giovedì 19 aprile 2012

Live twitting e streaming- Seminario sulla progettazione e sviluppo di strategie di marketing per le piccole e micro imprese (hashtag:#marketingpmi)

Logo di Imprenderò, progetto regionale
per gli imprenditori e lavoratori  autonomi
UDINE - Ieri ho partecipato al live twitting del seminario sulla progettazione e sviluppo di strategie di marketing per le piccole e micro imprese organizzato da Imprenderò. Dalle 17:00 alle 21:00, infatti, presso la sede dalla Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa Provinciale di Udine, in collaborazione con @Sottopensiero, @Marketing Udine e la stessa @ImprenderoFVG abbiamo realizzato una copertura mediatica mai sperimentata prima per iniziative provinciali di questo genere, nell'ambito del Progetto Imprenderò. 
Il seminario ha raggiunto il tutto esaurito nelle prenotazioni in breve tempo.  Ho proposto l'idea di sfruttare i social media per consentire alle persone di seguire il seminario anche a distanza. Alla mia idea, si è aggiunta la proposta di Imprenderò - poi diventata realtà - di realizzare una diretta video. Agli esuberi nelle prenotazioni abbiamo permesso, grazie a un lavoro in team, di seguire quest'occasione di cultura d'impresa su più fronti. Per me è stata formazione a 360° e per questo ringrazio gli organizzatori e tutte le persone che mi hanno dato l'opportunità di collaborare e apprendere attivamente. Se vi farà piacere scoprire tutto l'evolversi del seminario su Twitter, potete affidarvi all'hashtag #marketingpmi. 

Io, intanto, vi racconto i temi salienti, le provocazioni e i consigli pratici che sono nati da questo incontro. 


Tutti noi, direttamente o indirettamente, conosciamo le basi del marketing e della comunicazione. Sappiamo cos'è il messaggio, il destinatario, come si svolge il ciclo comunicativo; sappiamo che ci sono variabili importanti che influenzano l'arrivo del concetto e la sua permanenza nella memoria, pur senza mai aver studiato Ferdinand De Saussure e tutte le opere dei linguisti e degli psicologi cognitivi conseguenti. Sappiamo anche che è importante stabilire il giusto valore al proprio operato; ci è chiara la necessità di trovare una buona strategia per immettere sul mercato un prodotto, un'idea, un servizio e che questa modalità è in grado di determinare il successo o il fallimento di mesi di lavoro, investimenti economici e aspettative.  Tuttavia, il sapere, anche in linea teorica o astratta, qualche particolare in più riguardo questi concetti stratificati, ciò non toglie che un imprenditore o un lavoratore autonomo si soffermi a riflettere su come questi aspetti vadano ad influire sul suo lavoro e sui suoi guadagni. 

Se marketing significa "piazzare sul mercato" e se questo passa attraverso la creazione e lo scambio di valore, capiamo bene che non è sufficiente avere un prodotto, qualche partner di distribuzione, una batteria di parenti pronti a farci pubblicità con la cerchia della domenica mattina per avere successo e ricchezza. Fiumi di inchiostro sono stati versati da quanto si è evidenziata la necessità di spiegare l'importanza della conoscenza del mercato, degli attori, di noi stessi, delle potenzialità dell'azienda/idea/progetto/prodotto/persone e delle richieste effettive relative a quanto vorremmo diffondere. 

L'Italia, però, non brilla per quanto riguarda la gestione delle persone e del talento, la capacità di fare impresa attraverso la collaborazione e l'unione di più aziende, creando consorzi oppure holding in grado di sostenere quelle attività commerciali in difficoltà perché strangolate dai propri meccanismi, dalle banche, dalle giovinezza. Ecco, allora, che affiorano, dal pubblico e dal relatore, due domande cruciali: è possibile (e se sì, come) creare alleanze fra aziende, superando inimicizie "di paese" o invidie di vario genere? E' possibile avere professionalità e professionisti capaci, togliendo linfa all'amico della moglie, il cugino dell'amico o il figlio del cognato? La parentela e l'amicizia non sono garanzia di professionalità, di idee geniali, stupide o folli che, nella loro creatività, danno vita al brand ed esportano nel mondo il proprio valore. La ricerca e la selezione del personale, così come la sua formazione e il suo potenziamento attraverso lo spazio dei doni personali (talenti, appunti) va riconsiderata e meglio strutturata. Gli va data importanza. 

