sabato 5 maggio 2012

Diario - Il secondo mese di servizio civile e la Giornata Nazionale del Malato Oncologico

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Il secondo mese di servizio civile volge al termine, così come l'ennesima settimana senza info precise relative alla chiusura dell'ISFOL scivola via.  Maggio è il mese della Giornata Nazionale del Malato Oncologico e io sarò impegnata in prima linea, non solo in qualità di volontaria. Anzi, a dir la verità, non sarò proprio impegnata negli stand. Quest'ultima settimana mi ha, infatti, svelato l'opportunità concreta di organizzare una campagna social (nonostante il poco tempo disponibile) per promuovere le iniziative collegate alla Giornata, la presentazione in Senato del IV° Rapporto Annuale sulla situazione assistenziale del malato oncologico, l'sms solidale istituito dalla Federazione per la raccolta fondi da destinare alla creazione di borse di studio per psico oncologi (quindi nuovi posti di lavoro). D'un tratto, il lavoro si è triplicato. 

Comunicati stampa, inviti, ideazione di frasi per la consegna del Cedro D'Oro a un particolare personaggio di spicco della Nazionale Italiana di calcio, generazione di idee per il raggiungimento di risultati con il minimo sforzo economico, il mantenere rapporti con i giornalisti, le ricerche delle testate a cui inviare articoli conseguenti la Giornata, le fotocopie e le stampe, le bozze e le riscritture, le ricerche per hashtag, il lavoro preventivo per il live twitting di quattro giornate e una serata, il lavoro di ideazione di contenuti per il Facebook dell'associazione, le riflessioni su eventuali trailer promozionali da aggiungere ai canali You Tube, redazione di elenchi di cose da fare e cose da non dimenticare, l'impostazione degli strumenti creativi capaci di avvicinare le persone nonostante la difficoltà del tema trattato (il cancro fa paura), la ricerca di consigli, il lavoro per la creazione di un fumetto specifico per l'sms solidale (in collaborazione con uno di voi, sì!), la formazione teorica per il servizio civile e la cosa più difficile in assoluto: la ricerca di un tailleur da indossare martedì 15 in Senato e di qualche altro completo elegante per gli altri eventi relativi ai giorni seguenti. Questa è stata l'ultima settimana. 

Quelle prima, invece, sono state caratterizzate dalla formazione e dalle giornate di affiancamento. Un brainstorming per una mail a cui rispondere. Difficile, intensa, commovente. Una donna. Desiderava adottare un bambino dopo aver superato il tumore e il difficile periodo di trattamenti medici per la fertilità. Ci chiedeva aiuto, senza specificare di che tipo. Noi donne ne siamo rimaste così colpite da essere quasi completamente incapaci di trovare una formula immediata da utilizzare. In gruppo, tra testimonianze scritte, confronto fra sensazioni, perplessità e punti importanti per ognuna di noi, siamo riuscite a tracciare qualche indicazione di massima. La visione maschile è stato un valore aggiunto. Il silenzio e la notte, come sempre, ha portato consiglio e la risposta si è scritta da sola, arricchita dalle voci di tutti, corposa come un abbraccio, vibrante come solo le emozioni autentiche possono essere. Un lavoro di gruppo, un corale: "Ci siamo, ti aiutiamo, ti capiamo".

Vorrei che questo sabato durasse due giorni. Tra ritorni a casa, convegni sull'editoria, corsi di marketing, volontariato e generazione di social media marketing, le mie riserve di energie sono ridotte all'osso.

Sono felice, autenticamente felice di potermi sperimentare in quello che in gergo si chiama il lavoro del "social media manager", ma che attualmente ha connotazioni diverse e meno "altisonanti". Lavorare per la creazione della campagna social, attivarmi per le strategie di fund raising, cercare di coinvolgere più persone in queste attività, imparare le sfaccettature delle associazioni mi emoziona. Più tempo passo a confronto con il mondo 2.0 più sento che, per il momento, questa è la strada che voglio seguire. Dico "per il momento" perché a settembre mi aspetta un test d'ingresso che, se superato, mi aprirà le porte del cambiamento nel lungo periodo.

