martedì 12 giugno 2012

"Il drago di fuoco" di Sharon McKinney

Copertina de "Il drago di fuoco" di Sharon McKinney
Immagine da: ebay.it
Comprai "Il drago di fuoco" di Sharon McKinney qualche anno fa in una bancarella di libri antichi a 2,00€. Abbandonato sullo scaffale, l'ho riscoperto cercando leggerezza verso e post turni all'helpline. Avete presente i libri in stile Harmony, passionali, con fustacchione gagliardo, pimpante e voglioso, muscoloso, tonico e avventuriero? Avete presente le languide donzelle dai capelli d'oro oppure rosso fuoco che si struggono d'amore, tessono intrighi e vendette, usano pozioni magiche o velenose e combattono contro il triste Fato? Bene. Prendete questi stereotipi, mixateli con qualche saga norrena, vestiteli da vichinghi e fate guidare a lui un drakkar e a lei un castello o un commercio di pelli e preziosi. Questo è quanto. Nel mentre, tradimenti, regolamenti di conti, onore e gloria, ambizione, orgoglio, arroganza e... fiumi e fiumi e fiumi e fiumi di passione. Un accoppiamento di coppia o multiplo a pagina, ad occhio e croce. Si potrebbe quasi dire che l'attività principale di questi guerrieri sia l'amore e dopo, solo dopo, la guerra. Ma va bene. C'è qualcosa di meglio per rilassare la mente e tenerla lontana dal dramma chiamato cancro?


"Il drago di fuoco" di Sharon McKinney è la classica storia del re vichingo che si ricorda di avere un figlio con una delle sue amanti. Lo cerca, perché l'erede ufficiale non mostra caratteristiche belliche rilevanti. Lo trova e, allo stesso tempo, incontra anche la bellissima donna altra con cui l'aveva concepito. Pur tuttavia, c'è una moglie ricca, da cui dipendono tutte le fortune economiche del sovrano. Lo sviluppo del giovanotto ambizioso, l'incrocio con il legittimo figlio del sovrano, le epiche vicende guerresche per fermare pirati nordici e stati limitrofi poco propensi al mantenimento degli accordi sono sfondo di vicende passionali di intenso amore e profondo desiderio.

Non c'è molto da dire su questo libro. 

Scontato dalla A alla Z, è quanto di più fantastico possa esistere per intrattenere la mente su questione poco tediose, incalzando divertimento, fantasie e desideri. 

Immaginate, infatti, la metropolitana di Roma nell'ora di punta (poco importa il momento della giornata). Scegliete il periodo in cui sono aperte anche le scuole. Tutti accalcati. Pendolari, turisti, cattolici da e per il Vaticano, zingari e accattoni di vario genere, universitari. 
Immaginate il caldo, l'odore asfissiante, i ritardi, la lentezza delle corse. 
Immaginate di riuscire a trovare un posto, di imbucarvi o incassarvi fra i vagoni, in una posizione comoda perché in equilibro stabile. Leggere vi salva la vita. Una reazione sana sarebbe un attacco di claustrofobia, panico. Ma se ciò avvenisse, non è detto che qualcuno se ne accorgerebbe, che avreste aiuto e, cosa ancor meno scontata, che riuscireste a scendere. Soprattutto se vi trovate a Termini. Considerate anche che avete sulle spalle la stanchezza della giornata o le preoccupazioni per ciò che sarà. Ecco allora che un libro come "Il drago di fuoco" vi prende, vi rapisce, vi allontana dalle impiastricciate spinte o dalle mani morte. 

