domenica 29 aprile 2012

LibrInnovando, the day after e il live twitting

Locandina di "Librinnovando"
LibrInnovando, the day after. Ovvero cosa rimane dell'esperienza vissuta tra l'Auditorium Morricone dell'Università di Tor Vergata e il live twitting (hashtag: #librinnovando - Dovrete bypassare diverso spam pornografico, ma i contenuti significativi ci sono). LibrInnovando ha avuto come protagonisti il progetto Le Dita, Tropico del Libro, Critica Letteraria, Liber Liber, Bookrepublic e Oilproject. Online un folto gruppo di editori ha seguito l'evento grazie allo streaming proposto dalla RAI (e che non ha mancato di suscitare polemiche tra i possessori di Apple). Mondadori è intervenuta ventilando la volontà di aprire una sua piattaforma per il self publishing, segno che questo mercato interessa. 
Cuore dell'evento, com'è logico aspettarsi, l'editoria digitale, il mercato degli ebook, le innovazioni tecnologiche che influenzano la lettura e gli approcci agli acquisti, le percentuali di scrittori che in America riescono a vivere come romanzieri (0,05%), i diritti d'autore e DRM, la nuova configurazione delle biblioteche, l'offerta  nelle librerie, il self publishing e Amazon. Vorrei parlare con voi di alcuni argomenti nati con gli interventi in LibrInnovando e del live-twitting.


Prima di tutto, vi specifico che non ho partecipato al workshop sugli ebook a causa del prezzo troppo elevato per le mie tasche, ma la conferenza (che ho seguito per metà in aula e per metà via Twitter) e i vari panel tenuti dagli editori mi hanno incuriosita. Se siete interessati al mio live twitting potete cliccare qui e qui. La mia opinione sull'editoria digitale l'ho già espressa in diversi contesti. 

Nell'articolo "Alcuni volti dell'editoria italiana" espongo il mio dissenso nei confronti di quegli editori che abusano della loro professione per danneggiare autori e lavoratori. Così come ho più volte parlato degli scrittori emergenti e della responsabilità di essere uno scrittore. Insieme, ci siamo confrontati più volte sugli ebook reader e sul contratto di lavoro fra editore e scrittore. Da LibrInnovando e dal live twitting vi porto alcune domande calde, con la speranza di creare un dibattito che si vada ad aggiungere a quanto già detto online.

Le questioni sono queste (e a voi lascio la parola):
  • Qual è il giusto prezzo di un ebook?
  • La scuola come può trarre beneficio dalle nuove tecnologie digitali? 
  • L'auto pubblicazione è un pro o un contro della nostra editoria?
  • Come cambierà il ruolo delle biblioteche e quali strade si potranno percorrere per rendere questi luoghi di cultura interessanti anche per coloro che li frequentano di rado? Come rendere le biblioteche parte di una community reale e virtuale?
La bassa affluenza al convegno, gli interventi lunghi e noiosi in apertura e, in alcuni momenti, pochi contenuti nei tweet hanno penalizzato LibrInnovando. A distanza, infatti, non mi è stato possibile seguire l'andamento delle discussioni e ciò che veniva effettivamente detto, gli scambi fra pubblico e relatori. Il dibattito effettivo, inoltre, si è animato solo dopo la pausa buffet, cioè dopo le 15:00. Forse è pretendere troppo (anche considerato che era sabato). Su Twitter, invece, la cacofonia era tale che pareva che l'universo mondo fosse intervenuto a #librinnovando

Quello che emerge dai cinguettii e dagli interventi diretti è che c'è ancora molto da lavorare (sui contratti, i nuovi modelli di testualità, la forma del libro per esempio), ci sono tante contraddizioni (sul self publishing, per esempio), poche certezze (sul come aumentare i lettori, sul come rendere la ricerca e la cultura parte dell'economia e degli interessi), qualche speranza e troppi "finti furbi". Non c'è stato modo di parlare dello sfruttamento dei lavoratori nell'editoria (a parte con Tropico del Libro, il quale ho sottolineato la sua opinione segnalando che nel loro sito compaiono solo e soltanto annunci per lavoro retribuito), ma una domanda precisa l'ho posta via Twitter:
  • Qual è la vostra opinione riguardo gli editori che redigono resoconti di vendite falsificati, speculano sulle reali cifre da dare allo scrittore e guadagnano con piccoli stratagemmi che li coprono da eventuali cause legali (per piccole cifre, chi metterebbe in piedi un processo?)? Come ci si può tutelare? 
Non ho avuto risposte e ho sentito molto la mancanza di Scrittori in Causa, in questo dibattito. Questa mia domanda è stata re-twittata. Ho chiesto, in riferimento al prezzo ipotetico o di lancio di 0,99€ per gli ebook:
  • Quanti di questi 0,99€ arrivano realmente nelle tasche dello scrittore? Quanti ci speculano? Quanti ci vivono?
Anche in questo caso, il mio tweet ha avuto RT, ma nella concretezza, l'assenza di risposta è già, di per sé una risposta. Possibile che uno scrittore non possa guadagnare? Non è un'assurdità? Scrivere è un lavoro come un altro. 

