sabato 14 luglio 2012

Sotto i fiori di lillà o....?

Immagine da www.google.it
Nel mentre in cui decido se chiudere o meno Sotto i fiori di lillà, mi sorge un dubbio. Sono appena tornata da un viaggio. L'associazione per cui lavoro mi ha inviato a seguire un corso intitolato "Internet per il fundraising" e, non ve lo nascondo, l'unione del web 2.0 con la raccolta fondi non è che mi ha appassionato. DI PIU'! Mi sono resa conto della marea multiforme di attività che si possono realizzare, di quanto effettivamente il web possa divertire, aggregare, essere utile.  Mi sono scoperta sommersa di argomenti da approfondire, contenuti da ampliare, riflessioni da confutare... una valanga di input colorati e divertenti, tutti in un botto! Insomma: mi sento straripare di idee, gioia, vita e progetti. Come sempre! Direte voi. Sì, però ora c'è un problema: continuare o non continuare il blog? Sotto i fiori di lillà o.... ?


Vedete. Il problema è serio. Non solo voglio fare carriera, in futuro. Ma voglio anche lavorare come libera professionista. E voglio anche iscrivermi a psicologia e assicurarmi una bella vecchiaia lontano dai problemi pensionistici. A questo si aggiunge il fatto che, per me, lavorare non è un problema o una "fatica". E' una cosa che mi piace, mi realizza e definisce. A ciò si aggiunge il "dramma": con le mani in mano, in attesa che qualcosa giri, non ci so stare. Divento idrofoba. Scalpito, strepito, strangolo un fazzoletto rovente di lacrime ed esasperazione. Rompo i maroni e divento una piaga, mi incupisco e mi incavolo per cavolate. Sintesi: vivo da cani. Come se fossi un cavallo da corsa rinchiuso in un acquario per un unico pesce rosso. E' da morì, come direbbero a Roma. Tutto questo si canalizza nella riflessione seguente: aprire un altro blog incentrato esclusivamente sui social media, social network, fundraising e non profit oppure proseguire con questo e dargli ancora una sterzata verso argomenti distanti chilometri dagli iniziali (con conseguenti ripercussioni su visite, followers e via dicendo)?

Non lo sapete, ma in queste settimane sto seguendo contemporaneamente quattro corsi di specializzazione. Me ne rendo conto: dovevo riposarmi. Dovevo lasciare da parte tante cose e riprendermi. Era quello che avevo detto, in effetti. Vi giuro: non sono una cazzara. E' che, come dicevo prima, bella tranquilla con quello che ho, non ci so stare. Non ancora. Sono troppo giovane per accontentarmi, per sentirmi "a posto". Non ho ancora 90 anni... e anche quando ne avrò 87 dirò a mio marito che vorrò prendermi un'altra laurea così, per tenere aggiornato il cervello.... (e lui mi porterà al sert a disintossicarmi, evidente). Però, tornando al discorso, dopo essermi goduta una settimana di nullafacenza social, ho pensato che stavo perdendo tempo. Mi sono anche detta che dovevo specializzarmi e tenermi aggiornata e che per svolgere il lavoro aggiuntivo del servizio civile dovevo affinare le mie competenze social. Sì, avete capito bene. Lavoro aggiuntivo. 

Tra capo e collo mi è arrivata, infatti, la richiesta di aiuto per raccogliere fondi per la mia associazione, nata prima come una generica richiesta di sostegno nella promozione di un servizio su Twitter, sviluppata poi verso la fidelizzazione degli utenti sui social e sfociata quindi nell'urgente necessità di entrate in soldo tonante, causa crisi e tagli fondi. Serve che vi dica il pandemonio? Non serve neanche che specifichi che sto - ancora - lavorando gratis, as usual. Lo accetto, per ora, solo perché lo ritengo formazione. E' chiaro che non durerà per sempre. Né la gratuità, né la disponibilità al lavorare gratis, né al lavorare accampata quando c'è un computer libero. 

Tutto ciò non ha mancato di causarmi problemi: inevitabile. Pace all'anima loro, dei problemi, intendo. L'esperienza della disoccupazione mi ha segnato profondamente e ora che ho un'opportunità - dopo due stramaledettissimi anni di delirio ansiolitico e paranoico - me la voglio giocare tutta. Tutto questo è ugualmente formativo. Sarebbe quasi da inserire nella sezione "Altro" del curriculum. :-) Ma la cosa importante e urgente da decidere rimane una: continuare questo blog o aprirne uno nuovo? Se ne aprissi uno nuovo, lo dedicherei interamente al laboratorio di social media, social network, fund raising, project management e attività per il non profit. Se continuassi qui dovrei fare un ulteriore lavoro di mescolo, straccio e pennello. Ovvero di modifica, pulizia e abbellimento.

