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Naturalmente, ovviamente, chiaramente... non possiamo pagarti
17 gennaio 2013
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Colloquio di lavoro a Vodafone. Dall'umiliazione alla consapevolezza
19 settembre 2012
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| Logo Vodafone |
Ieri ho sostenuto un colloquio alla Direzione Generale di Vodafone sede di Roma. Questo incontro, richiesto da loro senza mia candidatura per il ruolo, ha avuto una durata di ben due minuti. Giusto il tempo per essere umiliata, rifiutare "l'offerta" e riuscire ad uscire da quel palazzo pieno di protezioni elettroniche di tutti i generi.
Dopo quest'esperienza, che mi è costata un viaggio di un'ora e mezza e quattro cambi di mezzi, mi sono ritrovata con molte emozioni fosche. Quest'ennesimo buco nell'acqua mi ha, però, fatto capire molto sulle motivazioni che mi spingono a cercare lavoro e sui perché non riesco a trovarlo.
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Sopravvivere al lavoro non retribuito
14 settembre 2012
Il lavoro non retribuito è un danno all'essere umano e al nostro Paese. Non di rado è un insulto al professionista. Porta povertà, abbassa i livelli di qualità, disincentiva la responsabilità, disaffeziona il "dipendente" all'azienda, crea disparità di reddito e conflitti aziendali e sociali sempre più accesi, semina psicopatologie, dipendenze e violenza. La richiesta di assumere dipendenti senza poter fornire una regolare retribuzione è, ad oggi, una pratica molto diffusa, spesso camuffata da stage, spesso delineata come unica occasione occupazionale per quelle realtà duramente colpite dai tagli (come nel non profit) e dagli alti costi del lavoro. Siamo tutti naufraghi che cercano un appiglio nel bel mezzo di detriti. L'Italia è piana di lavoro. Quello che non c'è è la possibilità (e la volontà, in molti casi) di pagare la prestazione d'opera. In un'altra epoca, in un'altro Paese, i sindacati avrebbero fatto il loro lavoro, interessandosi agli eserciti dei mai retribuiti. Ad oggi non possiamo contare su di loro. Non possiamo contare neanche sui movimenti politici perché non sono adatti a fornire soluzioni operative di crescita e di sostegno. Siamo soli e abbiamo un'unica certezza: la disoccupazione è in crescita e il 2013 vedrà un aumento di due punti percentuali dei senza lavoro (dal 10,7% al 12,5%). Dobbiamo fare due cose: sopravvivere e crescere professionalmente.
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Professionalità Puzzle
12 settembre 2012
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| Immagine da: GuidaConsumatore |
La professionalità puzzle è quell'insieme di abilità lavorative che si creano attraverso esperienze temporanee, anche di volontariato, caratterizzate da approcci liquidi all'impiego. La crisi economica e gli alti tassi di disoccupazione ci spingono a creare la nostra professione con quel che passa il convento. E quel che passa il convento è, spesso, poco gratificante, formativo e retribuito. Raramente contrattualizzato. Tuttavia, anche questa realtà sfiancante può essere affrontata con creatività. Ogni abilità è come una tessera di puzzle. Per quanto piccola possa sembrare, per quanto inutile possa apparire, per quanto scollegata e meteora si manifesti, la sequenza di "lavoretti" può diventare, con il tempo, un background di rilievo. Ma come, direte voi? Parli di "lavoretti"? Sì. Perché nel marasma di occasioni scialbe e attività acchiappate per sopravvivere, ci sono anche quelle che, nella loro drammatica inconsistenza, hanno un semino di utilità in prospettiva.
Nel post "Un lavoro qualsiasi" ho espresso la mia opinione riguardo il cercare e l'accettare la prima cosa che capita, senza alcun criterio, senza la voglia di tentare il tutto per tutto per realizzare un sogno. In questo articolo, invece, desidero parlare di quei lavori transitori che possono comporre una professionalità su più livelli.
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Un lavoro qualsiasi - Risposta a Fuoridaglischemi
05 settembre 2012
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| Immagine di puzzle che forma la parola "job", lavoro. |
Accettare un lavoro qualsiasi, pur di avere un'entrata, seppur minima? Questa è una delle domande poste dalla blogger Fuoridaglischemi nell'articolo "Quest'Italia è una camera a gas?". In questo post, Sara si confronta con la difficile realtà del nostro Paese, con le scelte estreme che compiamo ogni giorno come la rinuncia alla maternità per una speranza di lavoro, l'abbandono della propria terra per un riconoscimento della professione, l'accettazione del rifiuto di assunzione perché troppo qualificato, il vivere alla cieca senza poter contare su un contratto. Le avevo promesso una risposta e, anche se con qualche giorno di ritardo, intendo mantenere la parola data. Per rispondere all'articolo generale di Sara porterò la mia esperienza diretta come strumento di confronto.
