, quella dell'essere rifiutati o non visti dalle persone più importanti nella vita di ognuno di noi, agli albori del nostro "senso di sé".

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  2. Io non facebook, e sono contraria a questo social, nel senso che mi piace avere le mie amicizie reali, contattarle via cellulare e mettersi d'accordo per vedersi.... Purtroppo vedo che con l'avvento di facebook, la gente tende a non uscire più, a mettersi d'accordo solo con chi ha il social, e altra cosa di non poco conto trovo brutto che molte persone mettano questo social per intrufolarsi nelle vite altrui vedere cosa fanno, chi frequentano solo per il gusto di curiosare... Io non ho account facebook proprio perchè mi piacerebbe avere solo come amici gli amici che frequento in verità, e non tanti sconosciuti che ho perso di vista o ai quali non voglio dare confidenza di proposito! Sarebbe anche una bella invenzione questo solo che come tante cose non viene usato con coscienza e con testa, molti fanno foto proprio per far vedere il loro aspetto e vantarsi di avere 100000 amicizie su facebook non riflettendo sul vero senso della parola amicizia!

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    1. Carolina Venturini02 aprile 2012 11:45

      Condivido il tuo pensiero. :-)

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  3. Io sono una di quelle che ha sempre detto non mi piace e poi ci sono finita in mezzo...inizialmente solo per giocare, poi per il gruppo inerente alla mia facoltà, ci sono ragazzi come me, è un posticino tranquillo e molto utile, perchè siamo stati lasciati a noi stessi, non esistono guide dello studente oppure persone che sappiano aiutarci nei mille problemi universitari, così ci aiutiamo fra di noi scambiandoci libri, informazioni e appunti.
    Altra cosa per la quale rimango è perchè i miei amici organizzano le uscite solo via messaggi pvt multipli, anche solo per trovarci per una pizza. Avendo operatori telefonici differenti, devo ammettere che si risparmia molto così.
    Però quello che detesto è questa cosa degli amici, per questo prediligo Twitter e Google+, perchè mi permettono di seguire chi voglio senza dover per forza diventare "amica" di quella persona e viceversa, chiunque può seguire quello che scrivo pubblicamente senza però essere obbligata a rispondere a una qualche richiesta di amicizia.
    [Scusa per la prolissità!]

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    1. Carolina Venturini02 aprile 2012 13:15

      Infatti, in alcuni casi è utile e permette un risparmio nei costi (telefonici, ad esempio). La questione degli "amici" è un catenaccio. Non credo che ti fai così tanti problemi nel togliere qualcuno su Twitter come accade invece su Facebook. Solo e soltanto perché togliere qualcuno dagli "amici" è come dire "non sei più mio amico", dove per amico non intendiamo "contatto" generico, ma proprio persona-affetto.

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    2. Hai ragione, ogni tanto io sono frenata dal fare "pulizia", perchè inizio a pensare e se poi mi pento? se poi qualcuno mi chiede spiegazioni?. E' vincolante da morire! Inoltre non lo uso nemmeno più per giocare, perchè la mia connessione è troppo lenta. Ho creato la pagina fan del mio blog e più che altro lo uso per quello!

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    3. Carolina Venturini02 aprile 2012 15:29

      Se poi ti penti... richiedi l'amicizia :-) Se qualcuno ti chiede spiegazioni, gliele dai, a seconda di quanto ti vuoi sbilanciare. E' vincolante perché gioca sul tuo senso di colpa e sul tuo "obbligo" morale verso le persone. però, se ci pensi, non è l'unico modo per stare in contatto online con amici vicini e lontani.

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  4. dopo un periodo di entusiasmo iniziale, devo dire che preferisco di molto il blog. Certo, Fb è semplice, ho ritrovato in rete compagni di scuola, di medie, di elementari, di quartiere, il che è simpatico, divertente; ho trovato anche molti miei lettori che hanno voluto l'amicizia su Fb però, alla fin fine, i miei amici più cari sono sempre quelli, e quelli con cui esco e mi vedo...per cui, Fb va bene, ma con moderazione!

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    1. Carolina Venturini02 aprile 2012 13:36

      Anche io preferisco il blog. E penso anche che se qualcuno tiene veramente alla mia amicizia, esistono tanti modi per coltivarla, molto oltre FB.

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  5. Ho controllato ed ho 74 "amici" su fb, tutte persone fisiche che conosco, poche altre che ho conosciuto tramite i blog, ma con cui sento una gran affinità, ma quasi tutti i miei contatti hoanno dai 200 amici in su.
    Non so alcune persone le ho perse di vista per motivi reali, non mi piacevano e finita la frequentazione obbligatoria (compagni di scuola o di lavoro, ex fidanzati o similari) non li vado certo a cercare su fb, li evito come la peste e quando mi mandano la richiesta d'amicizia li ignoro bellamente.
    Credo comunque di averne troppi, ma tutto quello che pubblico è si personale, ma non troppo, come di tutte le cose si tende ad usarle in malomodo come la mia amica che stramalediceva il marito e la di lui amante che l'ha lasciata sola con un bimbo di pochi mesi, non ti dico che imbarazzo leggere certe cose, anche se siamo amiche e tra le mura domestiche ci si dice tutto!