Dicevo dei corsi. Nel bel mezzo di tutto questo ambaradàn di richieste e riflessioni, sono sbocciate anche delle idee e mi sono messa a scrivere dei progetti, che ho proposto e che sono stati accettati. Ma questi progetti hanno esplicitato la necessità di formazione... e,quindi, complice un buono Groupon, un regalo di mamma, un corso gratuito di Google e uno sovvenzionato dai miei boss, mi sono trovata a seguire formazione sul social media marketing, sui metodi di ricerca in Google, sulla creazione di applicazione per Iphone e Android e sul fundraising online. Tutto insieme appassionatamente. Dire che me li sogno di notte è dire poco, lo ammetto. 

Nei corsi che sto seguendo, ho incontrato persone che mi hanno suscitato la massima stima e interesse goloso. In prima battuta, non posso non citare le organizzazioni non governative che sul web stanno realizzando dei lavori spaziali di raccolta fondi davvero vincente. Non avete idea di quanto un minimo di buon senso, delle ricerche di mercato fatte bene e una spruzzata di magico entusiasmo, amalgamato con delle strategie scientificamente provate, possano generare! Ci sono minuscole associazioni di volontariato che, dentro e fuori internet, si danno un vero gran da fare per stare sul territorio e, al tempo stesso  realizzare attività di fundraising divertendo le persone. Avere degli obiettivi fa la differenza. Avere un controllo qualità fa la differenza. Avere una formazione permanente fa la differenza. Avere qualcuno capace di valorizzare le proprie risorse umane mettendole esattamente nei posti in cui possono rendere di più, fa la differenza. Avere un concetto evoluto del lavoro, maturo e lontano dai banchi dell'asilo nido, fa la differenza! E' possibile, inoltre! E' possibile raggiungere quelli che possono apparire sogni. Non avete idea di quanto potere ossigenante abbia avuto questo incontro! Mi ha spalancato gli occhi! E' possibile. Ditelo insieme a me: è possibile. Non vi sentite già meglio? Basta aver voglia di fare. Poi tutto - ma veramente tutto - si può realizzare. 

Ho incontrato alcuni neolaureati o laureandi con una visione del futuro e della professione molto vicina alla mia; lavorano per darsi delle possibilità in un presente che è tutto fuorché semplice. Mi piacciono queste persone che lottano per il loro futuro. Lo trovo giusto. Anzi, l'unica via percorribile, se si vuole la vita. Non una bella vita o una vita agiata, ma proprio la Vita stessa. Mi trovo bene con i combattenti. Questi rari esemplari di coraggio e lungimiranza sono storie da ascoltare, da cui imparare e da tenere a mente come tesoro incontrato lungo la via. Mi nutro con questi incontri. Perché mi ricordano che è giusto lottare per la propria realizzazione e che è normale aver voglia di migliorare la propria posizione e cercare di realizzare i propri sogni non è blasfemo o infantile. E' una necessità biologica e umana che, se non ascoltata, è in grado di diventare cancerogena per l'anima tanto quanto il tabacco lo è per i polmoni. Per carità! problemi a "sbreghe balòn", come si suol dire in friulano. Però: vuoi mettere? Soprattutto è stato bello incontrare persone che non hanno dovuto puntualizzare: "Ma tu sei del nord!" con sottotitolo: sei diversa! Sì, sono del nord e sono diversa (sono una sostenitrice della diversità). Detto ciò, passiamo oltre, a cose più importanti.

Nessuno ti regala niente. Ogni giorno che passa me ne rendo conto sempre di più. Se si vuole raggiungere qualcosa, l'unica strada percorribile è quella che si staglia davanti a te, una volta alzato e messo in moto. Non c'è niente da fare. Bisogna correre, che tu sia gazzella o leone, se hai un sogno, alzati la mattina e vivi ogni attimo per arrivare a tagliare il traguardo. Grande o piccolo che sia. Questo mi stanno urlando questi giorni di vita intensa e questo mi sventola davanti la questione del blog. Quindi! Ipotizziamo che virerò su un'altra piattaforma (Wordpress), che cambierò blog: mi manca un nome. Un nome pregnante, immediato, creativo e memorizzabile. Un nome che mi definisca e che mi permetta un riconoscimento immediato nel vasto globo blogger (possibilmente non: rompic....). Avete dei suggerimenti? A me erano venute in mente delle ipotesi, ma messe insieme non mi convincono (e non le scrivo perché non vorrei che qualcuno me le rubasse, casomai le rivalutassi in positivo). Non sono adatte, per ora. Le mie idee sono lunghe e il mio cervello troppo incapace di giocare con le parole, creando sillogismi, neologismi, metafore, ossimori adatti a fare centro.... in Google e non solo. Non prendetemi per matta, ma a me certe sfide piacciono un sacco.   E se comprassi un paio di cartelloni bianchi, qualche scatola di pennarelli e li appiccicassi in tutta casa per un brainstorming creativo come capita? Prima o poi una lavagna portatile me la compro. Forse, prima, mi dovrei decidere ad appuntarmi tutte le fantasie narrative sul paroliere nel taccuino.