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La crisi economica e i cambiamenti sociali
04 settembre 2012
La Crisi Economica dura da quattro anni. Ogni anno è quello buono per la svolta. Ogni anno si accentua il divario fra povertà e ricchezza, fra chi vive, chi sopravvive e chi muore. Non ci sono classi che lottano fra loro, ma persone singole in guerra. Ci sono generazioni che hanno perso le speranze, le illusioni, i lussi e i benefici. Ci sono plotoni la cui capacità di trovare soluzioni positive a situazioni di forte disagio è fortemente compromessa. I suicidi, l'aumento della criminalità, l'incremento esponenziale dell'uso di stupefacenti, l'affidarsi a farlocchi maghi del futuro sono drammatiche rappresentazioni della realtà sociale in cui siamo immersi. Ma ci sono anche altre scelte. L'incontro con la creatività che amplia gli orizzonti, le prospettive e le soluzioni è quella strada obbligata che sta rivoluzionando il nostro mondo.
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Offerte di lavoro e mancanze di rispetto
30 agosto 2012
Di offerte di lavoro ne è pieno il mondo e il web. Il problema è capire quante di queste sono proposte serie di impiego e quali sono emerite perdite di tempo, annunci ideati a posta per adescare disperati da sfruttare, proposte che non sarebbero accettate mai, per nessuna ragione al mondo, nemmeno da chi le redige.
Come sapete, ho passato agosto a fare colloqui fissati nei giorni più caldi del mese, ad orari che oscillavano dalle 12:00 alle 15:00, nelle zone di Roma (e dintorni) più impensabili. Due anni di disoccupazione altalenante e di contatto diretto con ogni tipi di sfruttamento possibile (non ultimo il servizio civile e tutti gli annessi e connessi della situazione contingente, che ho lasciato perché inaccettabile) mi hanno segnato dentro. Non solo. Mi portano costantemente a chiedermi: che cosa manca? Il rispetto, forse.
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Vacanze in Friuli Venezia Giulia
19 agosto 2012
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| Lago di Cavazzo - Cavazzo Carnico (UD) |
Le vacanze in Friuli Venezia Giulia sono la mia scelta da diversi anni. La mia regione offre tutto quello che si può desiderare. Se non fosse che questo potenziale è ancora da sviluppare. Gli ambienti ci sono, le persone che potrebbero essere impiegate anche, le scuole che formano personale specializzato non mancano (Anzi! Sono punti di riferimento persino nazionali). Io stessa studiai in una di esse (indirizzo turistico), la quale scuola vinse e vince premi su premi con i cuochi che sforna ogni anno. Eppure, quando si parla di turismo e quando al concetto di business si aggiunge una visita in regione, ci si accorge che qualcosa manca.
Questo qualcosa si condensa in tre aspetti: cultura, visione, mentalità. La grandissima disponibilità naturalistica e le occasioni offerte dall'ecologia potrebbero (e dovrebbero) essere il perno di riferimento per il rilancio green del Nord Est. Parlo dell'uso delle energie rinnovabili, dell'utilizzo del legno e dei materiali biodegradabili, ma parlo anche della realizzazione di percorsi in linea con le nuove sensibilità ambientalistiche, culturali e di business imperniate sull'esperienza diretta, sulla qualità della vita e su un divertimento ricordabile nel tempo abbracciato a un rispetto costante dei luoghi, delle storie e della sensibilità regionale. Amo la mia regione e mi piacerebbe poter realizzare qualcosa in favore della mia terra. Ecco cosa farei, se potessi, per sviluppare i flussi turistici.
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Terremoto Emilia Romagna: aiuto concreto 2.0 per imprenditori e allevatori
05 giugno 2012
| Curriculum parziale su LinkedIn |
I terremotati emiliani e gli imprenditori colpiti dal sisma più e più volte hanno espresso il loro desiderio di poter riprendere il lavoro, di preservare l'occupazione, gli ordini e i rapporti con aziende internazionali capaci di garantire profitto e sviluppo. Sapete quanto posso condividere profondamente questo bisogno e questa richiesta e sapete quanto io sia impegnata in prima linea nel sociale.
Per questo motivo vorrei gratuitamente offrire la mia professionalità, le mie competenze centrate sul web 2.0, la mia qualità agli imprenditori terremotati e agli allevatori con la finalità di aiutare a sostenere le attività produttive territoriali e turistiche attraverso gli strumenti gratuiti dei social network principali. Le mie competenze vanno dal social media planning, al social media marketing, abbracciando anche (e soprattutto) il web writing e il web content design, la creazione, gestione e manutenzione di blog aziendali, la programmazione e gestione di campagne pubblicitarie mirate, l'individuazione di target e hub, le attività di digital PR, di community manager e di moderazione. Posso realizzare materiale informativo, fotografico e video utile per il web. Posso aiutare anche nel lavoro di ufficio stampa.