Vi trovate in Scandinavia. Al fresco. Pagina dopo pagina siete risucchiate dal profumo di uomo selvaggio del Nord. L'ululato dei lupi riecheggia al posto dei cafoni che sbandierano la loro vita al megafono da un sedile all'altro della metro. La vostra pelle profuma di bosco. I vostri occhi non vedono più la calca asfissiante. Vedono il corpo nudo e villoso di un vichingo. Il vostro sguardo scende sul suo petto a tartaruga, sui suoi bicipiti segnati, sui suoi fianchi stagni, sui suoi pantaloni primitivi e sulle sue natiche di marmo. Ve lo garantisco: anche il palestrato più palestrato invidierebbe quest'uomo. Anche un modello si sentirebbe niente in confronto al Vichingo. Invisibili, lo pedinate nelle sue alcove e ad ogni colpo di reni (che non è sobbalzo del Cotral) provate quei piaceri celestiali che l'ugola d'oro della damigella di turno decanta aggrappandosi con foga alla schiena del manzo nordico. 

Non c'è altro che vi possa interessare e Sharon McKinney risponde a questo bisogno di svago e fantasia, illusione e viaggi eterei. Riga dopo riga, mazzata dopo freccia, Oceano dopo fiumi interni, l'attenzione di noi donne torna, di nuovo, fra le sete e i ricami, resi più interessanti dagli uomini (tanti!) che vi poseranno le loro membra provate. Il passo è breve. Se tanto mi dà tanto, la furia guerresca diventa estasi di spinte, sussurri e assalti. Ancora e ancora e ancora. Potrebbe anche essere che, d'un tratto, scoprite di non essere sole a leggere. Magari vi hanno dato una gomitata. Magari lo sguardo del vicino vi infastidisce. Alzate gli occhi o scrutate di sbieco e... la magia è servita. Anche la donna al vostro fianco segue la vicenda, rossa in volto, con le guance tinte da un'indecifrabile sentimento. Sarà vergogna o desiderio? Lei o loro leggono dal vostro libro fingendo, in molti casi, di non farlo. Non si perdono una battuta dei dialoghi d'amore. Piangono quando i profondi occhi vissuti del lui di turno non rispondono esattamente alle aspettative dell'amante. Sussultano con voi, vivendo le emozioni dei personaggi come fossero reali. 

Può anche succedere che vi scordiate di scendere alla vostra fermata, oppure riuscite a farlo, sgusciando via, calpestando i piedi di tutte le vecchine e lumache di fronte a voi, volando a casa, ancora con il libro in mano per guardare i vostri uomini, convinte, certe, nettamente sicure che appena vi vedranno arrivare vi toglieranno i vestiti di dosso e diventeranno quegli idilli descritti dalla MCKinney... magari non sarà così, ma cercherete lo stesso di mantenere in mente l'immagine delle eruzioni di piacere che avete appena letto, spremendo la realtà per trovare quella vicinanza con la finzione letteraria di quegli aitanti uomini il cui desiderio sessuale è una fame bulimica. 

Ancora e ancora e ancora.

Si può chiedere di più a un libro da metropolitana? La grande domanda è solo una: dove trovarlo? Su Ebay, su Anobii, nei mercatini, dalle amiche di una certa età, nelle biblioteche gestite da donne. 

8 commenti:

  1. :) me lo dovrai prestare prima o poi!

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  2. Questo post è fantastico XD Mi hai fatto toalmente rivalutare il romanzo rosa! XD

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  3. O caspita! Non pensavo che un romanzo rosa avesse proprietà terapeutiche!!! Post divertentissimo!!!

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  4. Si, non c'è niente di meglio del disimpegno più totale per rilassare la mente, il corpo e lo spirito.

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  5. c'è stato un periodo in cui ho letto un sacco di romanzi rosa, mi piaceva tantissimo Kathleen Woodiwiss, il migliore è stato "Come cenere nel vento", ma questo "Drago di fuoco" me lo sono perso, provvederò!

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  6. LaSovranaLettrice17 giugno 2012 13:29

    C'è un ritorno del romanzo rosa sul tipo dei vecchi Harmony che non immaginavo. Ne sento parlare tantissimo, incluso dai miei amici maschi e - chiariamo ;) - etero. Mi sa che mi farò un giro dalle parti di mia zia (che quando ero picola ricordo ne leggeva tantissimi) e vedo se è rimasto qualcosa da saccheggiare :-)

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  7. Buona settimana, I'm back.

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  8. Donnachenina blog01 luglio 2012 12:54

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