Voi cosa fareste? Sotto i fiori di lillà o ....?

15 commenti:

  1. Mi è piaciuta tantissimo la tua frase "Avere qualcuno capace di valorizzare le proprie risorse umane mettendole esattamente nei posti in cui possono rendere di più, fa la differenza". E' proprio assolutamente vero e spesso, nonostante noi ci diamo da fare come dei pazzi, se non abbiamo il coordinamento giusto non troviamo soddifazione, purtroppo.
    Io credo comunque che sarebbe una grossa perdita chiudere questo blog e ripartire da zero. In fin dei conti quello che stai vivendo è un'evoluzione di quanto hai anche costruito qua, per cui benvenga il restyling, il passaggio a wp, la definizione di nuovi obiettivi "editoriali", ma sarebbe un peccato, uno spreco, abbandonare queste pagine.

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    1. Fiori Di lillà14 luglio 2012 20:53

      Questa frase che citi, cara Sara, racchiude tanti pensieri nati confrontandomi con l'assenza di un responsabile reale delle risorse umane. Quando manca il coordinamento, quando manca un meccanismo gerarchico di comunicazioni all'interno dell'azienda, quando manca anche una visione d'insieme e l'interesse al raggiungere gli obiettivi grazie alle persone disponibili e alle loro peculiarità e talenti, la situazione è davvero complicata. Talvolta ingestibile. Il rischio mobbing diventa concreto, in certi contesti.
      Perdere questo blog sarebbe una grossa perdita, ne convengo. Forse per questo non l'ho cancellato e non l'ho nemmeno reso privato o irrintracciabile da Google. C'è tanto di vero e giusto in quello che dici. Tanto su cui riflettere molto attentamente!

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  2. Alessandro Rinaldi14 luglio 2012 07:51

    Tutto fa parte di un percorso, noi stessi siamo in continua evoluzione e non saremmo quelli che siamo se dietro non ci fosse stato un vissuto. Ripartire da zero, dunque? No, non mi convince. Cambierei solo il titolo del blog, lasciando come sottotitolo "sottofioridilillà" che poi resterà nell'indirizzo web. E' la tua "cifra": ciò che sei stata e ciò che sei ancora. Adoro la tua voglia di fare, il tuo sconfinato entusiasmo e un po' t'invidio. In bocca al lupo per la tua nuova avventura, magari ti chiederò una conssulenza.
    p.s. Sei fortunata: i primi tempoi che mi ero trasferita all'università, non sentivo altro che "Ma tu sei del Sud? ...Sei diversa... non rubi. (incommentabile).

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    1. Fiori Di lillà14 luglio 2012 20:50

      Ciao Sonia,
      grazie per il tuo pensiero. Se rimane questo blog, rimane anche il titolo. Perché ho registrato il dominio con questo nome, perché sono cercata con questo nome, perché questo è il nome di questo blog e tale rimarrà. Per questo motivo riflettevo su un nuovo blog. "Sotto i fiori di lillà" è il marchio di fabbrica di questo, ma non include parole chiave dei lavori che andrò a svolgere in futuro e nemmeno tag per le quali vorrei essere trovata subito in prima posizione Google. Questo blog è stato fucina di cambiamenti e vita. Quasi certamente non ha ancora smesso di assolvere alla sua funzione, tant'è vero che sono ancora qui a scrivere. Ciò nonostante, nel mio futuro sento che ci sarà anche altro...
      Grazie davvero per le tue parole e mi fa tanto piacere sapere che mi "segui" ancora (cosa reciproca, tra l'altro).
      Carolina

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  3. Alessandro Rinaldi14 luglio 2012 07:55

    Carolina, non so se ho postato il messaggio precedente come Alessandro Rinaldi per cui curo il blog. Comunque è un errore di Google, perché io sono entrata con il mio account e sono Sonia della locanda in mezzo alla brughiera. Un bacione.