Il tutto, a titolo gratuito, con l'unica necessità di telelavoro infrasettimanale (vivo e lavoro a Roma) a cui posso aggiungere incontri bisettimanali o mensili in loco, a seconda delle necessità dell'azienda.
Se qualcuno fosse interessato, non esiti a contattarmi scrivendo una mail a: sottoifioridililla@gmail.com. Vi fornirò i miei recapiti telefonici e il mio curriculum completo.
Il rischio sismico in Italia
21 maggio 2012
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| Foto da: www.google.it |
Brindisi, Ferrara. Città che hanno riempito il week end con le loro tragiche esperienze. Mi mancano le parole, mi riempie la rabbia.
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La riforma del lavoro e i problemi del mondo del lavoro pubblico e privato
22 marzo 2012
Ieri ho provato a chiedervi che cosa ne pensate delle innovazioni introdotte nella riforma del lavoro proposta dal Governo Monti. Pochi di voi hanno espresso il loro pensiero, anche riguardo la lettera che vi ho pubblicato. Tuttavia, i problemi del mondo del lavoro sono tanti e non si limitano ai licenziamenti, agli stage, alla disoccupazione giovanile. I problemi conseguenti la maternità li abbiamo già affrontati. Vorrei proseguire la riflessione sull'argomento perché credo sia importante per tutti. E sarei davvero felice se questa volta esprimeste il vostro parere. Non fatevi scrupoli per lo spazio: avete tutto lo spazio che desiderate. E' importante che ne parliamo, importante per noi in quanto cittadini, lavoratori ed elettori.
Ci aiuta ad essere più consapevoli e, infondo, a sentirci meno soli.
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Come cercare lavoro?
18 marzo 2012
| Logo di LinkedIn, social network dedicato al mondo del lavoro |
Come cercare lavoro? Uno di voi è entrato in questo blog ponendo questa domanda. E' una richiesta precisa a cui va fornita una risposta altrettanto dettagliata. Il periodo storico di grave crisi economica, recessione e disoccupazione dilagante è affare molto serio. La povertà tocca moltissimi nuclei familiari e il lavoro è uno dei bisogni più alienati e frustrati (l'assenza, lo sfruttamento, l'inconsistenza dei contratti sono piaghe senza fine). Quanto segue è una piccola linea guida dei passi da compiere per aprire tutte le strade possibili nella jungla dell'occupazione, ben sapendo che molti sono i limiti e che il lavoro nero, lo sfruttamento e gli inganni contrattuali sono sempre dietro l'angolo. In alcuni casi, riporto anche la mia esperienza personale perché ci tengo che sappiate che quanto scritto è stato interamente provato e sperimentato sulla mia pelle (come dimostrano anche le pagine di questo blog).
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La ricerca del lavoro e i centri per l'impiego. Quando le liste di collocamento sono un'esperienza
05 marzo 2012
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| Vignetta ironica sul prolungamento degli stage gratuiti, che non permettono di vivere. |
La ricerca di lavoro si configura in vari passaggi, tra i quali l'iscrizione alle liste di collocamento nei centri per l'impiego appare come tappa obbligata per molti. Gli uffici di collocamento monitorano e gestiscono la domanda e l'offerta nel territorio di competenza. Tutti coloro che sono privi di occupazione possono inoltrare la richiesta nel centro più vicino alla loro residenza. L'iscrizione permette la maturazione di "anzianità di disoccupazione" e, quindi, corsi ipotetici "preferenziali" (alla lunga) nel reclutamento e nella stabilizzazione contrattuale. Le aziende possono contare su agevolazioni fiscali nate dall'assunzione degli iscritti alle liste e il lavoratore, in teoria, ha uno strumento in più per tornare ad essere attivo nel mondo del lavoro. Chi intende iscriversi deve presentarsi allo sportello munito di documento di identità valido e deve avere tanta pazienza.
Quest'oggi è stato il mio turno ed è stata un'esperienza significativa.
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La maternità al tempo del precariato
18 febbraio 2012
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| Donna alle prese con la maternità, il lavoro e lo stress quotidiano. Immagine da:www.google.com |
La maternità è una naturale e biologica fase della vita di una donna. Non è un handicap, non è un torto. E' l'inizio dell'evoluzione della specie.
La maternità al tempo della precariato è un lusso, un problema, un intralcio, un'ipotesi di licenziamento (o di non assunzione se la donna è nell'età considerata idonea per la riproduzione). Qual è il problema? Il "pericolo" del congedo di maternità è davvero un deterrente anti-occupazionale? Le puerpere sono davvero "inabili" al lavoro? Le neo mamme perdono davvero le loro competenze professionali in seguito al parto?