Non devo dirvi, immagino, quanto mi possa aver reso felice ascoltare queste domande perché ho pensato: ecco, il mio Friuli ha un futuro. Quaranta persone si stanno domandando se esiste un modo di fare impresa più competitivo, capace di andare oltre al proprio campanile, capace di scavalcare le inimicizie di quartiere in ambito lavorativo. Ecco, il mio Friuli sta cercando la professionalità. Queste quaranta persone andranno nel loro mondo e guarderanno i loro dipendenti, le loro scelte, i loro vicini di fabbrica e si chiederanno se non è il caso di cambiare atteggiamento, per sopravvivere alla crisi. Mentre scrivo, mi viene in mente il Triangolo della Sedia e quanto è andato in malora dal 2009 ad oggi, quante aziende hanno dichiarato fallimento, quante sono con l'acqua alla gola, quanti si sono suicidati per i troppi debiti e penso: ecco, tutto questo dolore e questa difficoltà non sono stati inutili. Il mio Friuli sta cercando di imparare. Sono stata molto felice di partecipare a questo momento, sia attraverso l'ascolto, sia grazie all'impegno attivo e volontario nel live twitting. Mi chiedo la portata di questa innovazione quante menti ha già colpito. Mi chiedo che effetto fa, ai miei compaesani, concittadini e corregionali nel mondo, poter seguire dal web un micro corso sulla progettazione e sviluppo di strategie di marketing. E me lo chiedo perché conosco bene la ritrosia nei confronti del nuovo tipica di questa regione di confine. 

Oltre alle riflessioni sulla gestione delle risorse umane, ampio spazio è stato dato ai social network, al social media marketing, al buzz e viral marketing, alla comunicazione 2.0 e al come rendere contenutisticamente valido il profilo o i profili social che l'azienda decide di aprire. L'accento si è posto sulla gratuità di molti servizi, ma anche sulla necessità di investire, per esempio in pubblicità e web marketing. Investimento zero, ritorno zero, come sempre. Gli investimenti possono essere di vario tipo, non solo economici. Un investimento, per esempio, può essere anche il tempo speso nel rispondere a commenti sul proprio sito in maniera fidelizzante, generando discussione, fornendo input, prestando ascolto anche alle critiche, affrontando attacchi personali forti con il giusto distacco e la giusta maturità. Si è parlato anche di reputazione online, del controllo di quello che gli altri dicono sulla propria azienda, di quello che emerge dal web. 

Sono stata in un ristorante qualche mese fa, a Roma. Parlando del mondo social, ho chiesto se controllavano mai la loro reputazione online (io l'ho fatto e ho scoperto molte recensioni negative). Loro mi hanno risposto che non sanno nemmeno che cosa sia la reputazione online e che non hanno idea di come fare per controllarla, in quali siti andare e via dicendo. Non vorrei sbagliarmi, ma negli ultimi mesi il loro locale fatica a riempirsi, anche quando ce ne sarebbe motivo e sarebbe logico aspettarselo.

Il seminario sulla progettazione e sviluppo di strategie di marketing per le piccole e micro imprese si conclude con un fiume di passione e consigli pratici. Alle persone viene trasmesso il messaggio più importante: andate oltre voi stessi, provate, mette per iscritto i vostri progetti e valutate le falle, sperimentate, date agli altri, condividete, chiedete aiuto, studiate, sperimentate, osate, fate esperienza e tramutate tutto questo in pratica capace di sostenere la vostra azienda. Imparate dagli errori. Fate in modo che l'amore e la passione siano arricchiti da competenze, studi, ricerche e umiltà. 