Non sono sola (grazie al cielo). Lavorare a stretto contatto con i dirigenti e con l'ex Ministro della Sanità mi sta insegnando quanto non avrei mai sperato, nemmeno nei più reconditi sogni. L'organizzazione, le priorità, l'ordine, la gestione dei documenti sul server, la realizzazione di scritti anche in condizioni di stress, l'imparare a stare a contatto con il potere, la politica e le organizzazioni, l'apprendere come si realizzano e mantengono rapporti di lavoro sono insegnamenti che non hanno prezzo, ma hanno grande valore. Per tutto il resto c'è Mastercard. A volte mi sento così piccola, spaventata. Ma non demordo. E, come sempre, i campanelli d'allarme che mi avvisano dei livelli di guardia raggiunti dallo stress, arrivano puntuali. 

Se non mi fermo a pensare che sto lavorando gratuitamente, sono serena, piena di idee, di creatività, di passione, di voglia di fare. Se mi fermo a pensare a quanto sto investendo, ai costi che sostengo, all'assoluta incertezza sui primi pagamenti effettivi, all'esatta cifra del secondo contratto che dovrei firmare per svolgere anche il lavoro di ufficio stampa e comparto social su più fronti; se mi fermo a pensare all'ipotesi di ricevere pagamenti trimestrali quando io ho spese giornaliere, all'assenza di contratto (momentaneo); se mi fermo a pensare che in molte case in Friuli Venezia Giulia si parla di me come quella a cui piace "essere mantenuta" e che non ha un lavoro, la mia mente non regge e, come ieri, crolla in una marea di disperazione autentica e pianto. 

Momenti febbrili prolungati, attacchi di panico e angoscia a più livelli. Talvolta, non mi riconosco. Nel letto dormo, imbottita di antidolorifici per la tensione muscolare; torno a gestire le mie angosce, la mia paura di non riuscire a sopravvivere all'assenza di entrate. Non devo pensare alla mia situazione economica.

In linea di massima, mi faccio forza cercando di avere fiducia nel movimento tipico della vita, la quale muta, cambia e porta a miglioramenti per suo moto centrifugo naturale. Ma quando penso a tante cose, ecco, il buio mi artiglia e la scrittura mi salva. Così come il silenzio e la solitudine. Poi torno speranzosa e mi dico che devo stringere i denti, che ce la posso fare, che posso essere in grado di gestire questo momento di sacrificio e che sto rendendo sacro questo mio impegno proprio attraverso il sacrificio. Penso che si tratta di un anno (tale è la mia prospettiva di lavoro) e che in questi dodici mesi farò il massimo per vivere più esperienze lavorative possibili, in modo tale da implementare il mio curriculum e da essere "più forte" quando mi troverò nuovamente disoccupata a cercare lavoro ovunque. So che non sarò assunta (è già stato detto, e vale per tutti i volontari) e quindi vivo giorno per giorno, convinta di poter apprendere molto e di poter imparare e rafforzarmi caratterialmente.

Una persona ieri mi ha chiesto perché è necessario passare attraverso tanta sofferenza per imparare la pazienza, la tenacia, il coraggio e la perseveranza. Non lo so. So solo che questa è la mia strada. Avrei potuto prostituirmi in tanti modi, ma oggi non sarei in grado di guardarmi in faccia. Invece mi specchio e, benché non mi piaccia vedere quello che contengono i miei occhi, posso ancora avere rispetto di me e posso sentire di avere una dignità. Conquista dell'ultimo periodo.