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  4. EserciziDiLettura14 luglio 2012 11:35

    Mi piace questo tuo movimento, il tuo non sederti mai sugli allori, considerare ogni meta piuttosto una tappa verso un approdo più grande. Non sai quanta energia sprigiona, quanta positività, forza. Mi piace leggerti anche per questo, perché sei un'ispirazione contagiosa ad andare sempre avanti. Sei tu "la differenza", quella vera, bella, appassionata, determinata. Chi ha la fortuna di lavorare insieme a te non può che trarne un immenso beneficio.
    Le pagine di questo blog possono diventare, magari, il diario di una tantum. C'è così tanto di te, dei tuoi sacrifici, dell'arduo lavoro che hai fatto che abbandonare tutto sarebbe davvero un peccato. Ma BENVENUTI nuovi obiettivi, il salto su WP, BENVENUTO al futuro. E soprattutto BENVENUTA alla nuova te che è il frutto di tutto ciò che questo blog ha rappresentato e testimoniato nel tempo passato.

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    1. Fiori Di lillà14 luglio 2012 20:46

      Dici davvero? Anche il mio ragazzo mi ripete spesso:"Fortunato chi ti assume!". Se guardo alla situazione attuale vedo molto altro. IN un certo senso sono sì, fortunati. Ma solo perché mi lascio sfruttare per fare esperienza. Questa è la "fortuna" recepita. Non altro. Anzi: il fatto stesso che io abbia voglia di fare è sentito nei peggiori dei modi da molte persone.... Ciò non toglie che io andrò avanti per la mia strada, perché ho obiettivi chiari e importanti da raggiungere e perché sono responsabile di me stessa e del mio sviluppo.
      Credo proprio che virerò su WP e che darò nuovo inizio e nuovo corso al blog... O, almeno, questa è l'opzione più quotata al momento...

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  5. C'è problema a tenere due blog? Potresti continuare con questo con lo stesso taglio che gli hai dato sinora e aprirne un altro più strettamente professionale sui temi che hai citato. Quando lo farai sarò la prima a seguirti,il fundraising è argomento scottante per le associazioni. La mia ha un minimo di aiuto da un fondo, ma non basta.

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    1. Fiori Di lillà14 luglio 2012 20:43

      Non è che ci sia un problema a tenere due blog distinti contemporaneamente... più che altro è una questione di tempo. Per farli funzionare entrambi come si deve ci vuole tanto impegno e tante ore per la ricerca, la realizzazione e la cura dei contenuti.
      Se credi, ti offro la mia disponibilità per consulenza o aiuto pratico per la tua associazione riguardo il fundraising. NOn voglio nulla in cambio, a parte la possibilità di fare esperienza sul campo.
      Un abbraccio,
      Carolina

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    2. Grazie Carolina. Sei veramente gentile. Per ora c'è una persona che si è offerta di attivarsi per il funraising da settembre. Staremo a vedere. Ma ti ringrazio ancora e molto.

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  6. Antonio Pandolfi14 luglio 2012 16:05

    Carolina, ben ritrovata!
    Poiché altri si sono già occupati di lasciarti qualche complimento - che non guasta mai - mi permetto una riflessione. Visto che parli anche di "laboratorio", perché non tentare un'esperienza collettiva ? Forse tre o quattro ragazzi/e insieme, convinte e preparate (anche non fossero tutte caparbie e capaci come te...), potrebbero fare quella differenza che cerchi.

    Intanto, questo blog potrebbe conservare la sua ragione d'essere, e tu il tempo di alimentarlo.

    Adesso, pensa un po', mi tocca studiare :-)

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    1. Fiori Di lillà14 luglio 2012 20:41

      Carissimo Antonio,
      che piacere ritrovarti fra queste pagine. Creare un blog collaborativo è impegnativo. L'idea è bella, ma servono le persone giuste. Il problema non è tanto la caparbietà quanto la competenza e la motivazione. In questo momento non sono portata a prendere in considerazione questa ipotesi perché sto lavorando già al blog dell'associazione, il quale dovrà essere partecipato per forza di cose ed è significativamente complicato in quanto 3/4 delle persone non hanno la benché minima intenzione di ascoltare (non dico partecipare) realmente. Mi basta e mi avanza l'impegno che genera quest'altro blog... unire un nuovo gruppo di collaborazione non è ciò di cui ho bisogno ora....

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  7. Auguri per la tua nuova avventura Carolina...anche se mi dispiace molto se chiuderai il blog...comunque compliementi per il percorso che farai!

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    1. Fiori Di lillà14 luglio 2012 20:38

      Ci sto pensando, anche se sono molto indecisa...

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  8. Sei impegnatissima, complimenti.

    Un abbraccio

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