Non mi resta che invitarvi a dare un occhio a Twitter attraverso l'hashtag #marketingpmi. Fra qualche giorno sarà disponibile anche il video dell'incontro sul sito di Imprenderò. Sarei molto felice di consocere la vostra opinione sia sugli argomenti, sia riguardo il live twitting e lo streaming

7 commenti:

  1. Imprenderò FVG19 aprile 2012 12:09

    Grazie per il tuo supporto e la tua collaborazione. Anche per noi è stata una bella avventura, ti aspettiamo presto.
    Buona fortuna per tutti i tuoi progetti.

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  2. Carolina Venturini19 aprile 2012 18:36

    Grazie a voi :-)

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  3. Complimenti per questa bella iniziativa, Carolina. Grazie anche per il tuo costante impegno a proposito del nostro ebook.
    Un caro saluto

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    1. Carolina Venturini20 aprile 2012 11:02

      Ciao Wiska,
      se non ci fossero stati così tanti problemi avrei fatto 5 volte tanto. Non me la sono sentita di pubblicizzare l'ebook quando non avevo garanzie riguardo il "come" il libro arrivava a casa delle persone. Mi spiace. Ora sto facendo il possibile affinché ci paghino quanto ci devono, anche se non ci daranno la loro parte. Iva a parte, almeno un minimo siamo riusciti a tirare su.
      Carolina

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  4. Giuliano Pellizzari22 aprile 2012 11:01

    Grazie Carolina,
    per la partecipazione, l'azione e tutta l'attività durante questo seminario che ho avuto il piacere e l'onore di tenere in collaborazione con Imprenderò, CNA e marketingudine.it
    Alcune riflessioni sulle tue riflessioni:
    - Il Friuli Venezia Giulia è terra di conquista per il commercio in questo periodo storico, perché superati i tempi in cui i turisti dell'Est Europa si fermavano a Trieste per fare acquisti, i turisti del Nord Europa transitavano verso la Croazia sfiorando questa meravigliosa terra, siamo giunti ai giorni nostri in cui milioni di persone si fermano a visitare la regione. Bene, quale momento migliore per far crescere il marketing territoriale?
    - Le aziende del Nord Est, in particolare quelle più lontane dall'influenza del "motore veneto" hanno dimostrato timida capacità produttiva e timida capacità innovativa negli anni che ci precedono. Dal 2009 posso testimoniare un risveglio, un desiderio di mettersi in gioco con l'umiltà di cui parlavamo durante il seminario. Ottimo. Ma come?
    - Beh, uno strumento di innovazione sono i giovani. Non manco mai di predicarlo durante i miei seminari, conferenze e corsi proprio per la necessità di portare innovazione reale, di seguire quelle che sembrano essere le tendenze più recenti e nessuno come i giovani (quelli carichi di iniziativa prima che di buona volontà) potranno esserne attori. Se da un lato ai giovani non manca la creatività, dall'altro difettano (penso da sempre, loro malgrado) di concretezza pratica per la bassa esperienza e conoscenza dei mercati e delle relative regole. Ecco che allora il rapporto con chi di esperito ne ha da vendere diventa fondamentale per la crescita delle aziende friulane, soprattutto da un punto di vista marketing, dove l'immissione sul mercato va interpretata anche nella gestione dei canali di vendita e di relazione (comarketing) con altre aziende.
    Porto un esempio concreto:
    se tu non avessi proposto a Imprederò il live twitting, Sara Tortelli non avrebbe telefonato a Sottopensiero che ha demandato Marketingudine.it di organizzare il livestreaming che, oltre ad essere seguito su twitter, ci dicono stia avendo diversa attenzione on line sul sito di marketingudine. Bene.
    Sottoifioridilillà, Imprenderò e CNA, Marketingudine.it e Sottopensiero hanno collaborato strettamente per la riuscita di questa operazione. E onore al merito alla tua proposta e alla loro capacità di concretizzazione. Perfetto esempio di co-marketing.

