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Punizioni corporali e violenza di vario genere a scuola

20 marzo 2012

Immagine di bambino che piange
Sempre più spesso i telegiornali danno notizia delle punizioni corporali contro i bambini delle scuole elementari o dell'asilo. Ascoltando i fatti, viene da chiedersi se le maestre in questione siano consapevoli di vivere in un'epoca diversa da quella di Edmondo De Amicis, del Pascoli e del Leopardi. Che i metodi di punizione fisica non siano utili, è stato dimostrato in numerose ricerche scientifiche e sociali; così come è dimostrabile che fra le persone che segnano profondamente la vita di un bambino, le maestre occupano un posto speciale nella maggior parte dei casi. Con o senza violenza fisica (o sessuale), sia chiaro. Così come è dimostrabile che la formazione per diventare insegnante non è sempre molto accurata e non ci sono rilevamenti psicologici pignoli. Bisogna dire, però, che in molti casi le maestre che hanno adottato metodi correttivi ottocenteschi hanno età mature, figlie, probabilmente, di costumi e tradizioni formati in un'epoca in cui l'andare dietro alla lavagna inginocchiati sui sassi o fustigati sulle mani con le bacchette era una prassi normale, accettata tanto dai genitori quanto dalla società. Questi fatti di cronaca non sono che la punta dell'iceberg chiamato "Istruzione italiana".