Non so che cosa pensa la gente della mia voglia di fare, delle mie proposte, del mio cercare una strada. So che ad alcuni dà fastidio, so che per altri è solo questione di "opportunismo", so che incorro nelle invidie. Ma, sapete, non mi interessa. So cosa patisco ogni giorno, so che voglio uscire da questo pantano di disperazione economica e so che non mi fermerò perché voglio un lavoro e voglio una retribuzione. Non permetto alle persone che non mi conoscono davvero di giudicarmi. Prima dovrebbero passare quel che ho passato io, per potersi permettere ancora solo di esprimere un commento su di me. Certi giudizi, che pure arrivano taglienti e gratuiti anche dai social network, non mi toccano. Perché aver voglia di fare, avere idee, avere risorse non è un peccato. Lottare per la propria vita, non è un demerito. Continuare ad andare avanti e a cercare di ritagliarsi una strada non è nulla di deprecabile. Per me è una necessità. Si tratta di sopravvivenza.

22 commenti:

  1. Emina Ristovic05 maggio 2012 15:27

    La vita è dura, spesso ci mette davanti alle prove, ma va vissuta in ogni suo momento. Coraggio Carolina. Da quello che so di te, leggendoti da poco, credo che tu stia sulla giusta strada. Troviamo spesso più spine che rose, ma camminando, anche sul 'carbone ardente', impariamo molto, cresciamo. Ogni esperienza ci rende più forti. Non puoi che essere fiera di te stessa. Un abbraccio.

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    1. Carolina Venturini07 maggio 2012 17:31

      Cara Emina,
      vivo la vita ogni giorno in ogni suo momento, senza scappare, per quanto doloroso sia. E' da tempo che mi si dice che "sono sulla giusta strada". Preferisco pensare che sono "su una strada" (ma non come prostituta).
      Un abbraccio

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  2. coraggio Carolina
    la meta è vicina e i frutti sono a portata di mano, me lo sento
    un abbraccio anche da me

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    1. Carolina Venturini07 maggio 2012 17:30

      Grazie di tutto, Fabio. Davvero.

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  3. EserciziDiLettura06 maggio 2012 09:02

    Resto sempre molto colpita da quello che scrivi, da come riesci a tramutare in rinnovata forza anche la fragilità. Mi piacerebbe molto, sai, se martedì 15 in Senato tu potessi leggere, ad alta voce e col coraggio che ti contraddistingue, questo stesso post, così come è, parola per parola. Lo so che il tema dell'incontro è un altro, ma credo onestamente che sarebbe una magistrale lezione di dignità per tutti gli sputasentenze. Che, ti assicuro, non vivono solo in Friuli. Ma questo lo sai già.
    Un abbraccio. Forza: fa vedere a tutti chi sei!

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    1. Carolina Venturini07 maggio 2012 17:29

      Cara EsercizidiLettura,
      ovviamente non accadrà :-) e se anche dovesse succedere, me ne guarderei bene! Anzi, la mia politica sarà mimetizzarmi (cercare, almeno) fra la folla e fare semplicemente il mio dovere di volontaria (solo così posso chiamare il mio lavoro). Grazie per le tue parole, sei sempre la benvenuta.

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  4. Non pensare alla gente e alle loro invidie, la tua voglia di fare ti porterà ad una vita piena.

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    1. Carolina Venturini07 maggio 2012 17:28

      Caro Darjo,
      ti ringrazio e, tutto sommato, anche ora, pur con tante privazioni materiali, ho una vita piena... di emozioni e sentimenti. :-)

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  5. Fai bene ad andare per la tua strada.

    Un abbraccione e buona domenica!

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    1. Carolina Venturini07 maggio 2012 17:27

      Ciao Kylie,
      grazie per il tuo sostegno. Un abbraccio

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  6. Quello che ammiro in te è la tua determinazione e la voglia incrollabile di continuare a fare. E' la strada giusta, credimi: te lo dice una che non ha mai mollato. Complimenti per tutto e tanti auguri.

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    1. Carolina Venturini07 maggio 2012 17:26

      Cara Anthea,
      questa determinazione si chiama solo in un modo: disperazione.