Ora lascio la parola a voi, anche se so che ne parleremo ancora molto.

10 commenti:

  1. EserciziDiLettura29 aprile 2012 16:25

    Come sempre una disamina che si focalizza sugli aspetti nodali. Brava Carolina!
    La mancanza di una risposta alla tua domanda sul prezzo degli e-book/prospettive di guadagno per gli scrittori è, secondo me, molto eloquente.
    Ti giro un'altra domanda: quanto costa a un editore pubblicare in formato digitale? Perché con la pubblicazione tradizionale, in cartaceo, ti snocciolavano una serie di costi connessi alla pubblicazione (dalla carta alla distribuzione e tutta la filiera nel mezzo). Ma con gli e-book?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini29 aprile 2012 16:28

      Con gli ebook non è poi tanto diverso. I costi snocciolati sono sempre tanti. Strumenti, competenze, lavoro umano. Una risposta più precisa con i numeri e le percentuali ti potrebbe essere data da coloro che hanno partecipato al workshop, il quale, se non erro, si è focalizzato sulla costruzione di un ebook. Che idea ti sei fatta, anche seguendo Twitter, della manifestazione?

      Elimina
  2. Non ho seguito la manifestazione, ma mi è sempre stato chiaro che nell'ambito dell'editoria l'elemento penalizzato al massimo è sempre stato lo scrittore e mi pare che con l'avvento degli e-book non cambi molto. Chiaro che il problema è diverso se lo scrittore è molto conosciuto e se i suoi libri vanno a ruba, ma questi si contano sulla punta delle dita.E' Ma devo anche aggiungere che è un po' la stessa cosa nei vari settori professionali, pochi sono i dirigenti ben pagati, molti gli impiegati alcuni dei quali precari e sottopagati, pochi gli attori celebri, molti gli aspiranti e via dicendo.
    Ma per

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini30 aprile 2012 16:59

      Si, purtroppo questo è un trend tutto italiano.

      Elimina
  3. EserciziDiLettura29 aprile 2012 20:41

    Mi è dispiaciuto leggere che, a dispetto di quello che sembrava via twitter, l'affluenza effettiva sia stata bassa. Forse non è stata scelta la data giusta (a ridosso di un ponte?); forse sarebbe stato meglio includerlo nel programma del prossimo Salone del Libro a Torino (avrebbe avuto più visibilità e magari più copertura mediatica). L'idea generale che mi sono fatta è che gli interrogativi posti erano quelli giusti. Ma non mi pare che siano state date le risposte. Tutto è rimasto coi puntini di sospensione, non so se mi spiego.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini30 aprile 2012 16:58

      Anche secondo me la data e il luogo non erano dei migliori. Tor Vergata è nella periferia di Roma. Chi vive a Roma Nord difficilmente si farà tutta la metro e un tragitto in autobus oppure mezz'ora, quaranta minuti di macchina per venire, di sabato, a una conferenza che dura dalle 09:00 alle 19:00. A meno ché non sia realmente motivato/a. Il ponte non favorisce l'affluenza ad eventi intellettuali. Sono mancati, secondo me, anche i cartelloni e la pubblicità su strada, ma questo dipende essenzialmente dai limiti di budget, secondo me.Certo, la tua idea è buona. Affiancare LibrInnovando al Salone del Libro oppure alla fiera della piccola e media editoria romana avrebbe dato più visibilità all'evento. Mi chiedo quante testate cittadine ne abbiano parlato, quanti articoli siano usciti su Metro o su Leggo.

      Elimina
  4. Interessantissimo post, ho scritto un commento lunghissimo che spero di riuscire a inserire come commento, ma poi pubblico la risposta anche sul mio blog con un link al tuo.

    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini30 aprile 2012 16:09

      Lo aspetto con grande interesse. I tuoi commenti sono sempre ottimi spunti di riflessione.

      Elimina
  5. Niente, è troppo lungo, lo pubblico sul mio blog. Ciao!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carolina Venturini30 aprile 2012 16:11

      Come vuoi, ma secondo me ci sta. Mi spiace perdere il tuo commento. Spezzettalo in più commenti. :-)

      Elimina