E' emozionante.
Inserire l'aspetto di ricerca all'interno del mio progetto letterario è emozionante. Sfogliare testi, contattare persone, aguzzare la vista e l'olfatto.
Attendo impaziente la risposta di un'azienda.
Ho parlato loro - in linee generali - del mio progetto e del mio desiderio di portare una delle due protagoniste ad intraprendere un determinato mestiere. Ho chiesto loro aiuto e informazioni.
Aiuto nel comprendere la struttura, informazioni sul come si può giungere a lavorare in quel settore a me del tutto sconosciuto.
Non scrivo direttamente sui capitoli da un bel pò. Eppure è come se non avessi mai smesso, oppure come se nelle mie dita si stessero radunando eserciti di cartelle pronte sulle punte dei polpastrelli, in attesa solo del via da parte della cavalleria per riversarsi a fiume nella lende generosamente bianche ed infinite di Word.
Non avere a disposizione un computer completamente mio lo vivo con difficoltà. Questo accade perchè sono abitudinaria e sono statica, in alcuni ambiti. Vorrei un'unica cartella, delgi unici files, in un unico posto. Reperibili sempre li.
Lavoro su altri piani, fantasia a briglia sciolta. Voi non lo sapete ma nella vita reale sono una persona molto timida, ho paura di domandare, ho paura di espormi, non sempre vivo serenamente le critiche perchè sento talmente fragile il mio valore che in alcuni momenti vorrei semplicemente essere "intoccabile". Senza contare l'aver scelto di vivere un lungo periodo di isolamento dal resto del mondo identico a quello di Grenuille ne "Il Profumo".
La mia caverna era la mia casa, il mio cibo i libri, i miei amici i protagonisti di questi.
Scrivere mi porta a una sorta di "rieducazione" ai contatti umani, a una sorta di confidenza con l'esterno, con l'uscire, con la libertà d'agire. Senza contare che uno stalking finalmente terminato è difficile da assaporare fino in fondo. Scrivere mi impone di combattere per me stessa, riprendendo anche la libertà. Una libertà più grossa, più corposa, più sostanziosa. Santo cielo ancora mi stupisco: posso dire che amo studiare!
Non giudicatemi per questo, non voglio pena e le smorfie mi ferirebbero. Scrivo fremendo di gioia, sento i polmoni dilatarsi respirando ventate di vita, come un bouquet dai mille profumi di fiori.
Questo lavoro di scrittrice mi aiuta.
Sempre di più mi ci sto rapportando come un lavoro e non solo come utopica speranza un giorno-magari-chissà. Non è più nemmeno uno scrivere per me stessa, ma è un divertimento e una passione su cui voglio creare le condizioni ideali per il mio sostentamento. Come mi aiuta? E' evidente che non mi basto. Per scrivere un libro non mi basto. Sono talmente tante le cose che non conosco che pensare all'autosufficienza letteraria mi appare un suicidio.
Questo mi porta e mi porterà ancora di più ad uscire dal guscio protettivo - infondo io temo molto che la mia presenza sia sgradita alla gente. Incontrare mondi, persone, opinioni mi aiuterà molto, ne sono sicura, e sarà ancora fonte di ricchezza. Mi insegnerà anche a lasciarmi scivolare addosso cattiverie gratuite, giacché non possiedo l'immunità contro l'asprezza umana.
Per questo oggi, stasera, con le dita profumate di griglia che ticchettano sulla tastiera, scrivo felice ed emozionata. Superare la paura di essere inopportuna, scrivere una mail in cui mi presento come "giovane scrittrice" (a settembre, questione di giorni, e mi arriverà il pacco con le 50 copie del mio libro) sono passettini che mi fanno crescere.Mi approprio di me.
Tra l'altro sono felice di una cosa: la riforma scolastica mi ha semplificato non poco la vita, anzi è addirittura precisa nel mio destino. Non fosse così mi sarei trovata in imbarazzo davanti alle scelte da affrontare: editoria? filologia? comunicazione? storia? lettere antiche? letterature miste?
Ora le uniche due opportunità si eleggono e selezionano limpidamente da sole. La scelta che ho preso mi porterà alla ricerca, come un segugio, come un cane da tartufi, come una viaggiatrice sempre in sella al suo cavallo taccuino in mano. E tutto questo sarà fondamentale per il mio lavoro.
Mi porterà ad amplificare quanto sto dicendo ora. Ricerca, storia, archivi, scoperte, logica, relazioni, inganni, tradimenti, condizionamenti, ingranaggi. Imparerò ad essere critica, a soppesare le notizie, conoscerò di più il mondo in cui vivo e dai cui derivo. Desidero ardentemente passare la mia vita nell'Amore e nella letteratura, realizzando su un piano reale l'unico motivo per cui esisto.
Non vedo l'ora di ricevere la risposta di quell'azienda... foss'anche un: non mi scocciare!
Ho voglia di progredire.
Non vedo l'ora di iniziare le lezioni al laboratorio di scrittura.
So di non sapere, questo è il mio motto.
Ancora imparo, questa la mia guida.