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  7. Ammiro la tua determinazione, sei brava ! Ma mi sembra molto strano che una ragazza motivata come te non trovi uno straccio di lavoro come cameriera o altro...

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    1. Carolina Venturini07 maggio 2012 17:26

      Ciao Anonimo,
      perché non trovo lavoro come cameriera? Perché non sto cercando lavoro come cameriera. Sto cercando lavoro come social media specialist. Cercavo lavoro nella scrittura. Ho già fatto la cameriera. Ho già pulito case. Ho già stirato. Ho già fatto la bidella. E anche la fiorista. Ora, se permetti, vorrei altro per me. Anche in virtù del fatto che sono una ragazza "tanto motivata". Voglio di più per me.

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  8. Bisogna darsi degli obiettivi, accontarsi, troppo a lungo, ammazza il proprio IO. Un bacio Carolina :*

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    1. Carolina Venturini09 maggio 2012 12:07

      Il mio obiettivo è di avere uno stipendio pieno entro un anno e di uscire dal gorgo dei contrattini e dei micro rimborsi spese o delle ritenute d'acconto. Il mio obiettivo è di investire ancora un anno e poi riuscire a stabilizzarmi.

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  9. Stai seguendo la strada che hai scelto tra mille difficoltà, il periodo poi non è dei migliori... lascia perdere il giudizio altrui, non possiamo impedire che gli altri esprimano opinioni su quello che facciamo, su come siamo, ma possiamo impedirci di ascoltarli... l'80% delle critiche non sono mai costruttive, ma dettate dalla cattiveria e dall'invidia!
    Capisco però che ci possano essere momenti in cui si crolla e ci si lascia prendere dalla stanchezza e dallo sconforto... coraggio, come dici tu stai accumulando un bel bagaglio di esperienze, prima o poi (speriamo nel prima!)arriveranno anche i frutti di tutto questo lavoro!

    Buon lavoro!

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    1. Carolina Venturini09 maggio 2012 12:08

      Per fortuna che poi i momenti "giù" passano. :-)

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  10. è vero, le critiche sono dettate da cattiveria e invidia (mannaggia se lo so!)
    ma sono anche sicuro che intorno a Carolina ci sono tante persone in gamba che possono darle una mano a crescere e imparare, così come (chissà!) a raccogliere i frutti di tanto, troppo lavoro non riconosciuto economicamente anche se indiscutibilmente valido come dimostrazione di palestra e gavetta fatta
    ho imparato a leggerla e conoscerla e non ho dubbi su quanto detto; questo suo impegno civile è una delle tante dimostrazioni che la ragazza passa ai fatti oltre che parlarne
    lo so, questo post non mi costa nulla e non mi fa perdere nulla, ma è sincero e Carolina se lo merita! e le dico anche grazie, ecco!
    :-)

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    1. Carolina Venturini09 maggio 2012 12:09

      Grazie per le tue parole e per il tuo aiuto

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  11. Quello che ho scritto e' perché ammiro quello che lei fa, ma purtroppo e' che non tutti possono seguire i propri sogni e a volte la vita ti porta a scelte differenti! Con la maledett crisi che stiamo affrontando, io sottoscritta laureata in lingue sono costretta a lavorare come cameriera per pagarmi l'affitto, aiutare i miei genitori visto che mio padre ha persoil lavoro. Chiedo scusa per lo sfogo e se ho ho offeso qualcuno. Saluti

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    1. Carolina Venturini09 maggio 2012 12:26

      Non voglio rinunciare ai miei sogni e mi scuso per l'aggressività Soffro molto quando penso a tanti aspetti di questa crisi, che coinvolgono me, ma anche moltissimi giovani. Credimi che anche io ho fatto tanti lavori come la cameriera, la gelataia, le ripetizioni e simili. però non riesco a smettere di volere altro per me. Ti faccio un in bocca al lupo e spero che anche tu riesca a trovare il modo e il tempo per realizzare i tuoi sogni. SOno vitali.

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