    Sono certo vi saranno nuove e ulteriori opportunità di collaborazione.
    Giuliano Pellizzari

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    1. Carolina Venturini22 aprile 2012 19:54

      Gentile Dott. Pellizzari,
      domani Le rispondo con maggiore ampiezza. Mi lasci solo dire la mia gratitudine e la mia gioia nell'aver fatto qualcosa di concreto, pratico e attivo per il mio Friuli. Un caro saluto,
      Carolina

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    2. Carolina Venturini23 aprile 2012 11:50

      Eccomi di ritorno e pronta a rispondere alle Sue interessanti domande.

      Il Friuli Venezia Giulia è una regione che potrebbe aumentare di molto la sua "capienza turistica". C'è storia, arte, folklore, natura, economia. A me piacerebbe molto poter lavorare attivamente per la promozione turistica della mia regione, ma so che da sola non basto. Ho sempre pensato che le strutture alberghiere regionali necessitano di modernità, prezzi alla portata di tutti e offerte più interessanti, magari con un'occhio all'ecosostenibilità. Quanti alberghi utilizzano pannelli solari, per esempio?
      Abbiamo bisogno di un aeroporto in zona Udine. Abbiamo bisogno di qualcuno che si adoperi come un dannato con Trenitalia e con Italo per aumentare e migliorare il servizio ferroviario in regione. Abbiamo bisogno di qualcuno che inculchi nella mente delle persone che turismo non vuol dire invasione barbarica, aspetto da disprezzare. Ci vogliono più iniziative culturali di rilevo: come ci può bastare il Far E. Festival e Friuli DOC e come si possono valorizzare le tantissime rievocazioni storiche che pullulano nelle nostre terre? Le università della regione dovrebbero essere coinvolte maggiormente nel creare ricerca e innovazione, anche in ambito turistico. Possono bastare le giornate FAI? No.

      Alla sua successiva domanda rispondo con una nuova domanda: Ci si interroga dal 2009. Possibile che non siamo riusciti a trovare un canovaccio di risposta? Intanto, secondo me, molte aziende peccano della presunzione di cui parlava nel seminario. Conosco alcune aziende del Triangolo della Sedia. Non hanno voluto investire né in nuove tecnologie, né in personale qualificato, né in formazione. Hanno messo in cassa integrazione. Non hanno nemmeno voluto cercare alleanze con altre fabbriche e non hanno nemmeno rivisto il processo produttivo, cercando di capire se si poteva migliorare qualcosa, se era possibile chiedere dei fondi europei o altro. Quante di queste aziende friulane hanno partecipato a concorsi nazionali e internazionali il cui premio avrebbe potuto significare liquidità per investimenti diretti? Altro punto. Le aziende sono consapevoli del loro valore sul mercato? Quanto credono nel loro prodotto? Possibile che basti vendere da Campodoformido a Trasaghis? Oppure da Malborghetto a Tarvisio?

      Il fatto che ai giovani manchi l'esperienza deriva anche dalla realtà odierna. Quante aziende fanno fare esperienza? Quante, invece, sfruttano le idee o l'energia del giovane, senza dare nulla in cambio (dove per nulla intendo compenso, contratto o formazione effettiva)? Tante. Inoltre, non è una colpa essere giovani e difettare in esperienza. A 18, 10, 25 anni si ha vissuto determinati aspetti della vita. Se a qualcuno importasse veramente dei giovani e se veramente fossero considerati punti di forza, li si farebbe crescere con la consapevolezza che sono il futuro. Non solo un valido bacino a cui attingere senza dignità, in molti casi.

      Sono felice di aver collaborato con voi.
      A presto,
      Carolina

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