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    1. Carolina Venturini02 aprile 2012 15:33

      Infatti, Flavia, esiste anche questo. Che le persone non ti piacciono più. Che quel che leggi o che senti "non ti convince". Oppure si è rotto qualcosa, è morta una sintonia oppure hai capito che ti "sei ingannata" da sola, che sopravvalutato qualcosa o qualcuno. Io la maggior parte dei miei ex compagni di scuola li evito con gioia. Se sono "ex" un motivo c'è. Se appena sono uscita dalla scuola alberghiera ho cancellato tutti i contatti un minuto dopo aver sostenuto l'esame di Stato, un motivo ci sarà stato. HO provato a "tornare sui miei passi", ma in questo caso era bene mantenere la strada maestra.
      Altra cosa su cui hai ragione: certi momenti di vita sono dolorosi. metterli in piazza è imbarazzante. Questo è uno dei motivi che mi ha spinto a chiudere i battenti "al pubblico". Stavo passando un periodo nero e non avevo nessuna intenzione di condividerlo con "il mondo".

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  6. Io trovo molto utile facebook soprattutto per mantenere amicizie lontane. Ho parecchi amici in giro per l'Italia, soprattutto motociclisti, ed ogni anno ci organizziamo per trovarci o per fare qualche giro insieme. FB permette di mantenere viva l'amicizia anche a distanza molto di più di quello che può fare un telefono o la mail. Uno dei più grossi rimpianti che ho è che 25 anni fa quando studiavo in Inghilterra FB non esisteva ed in breve ho finito per perdere contatto con parecchi ragazzi di mezzo mondo con cui avevo fatto amicizia.
    Ovviamente l'uso che se ne deve fare deve essere responsabile nel senso che bisogna esser consci che tutto ciò che si posta in rete può finire per essere visto anche da non amici. Quindi prudenza sempre.

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    1. Carolina Venturini02 aprile 2012 15:34

      Per me è la stessa cosa con le amicizie importanti lontane. Ho alcune amiche in Piemonte e Lombardia, parenti in Trentino e via dicendo: condivido quanto dici rispetto i legami affettivi e amicali a distanza.

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  7. Ciao Carolina.
    Post ricco mi ci ficco...
    Dal basso della mia esperienza mi permetto di fare una considerazione extra personale su fb; siamo nell’era della comunicazione e (al di là del fatto che molto spesso dimostriamo un po’ tutti di non saper comunicare) i social sono nati con questo scopo: comunicare.
    Il social di per sé non è affatto da demonizzare (e mi sembra di aver capito che la pensiamo tutti così), quanto piuttosto lo è il comportamento di alcuni, che vedono nel social l’opportunità di esprimere la propria natura di “guardoni” (mi limito nell’uso di vocaboli ben sapendo che ce ne sono di più indicati).
    Ecco il motivo per cui possiamo “limitare”.
    Personalmente ho aperto il profilo di FB solo ed esclusivamente per rimanere in contatto col mondo delle nuvole parlanti, i cui maggiori esponenti non sono qui a Torino, ma sparsi per l’Italia, ed è giusto lo scopo... non sono ancora sicuro del modo, ma è una delle strade percorribili.
    Sta a me utente utilizzarlo con “professionalità”.
    ... nel frattempo ho ritrovato gli amici di scuola e di tante vacanze, amici veri, di quelli che non ti lasciano mai e che solo le scelte di vita hanno allontanato... momentaneamente, perché quando li ritrovi è per sempre, e con questo ci si dimostra a vicenda la lealtà dell’amicizia.

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    1. Carolina Venturini03 aprile 2012 19:05

      Condivido la tua riflessione. Ciao Fabio:-)

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  8. Leggendo velocemente mi sembra che sia stato detto quasi tutto sia a favore che a sfavore del tanto pronunciato social network.
    Io sono uno di quelli che ha fatto marcia indietro, dall'eserci entrato ne sono uscito, impaurito e preoccuato dalla proiezione mia e degli altri che questa applicazione metteva in atto; ho avuto la sensazione che nei suoi pregi e difetti, erano troppi gli utenti senza coscenza dello "strumento" che stavano adopernado. Di persè in questo inizio di terzo millennio è giusto che ci siano mezzi di interconnesione, ma ho timore che gli "utenti" non siano sufficientemente pronti a gestire tali mezzi ma che al contrario silasciano trascinare a seconda del momento storico, sociale ed economico, senza pensare a cosa stanno utilizzando e come.
    Mi consola che pian piano, superato il primo entusiasmo, cominciano a farsi domande, scrupoli ed a riflettere, poi... ora è il momento di Twitter.

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    1. Carolina Venturini03 aprile 2012 19:06

      E anche di Google Plus :-) E di molti altri strumenti. Sarei curiosa di vedere l'andamento delle visite di questi siti negli ultimi mesi, come stanno cambiando, quali sono le nuove tendenze che registrano.

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  9. Yuki aka Prisma07 aprile 2012 09:29

    Condivido!

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