Se vi sembrano domande idiote, fermatevi ad ascoltare i pregiudizi che circolano sull'argomento e, se ancora non siete convinti che la maternità al tempo del precariato non sia un problema, guardate le stime di disoccupazione femminile in Italia (attestate intorno al 30% circa) e i numeri delle cause per mobbing riconducibile al post parto.
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I giovani e il miraggio ossessivo: un lavoro normale
15 febbraio 2012
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| Dadi che formano la parola inglese "work", che significa "lavoro" in italiano. Immagine da: www.google.it |
Il 31% dei giovani disoccupati italiani dai 18 ai 35 anni vive con un miraggio ossessivo: avere un lavoro normale. Per "normale" si intende un lavoro contrattualizzato, retribuito, la cui durata determinata, precaria e occasionale risulti comunque accettabile. Nessuno di questi giovani (io inclusa) si aspetta un posto fisso. Lo sappiamo che per noi non c'è questa possibilità. Lo abbiamo accettato. In Italia, i politici non perdono occasione per parlare a vanvera sul mondo dei giovani, dei laureati e dei disoccupati. In Italia il lavoro nero, lo sfruttamento/la schiavitù nel lavoratore, la tolleranza di condizioni di lavoro disumanizzanti, del mobbing, delle frodi ai danni del lavoratore sono considerate normali, giuste e accettabili. L'articolo 18 è raggirato con una semplicità imbarazzante, grazie a bastimenti carichi di bugie. Nel mio profilo Google Plus ho posto una domanda al riguardo. Ve la ripropongo anche qui.
Bilanci di fine anno, nuovi sviluppi e Progetto Oriana Fallaci
18 dicembre 2011
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| Immagine da.www.google.it |
Il Progetto Oriana Fallaci beneficerà dei cambiamenti che stanno prendendo forma e, forse, il prossimo Natale, potrò dire di essere arrivata a buon punto. Andiamo per ordine, comunque e chiudiamo il cerchio con i soliti, importanti, bilanci di fine anno.
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La seconda laurea
01 dicembre 2011
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| Immagine da: www.jobpress.it |
Avete mai pensato a una seconda laurea come garanzia di futuro lavorativo, migliori introiti e pensione assicurata? Avete mai ipotizzato di portare avanti due filoni professionali diversi, ma non in antitesi, per potervi preservare da un futuro di affanno o miseria? Avete mai realizzato l'amore per lo studio, oltre il canonico percorso scolastico dell'obbligo (ormai la laurea è entrata in questo obbligo)?
Io sì. Costantemente.
Assemblea Nazionale: Liberiamoci dalla precarietà
17 novembre 2011
Questo articolo nasce da un'iniziativa di comunicazione a rete unificata per far conoscere il decalogo di azione concrete per superare la precarietà. Dopo le riflessioni sugli stage gratuiti, dopo la diffusione del progetto No FreeJobs, vi parlo di un'iniziativa per cercare di superare la precarietà.
Il 19 e 20 novembre a Roma avrà luogo l'Assemblea Nazionale "Liberiamoci della precarietà" e vi parteciperò in qualità di precaria, senza aderire a nessuna sigla sindacale o partito politico. Questo blog vi parteciperà come forma di protesta verso una situazione suicida, che colpisce e penalizza tutti, i giovani in primis. Ma vi parteciperò anche perché credo nell'importanza di agire concretamente.
Ecco, quindi, il decalogo delle dieci cose da fare subito per migliorare questa situazione.
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A.S. Roma: stay hungry, stay foolish
07 ottobre 2011
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| Immagine da: www.google.it |
La morte di Steve Jobs e le sue fatidiche parole, "Stay hungry, stay foolish" (Siate affamati, siate folli), mi hanno portato in mente l'As Roma, il nuovo progetto, il nuovo mister Luis Enrique. Romanista d'adozione, legata intimamente al Barcellona, Udinese di primo taglio, mi scopro a guardare con passione e interesse la nuova squadra della Roma.
Vedo speranza per i giovani. Vedo qualcuno che li considera e si interessa e mi chiedo se dal calcio non arrivi il primo granello che farà partire la valanga e il cambiamento.
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Populis Create: cambiamenti all'orizzonte
25 agosto 2011
Populis Create, digital media company, ha apportato dei cambiamenti nelle sue politiche.
Nel post " Populis Create e Wikio Experts: la delusione avanza" vi avevo raccontato le difficoltà che stavo incontrando nel mio lavoro creativo online. Ultimamente la situazione è cambiata e alcune mail di colleghi free-lance mi hanno fatto capire quanto fosse simile il mio vissuto al loro.
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